ROMA\ aise\ – A 70 anni dalle prime elezioni a cui le donne italiane parteciparono con il “diritto di eleggere” e “di essere elette”, la Camera dei deputati intende ripercorrere, attraverso documenti d’archivio, atti parlamentari, materiali bibliografici, fotografici e audiovisivi, il lungo percorso compiuto per la conquista del suffragio femminile.
La mostra “1946. L’anno della svolta”  inaugurata dalla Presidente della Camera Laura Boldrini rimarrà aperta al pubblico fino al 31 ottobre, dal lunedì al venerdì, ore 10-18 (ultimo ingresso ore 17,30), e la domenica solo in occasione della manifestazione “Montecitorio a porte aperte”.
La mostra è allestita all’interno della Sala della Lupa che nel giugno 1946 ospitò la proclamazione dei risultati del referendum istituzionale per la scelta tra Monarchia e Repubblica: la Sala, dunque, dove nacque la Repubblica Italiana e che viene riaperta per l’occasione dopo quattro anni di attenti restauri.
Il 1946 è stato l’anno della svolta. L’anno nel quale le donne italiane votarono per la prima volta ed entrarono a far parte dell’Assemblea Costituente, a cui era affidato il compito di redigere la Carta Costituzionale dell’Italia repubblicana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.
La mostra della Camera dei deputati racconta il lungo tragitto che, a partire dall’Unità d’Italia, ha condotto alla conquista del suffragio universale.
Grazie a documenti originali, testi e atti parlamentari, tratti in gran parte dall’Archivio storico e dalla Biblioteca della Camera dei deputati, emergono le figure di alcuni protagonisti di questa battaglia civile e politica, donne e uomini: da Anna Maria Mozzoni a Anna Kuliscioff, dal deputato mazziniano Salvatore Morelli a Maria Montessori, e poi il giurista Lodovico Mortara, Angela Maria Guidi Cingolani, componente della Consulta Nazionale, prima donna a svolgere un intervento nell’emiciclo di Montecitorio, fino ad approdare alle 21 donne elette all’Assemblea Costituente.
Si parte dalle prime isolate iniziative – assunte quando in Italia poteva votare per diritto censitario appena il 2 per cento degli uomini adulti – per passare alla nascita delle organizzazioni e associazioni di donne, ai dibattiti parlamentari e alle tappe che, nel corso della prima metà del ‘900, hanno portato al decreto Bonomi che nel 1945 ha attribuito il diritto di voto alle donne, per giungere, infine, ai primi appuntamenti elettorali del 1946, a cui numerose e orgogliose le donne italiane presero parte. (aise) 

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