Il 9 scorso, al TIFF, un piccolo film indipendente:  “Il Sud è Niente”,  girato a Reggio Calabria, nel quartiere del  Gebbione, dove il giovane regista esordiente  Fabio Mollo è cresciuto, inserito a sorpresa nella selezione ufficiale di  in uno dei festival più importanti del mondo,  ha ottemnuto larghi consensi di critica e di pubblico, che ha capito perfettamente l’originale provocazione contro quella mentalità che ha relegato il Sud, in generale e non solo nella nostra Penisola,  in una condizione di impotenza e sudditanza, antica e senza via d’uscita.

Interpretato dai  conosciutissimi Vinicio Marchioni (“il Freddo” nella serie “Romanzo Criminale”) e Valentina Lodovini (“Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”), il film  vede l’esordio di Miriam Karlkvist, giovane attrice reggina che ha dato vita ad una meravigliosa e inquieta Grazia, in una storia con  un sud più emozionale che geografico ed il racconto della quotidianità di un padre e di una figlia, per indagare sul silenzio che li sta distruggendo, da quando il primogenito è andato via di casa.

Grazia, la ragazza, non si arrende all’assenza del fratello e comincia a cercarlo. La ricerca diventa presto una ricerca di identità e di verità, poiché lei, ormai diciottenne, ha assunto sembianze maschili quasi a voler riempire il vuoto lasciato dal fratello partito e  prendere il suo posto agli occhi del padre.

Dopo Toronto “Il Sud è Niente” si prepara all’uscita in sala (ma la data è ancora da definirsi) ed anche a partecipare  a vari festival a cui sarà certamente chiamato, primo fra tutti il Film Festival Roseto Opera Prima curato da Tonino Valerii.

Come era accaduto lo scorso anno per quell’altro piccolo gioiello (premiato a Cannes (e presentato il oltre 40 festival) che è “Salvo”, anche questa opera prima è stato realizzata grazie al coraggio di due giovani produttori francesci, Jean-Denis Le Dinahet e Sebastien Msika, con una troupe di giovani professionisti, tutti under 40.

Sono molte le opere prime prodotte in Italia quest’anno e che fanno ben sperare per il nostro cinema. Fra i titoli più interessanti: “Via Castellana Bandiera” di Emma Dante, “Border” di Alessio Cremonini,  “Amiche da morire” di Giorgio Farina, “Zoran, il mio nipote scemo” di Matteo Oleotto, “L’ultima foglia” di Leonardo Frosina, “il terzo tempo” di Enrico Maria Artale, “Medeas” di Andreea Pallaoro, “La variabile umana” di Bruno Oliviero, “Non lo so ancora” di Fabbiana Sargenti, “Spaghetti Story” di Ciro De Caro, “L’arbitro” di Paolo Zucca, “Diario di un maniaco per bene” di Michele Picchi, “Piccola patria” di Alessandro Rossetto, “Amoreodio” di Cristian Scardignoe “Benvebuti a casa Verdi” di Elise Cresson.

Questi titoli, che non sfigurano affianco ad altri di i autori già affermati (“La migliore offerta”, “La grande bellezza”, “Un giorno devi andara”), fanno sì che il 2013 possa essere ricordato che una grande stagione del  cinema tricolore.

Tornando ai film recenti,va anche segnalato (in uscita il 17 ottobre): “Una piccola impresa meridionale”, anch’esso  dedicato al Sud, seconda prova come regista (dopo “Basilicata coast to coast” ) di Rocco Papaleo, con Riccardo Scamarcio, Barbora Bobulova, Sarah Felberbaum, Giuliana Lojodice, messi assieme per raccontare la storia di un ex prete, don Costantino, confinato dalla madre in un vecchio faro dismesso, perché nessuno deve sapere si è “spretato”, in quanto la vecchia madre ha già un altro scandalo da affrontare: sua figlia Rosa Maria ha lasciato il marito ed è scappata con un misterioso amante. Ma il vecchio faro, come un magnete, attira gente trasformandosi via via in un refugium peccatorum, con una piccola impresa meridionale  che, ristrutturando il faro, ritroverà il senso della propria esistenza.

E se, come detto, insisterò  perché a Roseto vi sia “il sud non è niente”, sarà mia cura, attraverso l’Istituto Lanterna Magica, inserire nella prossima Perdonanza aquilana, questo film,  che insegna la cersione come base della ricostruzione sociale, umana ed anche materiale dei singoli e delle  comunità.

Infine, sempre al sud, si è svolto quest’anno, a Lamezia Terme, fra il 19 e il 23 giugno, il workshop “Trame di Cinema, Le ragioni di bene. Il racconto del male”,  seminario di sceneggiatura curato da Monica Zapelli, autrice di numerose serie tv e film tra cui “I cento passi” insieme a Marco Tullio Giordana e Claudio Fava, occasione unica per entrare davvero nel mondo del cinema e della scrittura per il grande e il piccolo schermo.

Tutte cose che ci esaltano, ma non ci fanno dimentacare che la strada del cinema è da noi e da tempo in salita, poiché nel nostro Paese produciamo poco e paghiamo una serie di errori nello sviluppo del settore.

Tuttavia, quelo che vediamo in fase di preparazione, progettazione e realizzazazone, ci convince che anche se ovviamente, conta più la capacità individuale e la sensibilità narrativa che la provenienza geografica, le persone del sud sono capaci di raccontare in modo più autonomo ed usando un sicuramente più suggestivo e sorprendente.

 

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