LOS ANGELES\ aise\ – Sarà inaugurata ufficialmente giovedì, 27 febbraio, a Los Angeles la mostra “The Great Beauty. Rhymes and reflections” che si è aperta ieri negli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura. Saranno presenti il direttore dell’Istituto Massimo Sarti ed il console generale Giuseppe Perrone. È atteso all’inaugurazione anche il regista Paolo Sorrentino.

La mostra è infatti un viaggio attraverso dittici in cui le fotografie scattate da Gianni Fiorito sul set de “La grande bellezza” di Sorrentino – candidato agli Oscar come miglior film straniero e già vincitore ai Golden Globe ed ai Bafta Awards – sono affiancate e poste a confronto con i capolavori pittorici dell’arte internazionale.

La mostra, che sarà aperta al pubblico sino al 3 marzo, è stata ideata e prodotta da Alberto Melloni e Monica Trecca della Piccola Officina di Videostoria di Bologna per l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, in collaborazione con Indigo Film, con l’Istituto Italiano di Cultura e con il Consolato Generale d’Italia a Los Angeles.

“C’è una rima nascosta dentro La Grande Bellezza”, spiega Melloni. “Questa rima lega i colori, la luce, le forme dell’opera di Paolo Sorrentino ai colori, alle luci e alle forme della grande arte italiana e non italiana. Non è mai quella rima una citazione manieristica, ma un gioco di evocazioni, dettagli, allusioni. Lo splendore sfumato di una città stesa attorno alle solitudini irredimibili di Sorrentino si salda a quello di capolavori della storia dell’arte che hanno riempito la memoria di milioni di visitatori e lettori. Far affiorare queste rime nascoste è lo scopo di questo percorso”, continua il curatore. “Una dozzina fra le decine di “diadi” che si potevano creare appaiando un’immagine da La Grande Bellezza e la foto di alcuni quadri o dettagli sono diventate infatti un percorso: al termine del quale ciascuno potrà vedere e rivedere il film alla ricerca di queste e altre rime. E chiedersi se tali rime siano nate dalla memoria, dalla coscienza, dal metodo, dall’istinto o ancora dall’arbitrio di chi le vede: ma non per questo meno vere”. (aise)

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