Annunciata1WASHINGTON – La celebrazione della festa in onore di Maria SS Annunziata ha visto riuniti a Washington, ancora una volta, gli oriundi di Fiumedinisi, insieme per celebrare una tradizione secolare trapiantata a Washington nel 1982  da un gruppo di nativi uniti nella loggia Fiumedinisi  e continuata da una nuova generazione di giovani che hanno raccolto il testimone.

“Ciuminisani” vecchi, giovani e giovanissimi si sono uniti nella Holy Rosary Churh, la Parrocchia italiana della Capitale, portando in processione l’immagine della loro patrona e cantando l’Evviva Maria.

Il Parroco Padre Ezio Marchetto ricordando  la storia millennaria della cittadina siciliana, ha esortato i fedeli a mantenerne vive le tradizioni storiche e rivolgendosi direttamente ai giovanissimni ha spiegato loro l’importanza di continuarle per le  generazioni future.

A Fiumedinisi le celebrazioni, secondo un antico rituale, durano mesi e cominciano con i sabati della Madonna per culminare nel vespro della vigilia.

Nei sabati precedenti, quelle che possiamo definire le vecchie corporazioni di mestiere organizzano delle devozioni, ciascuno mirando a realizzare la più bella; una competizione nel nome di una fede comune: i poveri, i braccianti, i mezzadri, gli artigiani  gli agricoltori, i borghesi, i nobili si susseguono nei sabati precedenti il grande Vespro della vigilia, che è la parte più sentita e intensamente vissuta delle celebrazioni.

Dalla vecchia chiesetta di Sant’Anna, affezionamente chiamata della “Nunziatella”, dove Fiumedinisi confina con la sua vecchia frazione marina di San Ferdinando, i fedeli si avviano in processione verso la “Matrice”, la Basilica dedicata alla Maria SS Annunziata, compiendo in ginocchio l’ultimo tratto del viaggio.

Il “viaggi”  si fa appunto in ginocchio, appoggiandosi a bastoni, con le candele che illuminano il cammino. Alla fine della processione è già sera e si entra alla “Matrice”, dove l’altare maggiore viene addobbato con grandi tele di filigrana d’oro e d’argento, preziosi candelabri, mentre la statua della “Annunziata” viene coperta con un manto di velluto letteralmente carico di gioielli “ex voto” ..

La Basilica, alla cui erezione contribuì con un dono la regina Isabella, in ricordo del contributo di 300 cavalieri di Fiumedinisi nella lotta contro i francesi, è illuminata da migliaia di candele ed i fedeli cantano l’Evviva Maria.

Il 25 marzo le due statue della Annunziata e dell’Arcangelo Gabriele fanno il giro del paese lungo le strade, fermandosi presso le stazioni, dove preziose ceramiche illustrano la storia dell’annunciazione.

Il grande momento verrà ancora rievocato quando ad intervalli di parecchi anni si celebrerà la grande “Festa della Vara”.

La “Vara” è una macchina su cui prendono posto gli attori nei ruoli di Maria, l’Angelo, ed il Padre Eterno, in una rappresentazione che si rifà ai drammi sacri di Jacopone: i protagonisti, scelti dopo una rigorosa selezione fra i giovani del paese, ripeteranno il grande evento.

La Vara sarà portata in processione sulle spalle da centinaia di devoti che in tre file la alzeranno insieme e la manterranno miracolosamente in equilibrio ed in movimento.

In molti sono giunti da lontano per visitare il luogo d’origine delle loro famiglie. Quando la Vara ritornerà nella piazza, i partecipanti correranno verso l’altare maggiore a ringraziare la Madonna che li ha protetti nel pericoloso trasporto.

Anche a Washington, i “Ciuminisani” si sono incontrati ancora una volta per il Vespro che preannuncia la venuta del Messia, prima festa di primavera. Nella Chiesa del Santo Rosario, hanno cantato in processione l’Evviva Maria ed a conclusione della liturgia,  a nome del comitato la Signorina nancy de luca ha salutato i fedeli, esortandoli a mantenere la tradizione ed invitandoli ad un rinfresco con dolci tipici portati dai paesani, rivolgendosi  loro in inglese ed in puro “Ciuminisanu”..

 

 

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