ROMA\ aise\ – A trent’anni dall’avvio della colossale opera, il “Grande Cretto” (1985) di Burri a Gibellina troverà completamento. La riapertura del cantiere che dovrà portare a compimento il ‘Grande Cretto’, così come concepito e definito da Burri, è avvenuta nei giorni scorsi – nell’ambito degli eventi organizzati per il Centenario della nascita di Alberto Burri 1915 – 2015 -, rendendo ormai reale la fornitura dell’opera nel corso stesso del 2015.

Gibellina in Sicilia fu distrutta dal sisma del 1968. Numerosi artisti di chiara fama, in risposta all’appello di Ludovico Corrao per la fondazione della nuova città in altro luogo, con progetti di piazze, architetture e opere monumentali aderirono con slancio e generosità. Anche Burri, invitato nel 1981, decise di intervenire, però, sui ruderi stessi della vecchia Gibellina. I resti della città vengono inglobati nel cemento riprendendo il vecchio assetto urbanistico. Il labirinto bianco copre come un sudario le rovine del sisma, ricordando con le fenditure del Cretto l’evento distruttivo e offrendo alla comunità l’emblema di un nuovo inizio. I lavori, avviati nel 1985 e interrotti nel 1989, coprono circa 65.000 mq. a fronte degli 85.000 mq. previsti.

Nel Centenario della nascita di Burri, la Regione Sicilia in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri ha deciso di completare questa grande opera di land art, senza eguali nel panorama artistico internazionale.

Accanto al completamento del ‘Cretto’ è prevista la creazione di una sede-presidio dell’importante opera-monumento, in cui sarà possibile sostare, assumere informazioni e pubblicazioni, nonché immagini e documenti sull’opera e la sua storia.

Per l’occasione il Riso di Palermo, Museo d’Arte contemporanea della Sicilia, ha in previsione nel corso dell’anno una mostra dedicata al Grande Cretto e a opere attinenti la singolare creazione. (aise)

Comments are closed.