ROMA\ aise\ – Giochi di luce ed una nevicata davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma si svolgeranno il 5 agosto alle 21.00 e caratterizzeranno la serata con la rievocazione storica del miracolo della Madonna della Neve.
Questo progetto, ideato dall’architetto Cesare Esposito, é una rievocazione fatta di “stupore, e interesse per i misteri nascosti dell’arte. La verifica della bellezza, la capacità dell’amore che vince il dubbio esaltando la suggestione del miracolo. La sera del 5 agosto dopo più di 1.581 anni si continua a riprendere la leggenda con lo spettacolo dell’illuminazione di una scena irripetibile che è la facciata della Chiesa di Santa Maria Maggiore e la caduta di neve nella piazza antistante la Basilica”.
Il titolo di Madonna della Neve, affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma. Si racconta che nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni, insieme alla sua altrettanto ricca e nobile moglie, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata.
La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa.
Infatti la mattina dopo, i coniugi romani si recarono da papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, anche il papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana. Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio a spese dei nobili coniugi.
Questa la tradizione, anche se essa non è comprovata da nessun documento; la chiesa fu detta “Liberiana” dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche “ad Nives”, della Neve.
L’antica chiesa fu poi abbattuta al tempo di Sisto III (432-440) il quale in ricordo del Concilio di Efeso (431) dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle edificare a Roma una basilica più grande in onore della Vergine, utilizzando anche il materiale di recupero della precedente chiesa (435).
In quel periodo a Roma nessuna chiesa o basilica raggiungeva la sontuosità del nuovo tempio, né l’imponenza e maestosità; qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore, per indicare la sua preminenza su tutte le chiese dedicate alla Madonna,oggi, molto venerata e cara a papa Francesco. Si dice che con molta probabilità ci potrebbe essere da parte del Pontefice qualche sorpresa. (i. de santis\aise) 

ROMA\ aise\ – Giochi di luce ed una nevicata davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma si svolgeranno il 5 agosto alle 21.00 e caratterizzeranno la serata con la rievocazione storica del miracolo della Madonna della Neve.
Questo progetto, ideato dall’architetto Cesare Esposito, é una rievocazione fatta di “stupore, e interesse per i misteri nascosti dell’arte. La verifica della bellezza, la capacità dell’amore che vince il dubbio esaltando la suggestione del miracolo. La sera del 5 agosto dopo più di 1.581 anni si continua a riprendere la leggenda con lo spettacolo dell’illuminazione di una scena irripetibile che è la facciata della Chiesa di Santa Maria Maggiore e la caduta di neve nella piazza antistante la Basilica”.
Il titolo di Madonna della Neve, affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma. Si racconta che nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni, insieme alla sua altrettanto ricca e nobile moglie, non avendo figli decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine, per la costruzione di una chiesa a lei dedicata.
La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa.
Infatti la mattina dopo, i coniugi romani si recarono da papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi, anche il papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana. Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio a spese dei nobili coniugi.
Questa la tradizione, anche se essa non è comprovata da nessun documento; la chiesa fu detta “Liberiana” dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche “ad Nives”, della Neve.
L’antica chiesa fu poi abbattuta al tempo di Sisto III (432-440) il quale in ricordo del Concilio di Efeso (431) dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle edificare a Roma una basilica più grande in onore della Vergine, utilizzando anche il materiale di recupero della precedente chiesa (435).
In quel periodo a Roma nessuna chiesa o basilica raggiungeva la sontuosità del nuovo tempio, né l’imponenza e maestosità; qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore, per indicare la sua preminenza su tutte le chiese dedicate alla Madonna,oggi, molto venerata e cara a papa Francesco. Si dice che con molta probabilità ci potrebbe essere da parte del Pontefice qualche sorpresa. (i. de santis\aise) 

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