NEWYORK\aise\ – Dopo quattro votazioni terminate testa a testa, l’Italia e l’Olanda hanno deciso di condividere l’unico seggio ancora disponibile nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Nel 2017 toccherà all’Italia a cui , nel 2018, subentrerà l’Olanda.
A proporre la ricerca di un compromesso è stato il ministro degli esteri olandese Bert Koenders, al quale il nostro ministro Paolo Gentiloni ha immediatamente proposto la “staffetta”. L’accordo tra i due ministri è stato quindi sottoposto ai rispettivi capi di governo, Mark Rutte e Matteo Renzi – che erano insieme per il consiglio europeo a Bruxelles – , i quali hanno dato il loro via libera. Si tratta, ha commentato Gentiloni, di un segnale importante di unità che l’UE lancia in un momento molto delicato per il suo futuro.
Ora, l’Italia – che con Renzi, Gentiloni, il vice ministro Mario Giro, il sottosegretario Enzo Amendola e la rappresentanza permanente all’Onu, guidata dall’ambasciatore Sebastiano Cardi, ha condotto una lunga campagna puntando, sostanzialmente, sul ruolo chiave nelle emergenze del Mediterraneosi – si appresta ad assumere nel 2017 un ruolo internazionale di grande rilevanza e impegno. Avrà, infatti, la presidenza del G7, del gruppo di coordinamento di Berlino sui Balcani cui si aggiunge il seggio tra i dieci membri a rotazione del Consiglio di sicurezza Onu, a fianco dei cinque permanenti: Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia.
Ma sono tanti i temi che renderanno l’Italia un membro non permanente di peso all’interno del Consiglio di sicurezza da gennaio 2017. L’agenda, fitta di impegni, parte dalla Libia e dagli sforzi che Roma sta mettendo in campo per la stabilizzazione del Paese. C’è ,poi, la Siria, dove da oltre cinque anni si combatte una guerra civile e presenta vaste aree di territorio controllate dallo Stato islamico. C’è ,infine, la questione dei migranti che vede l’Italia tra i Paesi coinvolti direttamente e in maggior misura. Ci sono poi la questione del gruppo dello Stato islamico e l’instabilità del Mali. Sul tavolo, inoltre, ci sono anche altri importanti impegni che, in sede ONU, l’Italia sta portando avanti da tempo. Come il finanziamento delle missioni di peacekeeping nel mondo, che ci vede  come principale contributore di caschi blu tra i paesi Occidentali, e il tema del cambiamento climatico, sul quale da tempo il nostro Paese sta lavorando con grande impegno. (aise)

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