ROMA\ aise\ – “Ce l’abbiamo fatta”. Così, l’amministratore delegato di Alitalia, Gabriele Del Torchio, ha commentato la firma con l’a.d. di Etihad, James Hogan, del contratto dell’accordo tra le due compagnie aeree.

L’accordo è stato siglato nel pomeriggio di oggi nella sede dell’Alitalia, dopo che l’assemblea degli azionisti della compagnia italiana aveva approvato in mattinata la proposta di accordo preliminare con Etihad ed aveva anche deliberato l’incremento di aumento di capitale a 300 milioni deciso dal Cda di venerdì scorso.

A sua volta, James Hogan ha detto che “Etihad è felice di investire”, confermando l’intento di “costruire un’Alitalia più forte”. Hogan ha poi confermato che da parte di Etihad si tratta di un investimento di 1,758 miliardi di euro in tre anni.

Con l’arrivo di Etihad aumenteranno i voli a lungo raggio, si parla di 7 nuove rotte, specie da Fiumicino. E nella flotta di Alitalia entreranno in prestito molti dei superaerei ordinati da Abu Dhabi. L’Italia dovrebbe diventare la base per dirottare verso Nord e sud America i passeggeri in arrivo dall’Asia attraverso l’hub dell’emirato. Saranno intensificati i servizi di “navetta” verso il Golfo, che a quel punto sarà la tappa per chi vorrà volare dall’Italia a tutte le destinazioni del Far East. Alitalia diventerà parte integrante della ragnatela di intese e di rotte costruite con grande pazienza da Hogan negli ultimi anni: nel network ci sono Air Berlin Air Serbia, la svizzera Darwin, l’indiana Jet Airways, Air Seychelles e Virgin Atlantic.  Oltre un miliardo di investimento, un impegno finanziario di oltre 800 milioni per i soci, più di 2mila esuberi, ma anche nuove rotte e destinazioni. È anche con questi numeri che parte l’alleanza tra Alitalia ed Etihad, che permetterà all’ex compagnia di bandiera di tornare all’utile nel 2018. Sarà pari a 1,25 mld l’investimento complessivo di Etihad tra il 2015 e il 2018: 560 mln saranno investi nel capitale sociale per una quota del 49% della new Alitalia, mentre 690 mln saranno investiti in quattro anni per flotta e formazione del personale. Inoltre, il debito di Alitalia di 565 mln viene rinegoziato e per 2/3 sarà cancellato e per un terzo convertito in azioni. Pari a 300 mln è invece l’aumento di capitale a carico dei soci, mentre Poste Italiane investirà 75 mln. Sul fronte del personale, 2.171 sono gli esuberi di cui 1.590 addetti di terra, 126 piloti, 420 assistenti di volo e 35 dipendenti di terra di AirOne.

Sul fronte infine del rilancio operativo, sono 7 le nuove destinazioni intercontinentali servite tra il 2015 e il 2018 e 7 i nuovi aerei di lungo raggio; 105 le destinazioni servite entro il 2018 (26 nazionali, 61 internazionali, 18 intercontinentali), con 25 voli lungo raggio settimanali a Malpensa (dagli 11 attuali). Il ruolino di marcia prevede, infine, 23 milioni di passeggeri trasportati stimati al 2018, mentre il 2017 dovrebbe essere l’anno del sospirato ritorno all’utile per Alitalia, stimato in 108 milioni con un fatturato di 3,7 miliardi di euro. (aise

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