ROMA – Il volontariato costituisce un capitale umano essenziale per la presenza italiana nel mondo e il suo contributo alla pace e allo sviluppo umano è capace di creare relazioni e opportunità di cooperazione, scambio, crescita in un rapporto di gratuità e reciprocità. È il pensiero condiviso da FOCSIV e Centro nazionale per il volontariato (CNV) da cui nasce il seminario dal titolo “Volontariato è cooperazione per l’Italia nel mondo” che si terrà domani dalle ore 11 alle 13 alla Sala delle Colonne della Camera dei Deputati presso Palazzo Marini (via Poli 19, Roma). Inteverranno: Silvia Stilli, portavoce Aoi Cooperazione e Solidarietà Internazionale; Pietro Barbieri, portavoce Forum Terzo Settore; Paolo Beccegato, vicedirettore Caritas Italiana; Alberto Piatti, presidente Fondazione Avsi; Giulio Marcon, deputato di Sinistra Ecologia e Libertà; Alfredo Mantica, referente per Forza Italia e già sottosegretario agli Esteri; Giorgio Tonini, senatore del Partito Democratico. Concluderà i lavori Lapo Pistelli , vice ministro per gli Affari Esteri.

Il seminario è un’occasione per approfondire il tema del volontariato e della solidarietà internazionale in un momento molto delicato per il futuro della cooperazione italiana, in cui c’è grande attesa per gli esiti delle discussioni parlamentari sulla Riforma della Legge 49/87 sulla cooperazione internazionale.

“Il volontariato – afferma Edoardo Patriarca, presidente del CNV – è parte essenziale della cooperazione internazionale, avviata in Italia proprio grazie al contributo di quanti, pionieri, trascorrevano gratuitamente e volontariamente lunghi periodi di impegno all’estero al fianco delle popolazioni povere dei Paesi del Sud del mondo. Per questa ragione è impossibile scindere la cooperazione internazionale dal volontariato, ed occorre invece recuperare questa dimensione storica e culturale anche nel disegno di legge attualmente in esame”.

“Quando diciamo che il volontariato è cooperazione per l’Italia nel mondo non stiamo pronunciando uno slogan” – precisa Gianfranco Cattai, presidente FOCSIV sottolineando come “soprattutto all’inizio della cooperazione e cioè alla fine degli anni Sessanta i volontari internazionali sono stati, di fatto, ambasciatori dell’Italia nei Paesi del Sud del mondo; figure di riferimento anche per le istituzioni italiane, professionalmente preparate e profondamente motivate, e supplenti delle stesse istituzioni in alcune funzioni importanti, come per esempio quella dei consoli onorari. Nel tempo sono diventati veri e propri accompagnatori e facilitatori di processi e di relazioni per i differenti attori pubblici e privati. La dimensione del volontario – conclude Cattai – non è un retaggio del passato ma una valida soluzione per il futuro se si vuol credere nella logica della  sussidiarietà e si vogliono affrontare gli effetti della crisi economica sulla cooperazione internazionale” . (Inform)

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