ROMA\ aise\ – Napolitano è preoccupato per “un’allarmante nuova spirale di polemiche” tra politica e magistratura. Per questo, dopo aver fatto appello “a un comune e generale senso di responsabilità” durante l’incontro con il segretario ed i capigruppo del PdL, ieri sera al termine dell’incontro con il Comitato di Presidenza del CSM ha rivolto “con grande forza” un nuovo invito “al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano”, invitando l’una e le altre ad osservare “quel senso del limite e della misura, il cui venir meno esporrebbe la Repubblica a gravi incognite e rischi”.

“Ho, negli anni del mio mandato, considerato e affrontato come problema essenziale quello del ristabilimento di un clima corretto e costruttivo nei rapporti tra giustizia e politica”, ha spiegato Napolitano dopo l’ampio scambio di vedute avuto con il Consiglio Superiore della Magistratura. “A più riprese, anche e in particolare dinanzi al CSM, ho sottolineato come i protagonisti e le istanze rappresentative della politica e della giustizia “non possano percepirsi ed esprimersi come mondi ostili, guidati dal sospetto reciproco, anziché uniti in una comune responsabilità istituzionale”. E ho indicato nel “più severo controllo di legalità un imperativo assoluto per la salute della Repubblica” da cui nessuno può considerarsi esonerato in virtù dell’investitura popolare ricevuta”.

“Con eguale fermezza”, ha ricordato Napolitano, “ho sollecitato il rispetto di rigorose norme di comportamento da parte di “quanti sono chiamati a indagare e giudicare”, guardandosi dall’attribuirsi missioni improprie e osservando scrupolosamente i principi del “giusto processo” sanciti fin dal 1999 nell’art. 111 della Costituzione con particolare attenzione per le garanzie da riconoscere alla difesa”.

“In vari momenti, anche relativamente recenti”, il presidente Napolitano ha “potuto constatare il manifestarsi di tensioni meno acute e di occasioni di collaborazione tra le diverse forze politiche, in materia di giustizia, e più pacati rapporti con la magistratura requirente e giudicante. Ma troppe divergenze e vere e proprie contrapposizioni hanno finito per prevalere, bloccando in effetti la possibilità di talune, cruciali riforme nell’amministrazione della giustizia e nel corpo delle norme che la regolano. E in questo momento si registra purtroppo un’allarmante nuova spirale di polemiche tra voci che si levano dall’uno e dall’altro campo”.

Specie dopo i risultati delle elezioni del 24 febbraio ed “anche per effetto della situazione che ne è scaturita, ma soprattutto per l’estrema importanza e delicatezza degli adempimenti istituzionali che stanno venendo a scadenza, occorre evitare tensioni destabilizzanti per il nostro sistema democratico”, è stato l’invito di Napolitano, per il quale “non è da prendersi nemmeno in considerazione l’aberrante ipotesi di manovre tendenti a mettere fuori giuoco – “per via giudiziaria” come con inammissibile sospetto si tende ad affermare – uno dei protagonisti del confronto democratico e parlamentare nazionale”, ovvero il leader del PdL, Silvio Berlusconi.

“Rivolgo perciò con grande forza un appello al rispetto effettivo del ruolo e della dignità tanto della magistratura quanto delle istituzioni politiche e delle forze che le rappresentano”, ha concluso Napolitano. “Un appello, che volentieri raccolgo dalle parole oggi pronunciate da autorevoli giuristi, affinché in occasione dei processi si manifesti da ogni parte “freddezza ed equilibrio” e affinché da tutte le parti in conflitto – in particolare quelle politiche, titolari di grandi responsabilità nell’ordinamento democratico – si osservi quel senso del limite e della misura, il cui venir meno esporrebbe la Repubblica a gravi incognite e rischi”. (aise)

 

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