NEW YORK – Alle 23 di venerdì 16 ottobre il cuore grande e generoso di Mariuccia Zerilli-Marimò si è fermato per sempre nella sua Villa di Montecarlo, dove risiedeva da quando aveva lasciato alcuni anni fa il suo splendido appartamento a Central Park South, luogo di ritrovo per amici vicini e lontani, collaboratori, sostenitori, che lei riceveva con la classe, l’ospitalità e l’eleganza per cui era famosa!

Era il mese di ottobre del 1988 quando la prima pagina del New York Times dette la notizia che la New York University avrebbe avuto a breve un Centro Culturale Italiano, grazie alla generosità e alla lungimiranza di una Signora Milanese, Mariuccia Zerilli-Marimò, vedova del Barone Guido Zerilli-Marimò, il noto industriale farmaceutico che aveva creato la Lepetit, che era stato anche Ambasciatore dell’Ordine di Malta, uomo di grande cultura e di grandi visioni, che amava l’America e aveva creato a Milano subito dopo la Guerra il primo Circolo degli Amici degli Stati Uniti.

L’allora Rettore della New York University, l’ex-Congressman di origine greca John Brademas, che dette inizio al processo di internazionalizzazione dell’Università, aveva cercato invano fondi dal Governo Italiano per creare questo Centro, quando per caso incontrò a Losanna la Baronessa, che proprio negli Stati Uniti voleva fare qualcosa in memoria del marito e la convinse che, finanziando questo Centro Culturale sarebbe stata la maniera migliore per ricordare il Barone.

Fu così la Baronessa donò cinque millioni di dollari alla New York University per acquistare la palazzina al 24 West 12th Street – dimora storica perché ci aveva soggiornato il Generale Wynfield Scott – che, dopo due anni di lavori di restauro sotto l’occhio vigile della Baronessa, che voleva dare alla Casa uno stile e un’impronta tutta italiana, diventò ufficialmente la Casa Italiana Zerilli-Marimò. La Casa aprì i battenti il 20 ottobre del 1990, alla presenza di Giulio Andreotti, allora Ministro degli Esteri e amico di famiglia.

E nella conferenza stampa che seguì, la Baronessa tenne a specificare di aver fatto questa donazione in memoria del marito, ma che per farla aveva dovuto vendere alcune sue proprietà a Milano. E va notato che, non essendo mai stata cittadina o Residente in Usa, la Baronessa non ha mai beneficiato delle deduzioni fiscali che tali donazioni comportano in Usa. Il suo è stato davvero un Labor of Love!!!

E in breve la Baronessa, Mariuccia per gli amici, è diventata il personaggio italiano più importante della Grande Mela: Trustee a Vita della New York University e della Morgan Library (unica personalità italiana in tutti gli Usa a potersi pregiare di questi titoli!!!); membro dei più importanti Boards italiani ed italoamericani; Living Landmark della Città di New York (a tutt’oggi unica personalità non americana a ricevere tale onorificenza!), Patron della Metropolitan House, lei che da ragazza aveva studiato canto ed era una grande melomane; Dama dell’Ordine di Malta; Dama dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio e di quello di San Maurizio e Lazzaro; collaboratrice per anni della Missione del Vaticano alle Nazioni Unite; Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana e amica personale del Presidente Giorgio Napolitano che, quando venne a New York nel 2011 per i 150 Anni dell’Unità d’Italia e ricevette la Medaglia della New York University e volle proprio lei seduta al suo fianco sul podio per tutta la durata della cerimonia. E la Casa è diventata presto uno dei Centri Culturali più importanti della Grande Mela, ospitando uomini politici, attori, scrittori, musicisti, artisti, intellettuali e filosofi attraverso un nutrito programma di conferenze, proiezioni cinematografiche, concerti, mostre d’arte, convegni, durante tutto l’anno accademico, diventando sede del FAI USA, della IBLA Foundation di musica; e punto di riferimento dell’Università Bocconi di Milano, tutto sotto la guida magistrale del suo Direttore da 17 anni, il Prof. Stefano Albertini, PhD dell’Univeristà di Stamford (che d’estate insegna a Villa La Pietra a Firenze, lasciata da Sir Harold Acton a NYU nel 1984 e oggi sede di un prestigioso Graduate Art Program) e l’occhio vigile della Baronessa la quale, anche da lontano ha continuato fino all’ultimo a seguire le attività della sua amatissima Casa. E grazie alla Casa e alla sua incessante attività, la New York University presta oggi maggiore attenzione all’Italia e alle vicende italiane, con più student italiani, più professori ed eventi che riguardano il nostro Paese.

E per i vent’anni della Casa Italiana nel 2010, la Baronessa ha stupito tutti con un’altra generosa donazione, quella di una cattedra di Studi di Politica Italiana Contemporanea, la prima del suo genere in Usa, intitolata sempre alla memoria del Barone Guido Zerilli-Marimò, il cui ritratto campeggia sulla parete all’ingresso della Casa Italiana accanto a quello della sua adorata Mariuccia, compagna di una vita di lavoro e di ideali, dedicata agli altri, senza risparmiarsi mai, senza trascurare nessuno, nel nome della fede e dell’impegno sociale!

Ci mancherai, Mariuccia cara, ci mancheranno il tuo sorriso accattivante, la tua voce squillante che aveva sempre una parola buona per tutti, la tua risata contagiosa, la tua innata simpatia che conquistava tutti, la tua generosità, la tua nobiltà d’animo e la tua disponibilità continua verso il prossimo!! Riposa in pace vicino al tuo Guido, vivrai per sempre nei nostri cuori e sarai per noi un esempio da seguire e da imitare!!!  (America Oggi del 20 ottobre 2015 /Inform)

 

 

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