ARCHIROMA\ aise\ – Comites, Consolati, docenti all’estero, Imu e Museo dell’Emigrazione. Questi, in sintesi, i temi al centro dell’audizione del viceministro degli esteri Bruno Archi al Comitato per gli italiani all’estero e promozione del Sistema Paese della Camera, presieduto da Fabio Porta (Pd).

“La cosa più significativa – ha detto all’Aise l’onorevole Porta – è stata la conferma che i Comites verranno rinnovati senz’altro l’anno prossimo, così come aveva detto il Ministro Bonino durante l’ultima plenaria del Cgie”. Una rassicurazione importante visto che, come ricordato a Genova dal segretario generale Elio Carozza, i tempi cominciano a diventare stretti, almeno se l’intenzione è quella di votare entro marzo 2014.

E proprio sui tempi Porta ha chiesto chiarimenti: “su questo la posizione del Ministero mi sembra meno chiara; ecco perché ho chiesto una verifica, anche all’interno del Comitato, su come votare, con quali risorse e sui tempi della consultazione”.

Sul fronte – consolati, Archi “ha confermato al Comitato che la prossima settimana il Vice Ministro Dassù tornerà in audizione di fronte alle Commissioni Esteri, questa volta alla Camera. Se ci saranno elementi nuovi, anche in base alle criticità da noi segnalate nelle nostre interrogazioni e interventi, ci verranno dette in quella occasione”. Criticità, ha aggiunto Porta, “su cui pare stia lavorando la Direzione Generale competente”.

Al centro del dibattito col vice ministro anche il contingente dei docenti Mae all’estero, di cui si è occupato il recente decreto sulla pubblica amministrazione. “Sono stati recuperati 5 direttori scolastici rispetto a quelli tagliati”, ha confermato Porta. “C’è la consapevolezza che non basta fare spending review se poi il risultato è solo diminuire il numero delle unità destinate all’estero. Siamo lontani dal fabbisogno necessario, ma almeno proviamo a parlare la stessa lingua con il governo e la risposta mi sembra sia stata positiva”.

Sull’Imu, “anche se non è competenza del vice ministro, sono state comprese le nostre motivazioni”. Allo studio, spiega, “l’ipotesi di inserire nella “service tax” del 2014 una soluzione adeguata ai residenti all’estero, come potrebbe essere un pagamento proporzionale all’utilizzo effettivo della loro abitazione in Italia”.

Quanto, infine, al Museo dell’Emigrazione Porta ha confermato che si tratta di “compiere uno sforzo comune per mantenerlo e rilanciarlo, magari mettendolo in rete, questa volta efficacemente, non solo a parole, con le altre istituzioni che, nel mondo, si occupano della memoria dell’emigrazione”. (m.cipollone\aise)

 

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