VERTICE G8/ IL SALUTO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO AL PRANZO UFFICIALE A L’AQUILA METTE A TACERE LE POLEMICHE
L’AQUILA\ aise\ – “Il vivo interesse con cui gli italiani guardano, senza provincialismi, con larghezza di vedute, a questa straordinaria assise internazionale, riflette la storia del nostro popolo, che nel corso dei secoli si è più di altri mescolato col resto del mondo, si è caratterizzato per il cosmopolitismo dei suoi intellettuali, artisti, scienziati e ha lasciato attraverso molti milioni di emigranti tracce durature in tanti Paesi dell’Europa e delle Americhe”. Così, mettendo indirettamente a tacere le polemiche dei giorni scorsi, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha salutato gli ospiti del pranzo ufficiale in onore dei Capi di Stato dei Paesi del G8 e dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi ospiti e dei vertici delle Organizzazioni Internazionali, che si è tenuto ieri, 9 luglio, a L’Aquila.
“Il senso dell’ospitalità e lo spirito di amicizia che circondano questi incontri”, ha sottolineato il capo dello Stato, “sono espressione del sentimento comune degli italiani, a nome dei quali desidero ringraziarvi ancora per il gesto che avete voluto compiere accettando la proposta del presidente Berlusconi di tenere il G8 qui a L’Aquila: un gesto di grande sensibilità e solidarietà verso le popolazioni colpite dal terremoto in una città e in una regione a noi molto care”.
“Noi sentiamo che oggi siamo chiamati a fronteggiare insieme un momento di gravi difficoltà per le nostre economie e le nostre società e a cogliere una decisiva occasione di cambiamento nella visione e nel governo del mondo”, ha osservato Napolitano, ricordando poi il 65° anniversario dello storico sbarco delle forze alleate in Normandia: “un’operazione che aprì la via alla vittoria finale sul nazifascismo” e mise fine ad “una guerra che non aveva conosciuto confini, che aveva abbracciato tutti i continenti. Gli spiriti più lungimiranti ne trassero già allora la visione di un mondo che era divenuto uno solo, la necessità di pensare il futuro in termini mondiali”.
“Ma lo scenario cambiò ben presto con l’avvento della guerra fredda, con la divisione del mondo in blocchi contrapposti”, ha proseguito il presidente della Repubblica: “si sfidarono l’Est e l’Ovest e accanto ad essi prese una sua fisionomia il Terzo Mondo. Avrebbero dovuto passare dei decenni perché si riconoscesse da tutte le parti la crescente interdipendenza che ormai legava le più diverse realtà in un mondo che appariva di nuovo “uno solo”. Lo si sarebbe infine chiamato un mondo globale”.
“La crisi finanziaria ed economica che da un anno stiamo vivendo costituisce la prova inconfutabile”, ha rilevato Napolitano, “che è con un mondo globale che dobbiamo fare i conti, che è un mondo globale quello che si deve governare”. E, ha aggiunto, “nessun Paese e nessun continente può fare da solo. Nessun direttorio di 7 o di 8 potenze economiche e Stati può assicurare lo sviluppo mondiale, la salvezza e il futuro del mondo. Sono entrati in scena nuovi grandi protagonisti e il loro ruolo va pienamente riconosciuto; e si deve dare voce ai Paesi che sono rimasti più indietro sulla via dello sviluppo, ai popoli più sfortunati di cui tanta parte vive penosamente nella povertà e nella fame”.
L’invito del presidente Napolitano è stato dunque quello di prendere “ispirazione dalle intuizioni e dalle scelte più lungimiranti che emersero alla vigilia o all’indomani della conclusione della seconda guerra mondiale, quando nacquero l’organizzazione delle Nazioni Unite e ancor prima le istituzioni di Bretton Woods. Da allora molto si è costruito, ma non poco, purtroppo”, ha ammesso, “si è negli ultimi tempi venuto perdendo; come ci dice la crisi attuale, si sono smarrite regole di comportamento, si sono oscurate grandi responsabilità comuni, sono cresciuti elementi di disordine e di ingiustizia che hanno finito per esplodere provocando danni pesanti alle economie e alle popolazioni nelle loro parti più deboli”.
“C’è dunque da porre riparo alla crisi attuale, da rimuoverne le cause e da evitare che possa ripetersi, tra l’altro”, ha affermato il capo dello Stato, “adottando un complesso di più esigenti regole e standard internazionali per la conduzione delle attività finanziarie ed economiche. E ciò è importante anche in rapporto all’obbiettivo supremo del consolidamento della pace globale. Peraltro”, non ha mancato di rammentare Giorgio Napolitano, “la ripresa e lo sviluppo delle nostre economie implicano una risposta anche a nuove e sempre più pressanti sfide, a cominciare dalla salvaguardia dell’ambiente di fronte ai rischi del cambiamento climatico. La strada maestra è quella non solo di intese immediate e parziali, ma della riforma e del rafforzamento delle istituzioni internazionali, e del sostegno ai processi di integrazione e cooperazione su scala continentale e regionale. È in questo spazio che l’Europa unita potrà svolgere il suo nuovo ruolo, nel quale fortemente crediamo”.
Quindi, tornando ai lavori del Vertice, il presidente Napolitano ha detto: “la posta in giuoco è molto alta, la prova è molto ardua. Ma nella riconciliazione tra le civiltà che si sono incontrate e scontrate nella storia, nella cooperazione tra le civiltà che voi rappresentate in tutta la loro ricchezza e diversità, possono trovarsi le risorse necessarie per assicurare il futuro della convivenza umana, la pace e la giustizia tra le nazioni. Questo”, ha concluso, “è il messaggio di augurio e di fiducia che vi rivolgo a nome dell’Italia”. (aise)


