CITTADINANZA AIRE E VOTO ALL’ESTERO: AL CQIE L’AUDIZIONE DEL SOTTOSEGRETARIO PALMA

 

ROMA\ aise\ – Il Ministero dell’Interno segue “con attenzione” i temi della legislazione sulla cittadinanza, dell’iscrizione al sistema anagrafico, nonché delle procedure di voto per le consultazioni elettorali dei parlamentari della circoscrizione Estero. È quanto sostenuto dal sottosegretario Nitto Francesco Palma che ieri è stato ascoltato dal Comitato sulle Questione degli Italiani all’Estero del Senato nel corso di un’audizione cui hanno preso parte anche il prefetto Paolo Guglielman, direttore centrale dei servizi elettorali del Viminale, Luigia Contini, dirigente dell’Ufficio cittadinanza, Matteo Piantedosi, dirigente dell’Ufficio relazioni parlamentari, e Maddalena De Luca, dirigente dell’Ufficio di Segreteria del sottosegretario Palma.

Introducendo i lavori, il Presidente del Cqie, Giuseppe Firrarello (Pdl), ha spiegato che obiettivo dell’audizione era quello di raccogliere “spunti di grande interesse” su temi centrali per i connazionali all’estero, quali appunto la diffusione della lingua e cultura, la disciplina della cittadinanza e del suo riacquisto, la rappresentanza politica mediante l’espressione del voto e, in generale, il mantenimento del collegamento con la madrepatria.

“L’attenzione verso i cittadini all’estero – ha esordito Palma – si integra con la moderna nozione di comunità allargate in cui convivono diverse identità e tradizioni. Pur in una società internazionalizzata sussiste l’esigenza di salvaguardia dei legami delle persone con la propria terra di origine. Il precetto costituzionale di unità del Paese non preclude, infatti, ma presuppone l’apertura alla dimensione internazionale”.

Ad oggi, ha ricordato, la materia della cittadinanza è regolata dalla legge 91/92: “il principio generale di acquisizione della cittadinanza per nascita è lo ius sanguinis, ma l’ordinamento italiano riconosce, anche se in via residuale, il criterio alternativo dello ius soli pur in limitate ipotesi”, ma non si devono dimenticare alcune pronunce della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione come la recente sentenza di quest’ultima (n. 4466 del 25 febbraio 2009) che ha stabilito il riconoscimento del diritto allo “status” di cittadino italiano al richiedente nato all’estero da figlio di donna italiana coniugata con cittadino straniero nel vigore della L. n. 555 del 1912 che sia stata, di conseguenza, privata della cittadinanza italiana a causa del matrimonio, né la collaborazione in atto tra Viminale e Farnesina per valutare e individuare le soluzioni più adeguate per dare seguito a quanto disposto dalla stessa. “Per quanto concerne la disciplina del riacquisto della cittadinanza – ha proseguito Palma – la normativa di riferimento si basa sulla formulazione di un’apposita dichiarazione di volontà da rendersi presso l’autorità competente, in Italia o all’estero, ovvero su meccanismi automatici. Ci sono diverse proposte legislative già presentate, d’iniziativa parlamentare, che contengono disposizioni in materia”. Infine, il sottosegretario ha accennato alla legge 379/2000, recante “Disposizioni per il riconoscimento della cittadinanza italiana alle persone nate e già residenti nei territori appartenenti all’Impero austro-ungarico e ai loro discendenti”, e alla 124/2006, in materia di riconoscimento della cittadinanza italiana ai connazionali dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia e ai loro discendenti, e analizzato la problematica del riconoscimento della cittadinanza italiana a coloro che ne erano stati privati per effetto delle leggi razziali.

Quanto all’Aire – Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero – essa “contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero. Accanto alle Anagrafi comunali, è stata istituita un’Aire nazionale, che contiene i dati trasmessi al Ministero dell’interno – Dipartimento degli affari interni e territoriali – dai comuni stessi. L’informatizzazione dell’Aire centrale e di quelle comunali – ha ricordato il sottosegretario – ha permesso di dare attuazione alla normativa che prevede, mediante unificazione dei dati contenuti nell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero e di quelli inseriti negli schedari consolari, la compilazione periodica dell’elenco aggiornato dei cittadini italiani residenti all’estero. Questo elenco è finalizzato alla predisposizione delle liste elettorali. Il processo di allineamento tra i dati a disposizione del Ministero dell’interno nell’Aire centrale e di quelli detenuti dal Mae negli schedari consolari è in corso, ed attualmente raggiunge una percentuale di circa il 90% di nominativi identici”.

Infine, Palma ha illustrato il sistema di voto all’estero, per altro ben noto ai componenti del Cqie, ricordando infine che “per le elezioni politiche del 2008, gli elettori all’estero nell’elenco definitivo ammontavano a poco meno di 3 milioni”.

Unico ad intervenire a dibattito, il senatore Luciano Cagnin (Lega Nord) ha ricordato che “nelle comunità dei nostri connazionali all’estero si riscontra la comune esperienza di una difficoltà nel mantenere un proficuo rapporto con l’Italia. Per questo auspico che l’Esecutivo possa porre in essere un’attività di recupero di un collegamento più stretto con la madrepatria, anche mediante una nuova disciplina del riacquisto della cittadinanza. Penso – ha concluso – che l’Italia debba dare un segnale di presenza e vicinanza ai propri cittadini all’estero, riconoscendone il ruolo e il contributo”. Nella sua breve replica, Palma ha assicurato “la forte sensibilità del Ministero dell’interno rispetto alla problematica del mantenimento e recupero della nazionalità. Si tratta di una tematica che investe profili di competenza del Dicastero dell’Interno, ma anche degli affari esteri e, in generale, con valenza ancor più ampia”. Quanto alla sollecitazione di un’iniziativa legislativa specifica sul punto, il sottosegretario ha ricordato che “l’Esecutivo ha preso atto positivamente delle varie istanze da più parti provenienti rispetto ad un riassetto della disciplina sulla cittadinanza, nella consapevolezza della delicatezza della materia e della necessità di un’analisi sistematica dei vari aspetti coinvolti. Sono disponibile – ha concluso – ad accogliere ogni spunto che questo Comitato vorrà sottoporre”. (aise)