NEVICATA A SANTA MARIA MAGGIORE CON LA RIEVOCAZIONE STORICA DEL MIRACOLO

 

ROMA\ aise\ – Si e’ svolta il 5 agosto alle 21.00, davanti alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, la rievocazione storica del miracolo della Madonna della Neve. Giochi di luce ed una nevicata sulla Chiesa caratterizzeranno la serata.

Come spiega Cesare Esposito, l’architetto che ha ideato il progetto, e’ stata una rievocazione fatta di “stupore, e interesse per i misteri nascosti dell’arte. La verifica della bellezza, la capacità dell’amore che vince il dubbio esaltando la suggestione del miracolo”.

“La sera del 5 agosto dopo 1.500 anni”, continua Esposito, “riprendo la leggenda e verifico lo spettacolo illuminando una scena irripetibile che è la facciata della Chiesa di Santa Maria Maggiore”.

Il titolo di Madonna della Neve, contrariamente a titoli più recenti come Madonna degli abissi marini, Madonna delle cime dei monti, Madonna delle grotte, ecc., affonda le sue origini nei primi secoli della Chiesa ed è strettamente legato al sorgere della Basilica di S. Maria Maggiore in Roma.

Si racconta che nel IV secolo, sotto il pontificato di papa Liberio (352-366), un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni insieme alla sua altrettanto ricca e nobile moglie, non avendo figli, decisero di offrire i loro beni alla Santa Vergine per la costruzione di una chiesa a lei dedicata. La Madonna gradì il loro desiderio e apparve in sogno ai coniugi la notte fra il 4 e il 5 agosto, tempo di gran caldo a Roma, indicando con un miracolo il luogo dove doveva sorgere la chiesa.

La mattina dopo, i coniugi romani si recarono da papa Liberio a raccontare il sogno fatto da entrambi: anche il papa aveva fatto lo stesso sogno e quindi si recò sul luogo indicato, il colle Esquilino, e lo trovò coperto di neve, in piena estate romana. Il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire il tempio a spese dei nobili coniugi.

Questa la tradizione, anche se essa non è comprovata da nessun documento; la chiesa fu detta “Liberiana” dal nome del pontefice, ma dal popolo fu chiamata anche “ad Nives”, della Neve. L’antica chiesa fu poi abbattuta al tempo di Sisto III (432-440), il quale, in ricordo del Concilio di Efeso (431) dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle edificare a Roma una basilica più grande in onore della Vergine, utilizzando anche il materiale di recupero della precedente chiesa.

In quel periodo a Roma nessuna chiesa o basilica raggiungeva la sontuosità del nuovo tempio, né la sua imponenza e maestosità; qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore, per indicare la sua preminenza su tutte le chiese dedicate alla Madonna.

A Roma il 5 agosto, nella patriarcale Basilica di S. Maria Maggiore, il miracolo veniva ricordato con una pioggia di petali di rose bianche, cadenti dall’interno della cupola durante la solenne celebrazione liturgica.

Il culto come si è detto, ebbe grande diffusione e ancora oggi in Italia si contano ben 152 fra chiese, santuari, basiliche minori, cappelle, parrocchie, confraternite, intitolate alla Madonna della Neve. (a.desantis\aise)