ARTE E CIBO SI INCONTRANO NELLA STORIA :-AL COMPLESSO DEL VITTORIANO I “SAPORI COLTI” DI UNA CIVILTA’
ROMA\ aise\ – Si inaugura oggi, martedì 20 ottobre, nel Salone Centrale del Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma la mostra “Sapori Colti. Passaggi di cultura tra osterie, ristoranti e trattorie di Roma”, che, sino al 15 novembre, racconterà Roma attraverso le tracce che personaggi illustri hanno lasciato in osterie, taverne e ristoranti della città.
Promossa dalla Regione Lazio e a cura di Paolo Di Giannantonio e Alessandro Nicosia, la mostra è organizzazione e realizzata da Comunicare Organizzando, con la collaborazione di Rai Teche e Istituto Luce, ed è accompagnata dal catalogo, a cura di Paolo Di Giannantonio, edito da Skira.
“L’idea mi è venuta un po’ per volta, a cominciare dalla sera di una decina di fa, quando in una nota pizzeria chiesero a me, giornalista televisivo, di scrivere un pensiero a ricordo del mio passaggio, su una paletta di legno di quelle utilizzate, appunto, per servire le pizze a tavola”, ricorda Paolo di Giannantonio, curatore con Alessandro Nicosia della mostra. “Mi chiesi come si erano comportati coloro che mi avevano preceduto. E andai a vedere. Anzi ad osservare: c’erano anche pensieri e disegni gustosi, stimolanti, divertenti”.
La mostra intende dunque capovolgere il comune approccio tra cibo e cultura: non si è voluto documentare ciò che rimane ed è trasferito del cibo e della convivialità nell’arte, nella letteratura e nella cultura in genere, quanto piuttosto recuperare ciò che è rimasto di arte e cultura nelle sedi di tale convivialità.
Le antiche osterie, le taverne, le trattorie e i ristoranti sono così divenuti preziosissimi e misteriosi archivi che hanno conservato per decenni tesori nascosti di vario genere: versi mai pubblicati, fatti mai raccontati, opere d’arte mai esposte, eventi e curiosità sconosciute, capaci di guidare il visitatore in un percorso affascinante di conoscenza e di approfondimento della società nel corso degli anni.
Tutto ciò ha reso possibile una esposizione in grado di raccontare Roma proponendo un itinerario inusuale, che si snoda attraverso l’esposizione di documenti inediti di varia natura, dipinti, schizzi, caricature, dediche, appunti, considerazioni, poesie, fotografie, oggetti, rime, versi e pensieri lasciati da artisti, poeti e musicisti, attori, uomini di cultura e di potere, scrittori e saggisti, caricaturisti, disegnatori, intellettuali, figure dello spettacolo, ballerine e registi, ma anche gente comune che è intervenuta con una frase, con un’opinione all’interno di una disputa e ne ha lasciato traccia sui libri storici degli ospiti.
Si tratta di materiali che per loro stessa natura sanno raccontare le vicende della città e quindi del nostro Paese in maniera diretta, senza censure o interpretazioni arbitrarie.
Una mostra che contempla indubbiamente la sfera dell’arte, ma che vuole essere anche narrazione di costume e di vita vissuta, il recupero di alcune storie che tutte insieme vanno a comporre un quadro estremamente ricco e significativo che abbraccia più di un secolo di vita romana e italiana.
L’esposizione, concentrata spazialmente sul territorio romano e temporalmente sul Novecento, tranne qualche necessaria eccezione, propone un viaggio inusuale alla scoperta di uno spaccato di memoria collettiva.
Evidente il valore storico di queste testimonianze che attraversano oltre un secolo di vita italiana. Nei libri di alcuni ristoranti si ritrovano i “sapori” e le atmosfere della Roma capitale di una Italia che usciva, piena di acciacchi ma anche di speranze, dalla Grande Guerra e che poi iniziava il cammino del Ventennio. Ci sono le illusioni del Fascismo e poi l’amaro epilogo della Seconda Guerra Mondiale. Poi l’arrivo degli americani, la ripresa, il boom degli anni Sessanta.
Seguono gli anni della “dolce vita”, quelli dei divi americani che giungevano in riva al Tevere, quelli del cinema che la faceva da padrone nella costruzione dell’immaginario italiano.
Ma già la televisione era in agguato e gli ultimi capitoli di questo percorso sono occupati da chi con la televisione in qualche modo ha incrociato la propria traiettoria di vita: cantanti, attori, comici, soubrettes, conduttori, opinionisti, tronisti, calciatori e, perché no, anche politici presenzialisti.
Una mostra ricca di suggestioni, un’esposizione rappresentativa di un percorso al contempo storico e umano in cui le singole testimonianze si incastrano a comporre i tasselli di quel mosaico imperfetto che è la storia. (aise)


