INAUGURAZIONE MUSEO NAZIONALE DELL’ EMIGRAZIONE (MEI) – Un riconoscimento al sacrificio esistenziale dei connazionali all’estero

MuseIM ROMA\ aise\ - “Una storia d’Italia che ignori l’emigrazione è una storia incompleta. Ma anche una storia che misuri quei fatti soltanto come fenomeni sociali, rischiando così di perdere di vista gli uomini e le donne, la loro vita e i loro volti non è al servizio della verità”. Lo ha dichiarato oggi il Ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, in occasione dell’inaugurazione del Museo Nazionale dell’Emigrazione (MEI) che da domani, 24 ottobre, fino al 31 dicembre 2011, metterà in mostra nella Gipsoteca del Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma, la vita quotidiana, le vicende e i successi di milioni di emigrati italiani che dal 1876 ad oggi sono giunti in ogni angolo del mondo.

“Per comprendere come è cresciuto il Paese, per capire come si è sviluppata l’economia e la società italiana”, ha aggiunto Frattini, “è indispensabile conoscere e riconoscere che milioni di contadini sono stati costretti a lasciare le loro terre, che altri milioni di lavoratori hanno preferito abbandonare volontariamente un Paese privo di prospettive. Se tutto questo è vero”, afferma il ministro, “non bisogna dimenticare che questi milioni di emigranti – contadini, operai e piccoli imprenditori – proprio con la loro particolare e personale esperienza migratoria, hanno contribuito al processo di definizione dell’ identità italiana. Uomini e donne hanno saputo unire le diverse Regioni di provenienza in un’identità condivisa di “italiani all’ estero” e hanno saputo legare tra loro Paesi diversi (quelli di arrivo e quello di partenza) in un mutuo rapporto di conoscenza e scambio”.

La nascita di un Museo nazionale dell’Emigrazione Italiana, sotto l’egida del Ministero degli Affari esteri, per Frattini ha dunque un duplice significato: quello di “riconoscere il ruolo e dare senso al sacrificio esistenziale di molti nostri connazionali del passato” e quello di “essere il luogo dove risuona il monito per molti connazionali nel Mondo, soprattutto oggi che l’Italia è molto cambiata. affinché sentano chiaro un senso di appartenenza a un’Italia che li considera parte di un sistema allargato e coordinato, che li riconosce come un patrimonio capace di aiutare l’immagine italiana a crescere”.

“È importante”, ha continuato, “che insieme, italiani in patria e italiani nel mondo, condividiamo questa idea di nuova identità, che si allontana dalla vecchia e cara idea un poco autarchica del “ritorno a casa”. L’impegno all’estero dei nostri connazionali, anche in luoghi lontani, si traduce in un valore aggiunto per il nostro Paese e la buona reputazione internazionale dell’Italia vive e migliora grazie alle loro affermazioni”.

Per Frattini, con il Museo Nazionale dell’Emigrazione “non è solo l’Italia di ieri quella alla quale rendiamo omaggio, è anche quella di oggi, prospera e solida, che si rispecchia in nuove povertà e che dalla sua difficile e dolorosa esperienza d’emigrazione ha imparato ad essere giusta e solidale nell’accoglienza”. (aise)