FERRIGNO (INTERCOMITES USA): Il CGIE scavalca i Comites e ne annulla il ruolo
PHILADELPHIA\ aise\ – “Il Segretario Generale del Cgie, Elio Carozza, ha manifestato la volontà di chiedere al Comitato di presidenza la possibilità di fare intervenire 22 giovani italiani nel mondo alla prossima Plenaria del Consiglio Generale. Carozza, però, si è rivolto direttamente ai consiglieri locali del Cgie per la scelta dei giovani, escludendo da tale scelta – di fatto – i Comites. Cosa che nel mondo, e in Nord America in particolare, ha suscitato forti proteste da parte dei Comitati. I giovani fanno parte delle commissioni giovani dei Comites. Sarebbe quindi stato opportuno che il Cgie avesse avvisato i Comites dell’intenzione di invitare i Giovani”. è quanto si legge in una nota di Salvatore Ferrigno, deputato del Pdl nella scorsa legislatura ora coordinatore dell’Intercomites Usa, secondo cui Carozza avrebbe deciso di “scavalcare” i Comites sul tema giovani e plenaria. “Tutto questo – continua Ferrigno – è accaduto perché il Cgie sta andando alla deriva: di fatto, è un carrozzone ormai in fin di vita, arrivato al capolinea. Per questo cerca di annullare il ruolo dei Comites, scavalcandoli senza pudore.
Dopo aver sentito le proteste di tutti i Comites degli Stati Uniti – annuncia il coordinatore – ho deciso di denunciare quanto sta accadendo: il Cgie, in maniera arrogante e prevaricando la legge istitutiva dei Comites, dimentica che ad eleggerlo sono stati i Comites stessi, che però adesso non vengono nemmeno consultati quando si tratta di prendere decisioni importanti, come quella della partecipazione dei Giovani alla prossima Plenaria”.
Ferrigno sottolinea anche la “situazione paradossale” che, secondo lui, vive oggi il Cgie: “gli ultimi eletti del Cgie sono stati eletti prima che fossero stati eletti i primi rappresentanti in Parlamento degli italiani nel mondo. Per cui oggi abbiamo membri del Cgie che rappresentano in molti casi realtà di ieri. Soprattutto, una realtà diversa da quella che poi è diventata quella legata ai parlamentari eletti all’estero”. Ferrigno, quindi, come coordinatore Intercomites, esprime “la protesta a nome di tutti i Comites degli Stati Uniti”. E sulla riforma del Cgie, tanto attesa e auspicata osserva: “la riforma che va nella direzione espressa dal sottosegretario agli Esteri con delega agli Italiani nel Mondo, Alfredo Mantica, potrebbe andare bene: si parla di un organismo nuovo che non sia più il Cgie, ma un coordinamento dei Comites all’estero; è un modo per avere un rapporto più diretto con gli elettori e con le comunità italiane residenti sul territorio”. (aise)


