IL PREMIER BERLUSCONI AGGREDITO DOPO IL COMIZIO A MILANO: LA CONDANNA BIPARTISAN DEL MONDO POLITICO ITALIANO E DEL CAPO DELLO STATO

filesMILANO\ aise\ – “La più ferma condanna del grave e inconsulto gesto di aggressione nei confronti del presidente del Consiglio, al quale va la mia personale solidarietà, e il più netto, rinnovato appello perchè ogni contrasto politico e istituzionale sia ricondotto entro limiti di responsabile autocontrollo e di civile confronto, prevenendo e stroncando ogni impulso e spirale di violenza”. Con queste parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha commentato quanto accaduto ieri sera a Milano, in piazza Duomo, dove, al termine del suo comizio, il premier Silvio Berlusconi è stato aggredito da un uomo, subito identificato come il 42enne Massimilano Tartaglia, che lo ha colpito violentemente al volto con una pesante statuetta souvenir del duomo.

Il premier era appena sceso dal palco e, prima di salire sull’auto, si era fermato a salutare i suoi sostenitori, quando improvvisamente Tartaglia lo ha colpito. L’uomo è stato immediatamente bloccato dalle guardie del corpo del premier e portato prima in questura e poi a San Vittore. Per Berlusconi, invece, la corsa all’ospedale San Raffaele, dove il suo medico personale, Alberto Zangrillo, lo ha sottoposto a una tac ed ha poi riferito: il presidente del Conisglio ha subito un “trauma contusivo importante al massiccio facciale, con una ferita interna ed esterna al labbro superiore. Due denti, uno dei quali in modo serio, sono fratturati”. Poi l’accertamento diagnostico ha evidenziato una piccola frattura al naso. La prognosi è di 20 giorni.

Questa mattina il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, presiede la riunione a Milano con il prefetto Gian Valerio Lombardi e il questore Vincenzo Indolfi, per avere “una informativa dettagliata e completa” su quanto accaduto ieri sera in piazza Duomo.

E mentre a Tartaglia sono state contestate le accuse di lesioni pluriaggravate dalla premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa ed oggi il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro inoltrerà al Gip la richiesta di convalida dell’arresto, immediati ed unanimi sono stati i messaggi di condanna e solidarietà giunti ieri da parte di tutti gli esponenti del mondo politico italiano, a partire dalle più alte cariche dello Stato.

Dopo quello del presidente Napolitano, sono infatti giunti a Berlusconi i messaggi del presidente del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini, che questa mattina si sono recati in visita al San Raffaelle, così come molti ministri di governo e rappresentanti del parlamento, fra i quali il segretario del Pd, Pierluigi Bersani.

“Fatti come quelli di ieri preoccupano: provano che si intravedono rischi” per una convivenza democratica, “e vanno contrastati con fermezza da parte di tutti”, ha stigmatizzato Schifani, per il quale “da alcune settimane si registra l’accentuarsi di una tensione dovuta ad atteggiamenti della politica che andrebbero tenuti sotto un maggiore controllo”. Per il presidente del Senato, che ha augurato una pronta guarigione al premier, è “giunto il momento che la politica si interroghi sull’esigenza non solo di abbassare i toni, ma di concentrarsi sul confronto costruttivo e non su contrapposizioni che sfiorano l’attacco alla persona, addirittura con rischi per l’incolumità personale”.

“È un brutto giorno per l’Italia e tutte le forze politiche hanno il dovere di fare in modo che il Paese non riviva gli anni di violenza”, ha affermato il presidente della Camera Fini, esprimendo la propria “condanna” per quanto accaduto, “un gesto di violenza”, ha detto, “che non può essere giustificato”.

“A forza di invocare la piazza violenta purtroppo qualche delinquente agisce. È il caso gravissimo di cui è stato vittima il presidente del Consiglio, a cui” il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ha rivolto il suo “più profondo messaggio di affetto”.

“Un gesto inqualificabile che va fermamente condannato”, ha commentato duramente il segretario del Pd Bersani, alle cui parole si è unito anche Massimo D’Alema.

“Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo”, ha bollato il ministro Umberto Bossi. “Si sentiva un clima pesante da tempo e quello che è accaduto” ieri “è un segnale preoccupante”. Parlando del premier Berlusconi come di “un amico”, il leader del Carroccio ha invitato ad “alzare la guardia” ed ha avvisato: “la Lega si mobilita e si prepara per combattere contro ogni rischio di terrorismo”.

Solidarietà anche dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, e dal presidente di Alleanza per l’Italia, Francesco Rutelli. Il primo ha affermato che “la violenza anche in politica è intollerabile e lo è tanto di più quando sono in corso manifestazioni pacifiche. Berlusconi ha la nostra solidarietà senza se e senza ma”. In un’altra nota Rutelli ha rivolto la sua “totale solidarietà” al premier, vittima di un “gesto indegno di un Paese democratico e civile”; quindi l’invito a tutti affinché “si impegnino, senza distinguo, perché questo clima di odio si superi immediatamente”.

Accusato da molti di essere istigatore delle piazze, anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, ha tenuto a ribadire che “noi tutti deploriamo e condanniamo l’aggressione subita dal presidente del consiglio. Ci mancherebbe altro!”. Cosa peraltro che ha sottolineato anche il presidente del Pd, Rosy Bindi. (aise)