CASO DI GIROLAMO/ L’ON. TREMAGLIA (PDL): UNA PAZZIA CANCELLARE LEGGE SUL VOTO ALL’ESTERO
ROMA\ aise\ – Cancellare la legge per il voto degli Italiani all’estero dopo il caso Di Girolamo? “Una pazzia”, dice Mirko Tremaglia, primo e finora unico Ministro per gli Italiani nel Mondo e “padre” del voto all’estero che in una intervista rilasciata all’agenzia Agi replica così a quanti, esponenti di praticamente tutti i partiti politici, all’indomani delle accuse piovute addosso a Nicola Di Girolamo, hanno messo in discussione la legge che porta il suo nome.
“Sarebbe una vergogna, un vero harakiri – insiste Tremaglia – un modo per rendere l’Italia meno forte nel mondo dal punto di vista politico ed economico. I cittadini di origine italiana nei cinque continenti sono 60 milioni e 395 i parlamentari di origine italiana eletti in vari paesi, una ricchezza incommensurabile, che il caso Di Girolamo non può cancellare. Certo – riconosce – possono essere adottati accorgimenti per rendere effettivamente segreto il voto e la strada giusta è quella di istituire dei seggi elettorali, come sul territorio nazionale, nelle Ambasciate, nei Consolati, nelle scuole e negli Istituti di Cultura Italiani”. L’importante, ribadisce, “è garantire la segretezza del voto. Ma forse è la partitocrazia a non volere questo e a voler colpire lo sviluppo italiano nel mondo”.
Su Di Girolamo, poi, Tremaglia ricorda: “io mi ero opposto alla sua candidatura e poi non dobbiamo dimenticare che la giunta delle elezioni del Senato aveva già deciso per la sua decadenza, ma poi in aula con una furbata si è deciso di non decidere e la cosa è rimasta ferma lì. Solleverò quello che è un problema costituzionale direttamente con il Presidente della Repubblica”. In seguito all’intervista, Tremaglia ha infine sostenuto che “Di Girolamo non è mai stato proclamato Senatore, ma ha percepito ugualmente lo stipendio mensile da Senatore”. (aise)


