IL SALUTO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO ALLA 7. CONFERENZA DEGLI AMBASCIATORI: UNA DIPLOMAZIA ITALIANA LUNGIMIRANTE
ROMA\ aise\ – “In decenni di attività parlamentare e di partecipazione alla vita pubblica, ho potuto verificare come la Diplomazia Italiana abbia sempre operato al servizio dello Stato, senza spirito di parte e con lungimiranza, contribuendo anche a un processo importantissimo: quello del sempre più ampio convergere delle forze politiche di maggioranza e di opposizione sulle grandi linee della politica estera italiana”. è questo uno dei messaggi che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rivolto oggi ai diplomatici italiani riuniti alla Farnesina per la Conferenza degli Ambasciatori, l’incontro giunto alla sua settima edizione che, quest’anno con il titolo “Rinnovarsi per Crescere”, vedrà confrontarsi fino a domani a sera ambasciatori italiani, rappresentanti delle amministrazioni, della società civile e del mondo imprenditoriale, in particolare sul progetto di riorganizzazione del Ministero e sulla promozione del “Sistema Paese”.
Nel suo intervento Napolitano ha innanzitutto fatto riferimento alle preoccupazioni espresse da molti diplomatici in una lettera inviata pochi giorni fa alle varie autorità istituzionali e di Governo: preoccupazioni relative alle misure previste dalla manovra finanziaria straordinaria in via di conversione in legge alla Camera dei Deputati, che prevede tagli lineari del 10% anche per il ministero degli Affari Esteri. “Al di là delle diverse posizioni sui temi della politica economica e sociale”, ha affermato Napolitano, “quello del contenimento e di una sostanziale riduzione del nostro debito pubblico è un imperativo cui nessuno può sfuggire. Quello della riduzione dell’ingente stock di debito pubblico che l’Italia porta sulle spalle da lungo tempo è nostro fondamentale interesse nazionale per l’avanzamento economico e civile del Paese”. Napolitano ha quindi sottolineato l’importanza di dare priorità, anche in termini di risorse, “a politiche di medio e lungo termine davvero cruciali per garantire il futuro del Paese”, e sulla necessità di salvaguardare, rinnovare ma non mortificare, funzioni e strutture portanti dello Stato nazionale. “Tra queste”, ha sottolineato il presidente della Repubblica, “certamente quella della politica estera e della diplomazia, che ne è strumento insostituibile”.
Napolitano ha fatto poi rifermento alla riforma interna della Farnesina già avviata, uno dei temi centrali che verrà sviluppato e approfondito ampiamente nel corso delle sessioni della Conferenza, e su cui si è soffermato anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel suo intervento introduttivo.
Si tratta di una “riforma esigente”, ha osservato Napolitano, “che mira a portare la rete degli strumenti gestiti da questo ministero, in uno con il potenziale internazionale di altre amministrazioni pubbliche e istituzioni, all’altezza delle nuove sfide della mondializzazione e della governante globale. Tale riforma”, ha aggiunto il presidente, “poggia sul quella professionalità e su quel “senso della missione” che hanno caratterizzato e caratterizzano la diplomazia italiana, in special modo nell’”arena europea” in cui sta per giocarsi l’ambizioso esercizio della costruzione del Servizio comune per l’azione esterna e in generale dell’attuazione del Trattato di Lisbona. E non è meno impegnativo”, ha continuato, “il disegno, cui tende la riforma, volto a definire ed esprimere un sistema-paese, con quel particolare accento sulla dimensione culturale che mi trova da sempre sensibile e convinto”.
Quanto allo status da riconoscere agli uomini e alle donne della carriera diplomatica, Napolitano ha poi ricordato che “a tutti i cittadini è necessario chiedere sacrifici in proporzione ai loro redditi effettivi” e che ciò non deve comportare però “tagli di risorse e appiattimenti su parametri impropri, quasi che si trattasse di penalizzare gruppi di privilegiati e di intoccabili”. Il fatto che la diplomazia abbia contribuito a far convergere forze politiche di maggioranza e di opposizione sulle grandi linee della politica estera italiana è, per Napolitano, “un asset prezioso per l’azione del nostro paese nel mondo”. Il presidente Napolitano ha infine rivolto gli auguri di successo per lo svolgimento della Conferenza, anche “nel segno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia”. “D’altronde”, ha concluso, “non fu quello “il grande fatto nuovo nell’Europa del secolo XIX”, un capolavoro, ad opera di Cavour, di politica e diplomazia europea?. (tom.samp.\aise)


