Premiati dal Ministro Frattini l’Ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli e il Professore Giuliano Amato per il programma Fulbright in Italia
ROMA\ aise\ – “Il riconoscimento che consegniamo oggi testimonia che da 60 anni il Programma Fulbright è un punto di riferimento per i rapporti tra Italia e Stati Uniti, esempio del sostegno che questo Ministero continuerà a dare, chiunque lo guidi, per sottolineare il carattere dell’amicizia profonda e dell’alleanza storica tra il nostro Paese e gli Stati Uniti che continua ad essere un pilastro della politica estera italiana”. È quanto ha dichiarato oggi, alla Farnesina, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in occasione della cerimonia di consegna all’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America Ronald P. Spogli e al Professor Giuliano Amato di un riconoscimento per la loro attività a sostegno del Programma Fulbright in Italia, di cui ricorre il Sessantesimo Anniversario.
Presenti all’incontro, oltre al ministro Frattini, Gherardo La Francesca, Direttore Generale per la promozione culturale del Ministero degli Affari esteri nonché presidente di turno del Programma Fulbright, il professore Giuliano Amato, e l’Ambasciatore degli Stati Uniti d’America Ronald P. Spogli.
Ideato nel 1946 dal Senatore J. William Fulbright per favorire il processo di pace attraverso lo scambio di idee e di cultura tra i cittadini degli Stati Uniti e i cittadini di altre nazioni nel mondo, il Programma ha avuto inizio in Italia nel 1948 e da allora continua a svolgere un ruolo leader nel panorama culturale italiano contribuendo all’internazionalizzazione delle università ed alla circolazione dei talenti.
L’obiettivo primario di questo programma binazionale è nelle discipline umanistiche, scientifiche, nelle scienze sociali e nelle arti, attraverso l’offerta di borse di studio a laureati per corsi di Master e Ph.D., a ricercatori, professori, professionisti e artisti per ricerche ed insegnamento nei due paesi. Le università ed i centri di ricerca italiani e statunitensi partecipano al Programma avvalendosi di studiosi Fulbright di grande prestigio.
“Noi consideriamo gli Stati Uniti come primo partner dell’Europa”, ha proseguito il ministro Frattini, “l’atlantismo è e sarà una linea giuda per qualsiasi governo italiano. Sono convinto che un profondo legame euroatlantico sia la garanzia per la stabilità del mondo, sia la garanzia per affrontare i periodi di crisi internazionale come quello che stiamo vivendo”.
Il ministro ha sottolineato che nei prossimi mesi “dovremo confermare come solo Europa e Stati Uniti insieme possono fare la differenza per la sicurezza, per la crisi economica”. Quella che saremo chiamati ad affrontare, ha continuato Frattini, “sarà una sfida ed un’assunzione di responsabilità, se l’amministrazione americana continuerà a chiedere all’Europa e all’Italia un impegno ad essere attori globali più presenti”.
Sarà necessario “dimostrare che questo legame è utile anche al di là dell’atlantico. Dovremo dimostrare che l’Europa è il principale partner, perché a breve l’America sarà chiamata a considerazione un legame transpacifico con l’Asia, di cui tutti dovremo tenere conto.
Quindi, ha ribadito Frattini, “anche in un mondo che cambia ci sono ogni giorno molte ragioni per rafforzare la nostra storica amicizia e il nostro storico legame; anche per questo oggi riconosciamo ad Amato e a Spogli l’apprezzamento per quello che hanno fatto a nome della commissione Fulbright”.
La Francesca, cerimoniere dell’incontro, ha messo in evidenza che “la Fulbrigt da 60 anni svolge un ruolo importante nei rapporti tra Italia e Stati Uniti contribuendo a renderli ancora più forti. 60 anni”, ha affermato, “lasciano una traccia importante perché del Programma fanno parte personaggi del calibro di Giuliano Amato, Umberto Eco, Carlo Rubia”.
Ricevendo l’il riconoscimento dal ministro degli Esteri, l’ambasciatore Spogli ha ribadito il “valore del sostengo di scambi culturali. Il Programma Fulbright non solo promuove gli scambi culturali tra l’Italia e gli Stati Uniti ma rafforza e amplia i rapporti tra i due Paesi. In questo senso ho senso ho promosso la formazione del programma Fulbright Best”, ha ricordato, “per promuovere la diffusione della cultura imprenditoriale e stimolare la crescita economica”. Spogli ha riportato che “nel corso di quest’anno, in occasione del 60 anno la commissione ha organizzato una serie di iniziative culturali e scientifiche al fine di promuovere il principio ispiratore del Programma, ossia favorire lo scambio di conoscenze e competenze professionali attraverso lo scambio di iniziative culturale”. “Mai come oggi”, ha aggiunto in conclusione, “è fondamentale che i nostri Paesi forniscano la comprensione del mondo e delle sue culture. Continuiamo a dare vigore al programma affinchè sempre più giovani ne possano usufruire”. Il professore Giuliano Amato, ricevendo il premio, ha ricordato di quando, 56 anni fa, partì per gli Stati Uniti usufruendo anche lui del Programma Fulbright: “Il programma mi ha cambiato la vita, mi ha insegnato ad amare quel Paese, gli Stati uniti, dove c’è tanto anche di noi italiani, ma dove ci sono cose che rappresentano il nostro futuro. “Stati Uniti “a country of tomorrow”, è una definizione appropriata”, ha aggiunto, “perché per ragioni storiche la combinazione delle diverse culture che si incontrano lì finisce per arrivare a noi, anche se in ritardo”.
Amato ha poi parlato degli Stati Uniti come di un Paese dove “si impara una democrazia che funziona, che ha come poche altre dei meccanismi di retroazione che le permettono di correggere gli errori che compie e di trovare gli equilibri giusti. La democrazia americana”, ha continuato, “rappresenta la democrazia equilibrata”.
Infine, ha concluso Amato, “condivido col ministro Frattini che la vicinanza tra i due Paesi è un valore economico e culturale da coltivare nell’interesse del mondo intero. Sono consapevole dell’importanza dei valori che condividiamo. Se noi giochiamo insieme, i nostri valori saranno un bene per il mondo di domani”.
(Federica Cerino\aise)


