IL MINISTRO FRATTINI ALLA CONFERENZA G8+5 DI ROMA: CONFERMATO L’IMPEGNO ITALIANO ALLE NUOVE SFIDE DEL MONDO GLOBALIZZATO
ROMA\ aise\ – Il pieno impegno italiano alle nuove sfide del mondo globalizzato è stato confermato oggi, 26 marzo, dal ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, che ha aperto con il suo intervento la riunione delle Accademie G8+5 ed Egitto su flussi migratori ed energia.
Scopo del meeting, in corso a Roma presso l’Accademia dei Lincei, è “offrire un’approfondita analisi delle questioni chiave mondiali e disegnare un documento finale da sottoporre all’attenzione del Summit”, ha detto Frattini, che ha ricordato: “la presidenza italiana del G8 è impegnata ad indirizzare le sfide che il mondo globalizzato sta affrontando, in particolare la crisi economica e finanziaria. Nostra responsabilità primaria è lavorare assieme e coordinare gli sforzi per ripristinare speranza e fiducia nelle persone, cogliendo le opportunità che questa crisi ci offre di stabilire i principi base e le norme per una nuova governance”.
La globalizzazione, per Frattini, richiede la definizione di “un quadro appropriato al fine di garantire benefici per ogni Paese, specie per quelli meno sviluppati”. Per questo, l’Italia intende “lanciare un formato innovativo per il Summit del G8 a La Maddalena, basato su un’associazione stabile e strutturata, composta dalle cinque maggiori economie emergenti”. Il che vuol dire “dedicare molto più spazio agli sforzi congiunti del G8 e del G5″, includendo anche l’Egitto.
Frattini ha definito l’incontro odierno “un evento culturale straordinario” ed ha rilevato: “la cultura può avere un ruolo decisivo nell’aiutarci a capire il mondo in cui viviamo. La cultura è un veicolo naturale di dialogo e inclusività”.
Due gli argomenti centrali all’agenda del meeting: “le migrazioni internazionali” e le “nuove tecnologie per la produzione e il risparmio energetico”.
Quanto alla prima questione, secondo il ministro, le migrazioni “rappresentano opportunità e arricchimento” e “implicano la responsabilità di tutte le parti in causa: i Paesi di destinazione, di origine e di transito e i migranti stessi. Le migrazioni implicano anche la costruzione di solide partnership volte a combattere in modo efficace i flussi illegali e il traffico di esseri umani, l’assistenza ai rifugiati, il rafforzamento della formazione professionale dei migranti legali, la riduzione dell’impatto sanitario delle migrazioni sulla forza lavoro dei Paesi poveri e dei costi delle transazioni, con il fine di liberare risorse per lo sviluppo”.
L’Italia, ha precisato Frattini, “sostiene fortemente l’approccio conosciuto come “globale” nei confronti della migrazioni, lanciato dall’Unione europea nel 2005 e di recente riaffermato dal Patto europeo sull’Immigrazione e il diritto d’Asilo nel 2008″. Un approccio basato “sull’integrazione sociale ed economica e sugli sforzi dei Paesi di origine, di transito e di destinazione”.
Quanto alla questione energetica, il ministro Frattini ha sottolineato le “profonde interconnessioni esistenti tra la sicurezza energetica e i cambiamenti climatici”, considerate come “parti di uno stesso problema”.
La Conferenza Internazionale sui cambiamenti climatici, prevista per il prossimo dicembre a Copenhagen, rappresenta, ha per Franco Frattini, “il punto di arrivo che la comunità internazionale ha stabilito per il raggiungimento di un accordo globale post-2012 volto a combattere i cambiamenti climatici”.
Ma, ha proseguito il ministro, “per avere risultati concreti, la lotta ai cambiamenti climatici dovrebbe soddisfare due clausole principali: dovrebbe coinvolgere tutti i principali attori della questione e stabilire un quadro per un graduale spostamento verso una società sostenibile, a basso consumo di carbone nel futuro più prossimo”. Per fare ciò, sono essenziali “le nuove tecnologie per la produzione e il consumo energetico”. Inoltre, “i Paesi sviluppati dovrebbero rafforzare nuovi approcci nei confronti dei problemi collegati all’energia, diversificando la fornitura energetica e favorendo lo sviluppo, l’uso e la diffusione di tecnologie a basso consumo di carbone”.
Secondo Frattini, “i cambiamenti climatici ed energetici stanno divenendo, sempre più, questioni centrali per la sicurezza globale e gli equilibri geo-politici. La transizione verso una società a basso consumo di carbone dovrebbe essere quindi considerata non solo come una questione ambientale o economica, ma anche come un fattore chiave nello sviluppo di una nuova governance internazionale”.
Insieme, i problemi delle migrazioni e dell’energia “sono strettamente legati alla questione dello sviluppo, altra priorità della presidenza al G8 italiana”. Come ha spiegato il ministro Frattini, “la povertà, la fame, la mancanza di acqua e i problemi sanitari mondiali non devono passare in secondo piano rispetto alla crisi economica”. Ecco perché “la Presidenza italiana intende mantenere un dialogo su tali questioni con i Paesi in via di sviluppo e con l’Africa in particolare”. Da questo punto di vista, “l’Italia intende promuovere un approccio innovativo per lo sviluppo, basato sul coinvolgimento di tutti gli attori e le risorse rilevanti: non solo con programmi di cooperazione, ma anche con investimenti, partnership pubbliche e private, meccanismi di finanziamento innovativi, fondazioni private e il coinvolgimento attivo della società civile”. È un approccio, ha detto Frattini, che “riconosce che l’aiuto pubblico da solo non è sufficiente a combattere la povertà. Per questo le nazioni industrializzate ed emergenti devono collaborare per limitare l’impatto della crisi economica nei Paesi in via di sviluppo”.
“La Presidenza italiana del G8″, ha ribadito il ministro Frattini, “è pienamente impegnata a raggiungere e perseguire tali obiettivi, con lo scopo”, ha concluso, “di offrire risposte concrete alle aspettative crescenti della comunità internazionale”. (s.d.f.\aise)


