A ROMA IL CONGRESSO DEL POPOLO DELLA LIBERTÀ: IL MANIFESTO DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO

ROMA\ aise\ – In occasione del congresso fondativo del Popolo della Libertà che, tenuto a Roma da venerdì pomeriggio a ieri, 29 marzo, ha visto l’ovvia elezione di Silvio Berlusconi a Presidente del Pdl, i deputati eletti all’estero del partito – Aldo Di Biagio, Guglielmo Picchi, Giuseppe Angeli e Amato Berardi – hanno presentato il “Manifesto degli Italiani all’estero” in cui si ribadisce la volontà di “esserci” e di lavorare dall’estero per il bene del Paese e degli italiani, ovunque residenti, senza dimenticare il passato, ma con lo sguardo al futuro.
Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“IL PARTITO DEGLI ITALIANI SENZA CONFINI
Entriamo nel Popolo della Libertà con la fierezza e la determinazione di chi si accinge a tracciare un eccezionale progetto politico, in cui vanno ad accostarsi, in un equilibrio di forme e di prospettive, fermenti liberali, una profonda eredità storica ed i valori di una società che vuole cambiare ma che non perde di vista le proprie radici.
Questo è il “Popolo della Libertà”. Il partito degli italiani, dei cittadini che lavorano, che spendono ogni istante della loro vita per arricchire il loro paese, che lottano per dare forza alle loro idee e che qualche volta soffrono dinanzi alle imperfezioni sociali e politiche, retaggio di vecchie amministrazioni, poco pragmatiche e tanto demagogiche.
In questo progetto politico dovranno essere coinvolti tutti gli italiani: quelli che lavorano, che continuano a credere nella forza dello Stato e nei valori della legalità e che si attivano ogni giorno per il bene del nostro paese. Anche quelli che lo fanno, magari senza rumore e senza pretese in terre un po’ più lontane, magari in paesi all’estero distanti migliaia di chilometri dalle loro regioni di nascita, ma che continuano a considerarsi e a vivere orgogliosamente da italiani. Sia quelli che sono partiti ieri che quelli che partono oggi.
È a tutti questi Italiani all’estero che il nuovo partito deve guardare con profonda attenzione e con sentita stima. A tutti quei connazionali che hanno saputo fare grande il nome del nostro Paese al di fuori dei suoi stessi confini e che hanno creduto in un centro-destra moderno e liberale contribuendo a strutturare questo nuovo e grande partito in tanti anni di lavoro e di speranze.
È a questi connazionali che bisogna guardare per ritrovare le radici della nostra crescita in Europa e nel mondo, delle ragioni dello sviluppo del Made in Italy, e dell’attenzione al nostro storico bagaglio culturale, perché loro con l’impegno e con la devozione di chi porta nel cuore la terra in cui è nato, hanno saputo dare forza e sostanza alle idee e ai sogni. E questa esperienza di vita la vogliono portare integra in questo nuovo partito.
L’italianità all’estero negli anni si è arricchita di nuovi aspetti e di nuovi profili. La vecchia emigrazione, le cui idee e le cui capacità hanno dato al nostro Paese quell’aurea di specialità che tutt’ora ne scandisce l’immagine, è stata rispettosa custode di un amor patrio che quasi sembrava dileguarsi nel nostro Paese. I connazionali emigrati, 50, 40 anni fa hanno serbato nel cuore un amore ed un rispetto per la propria terra e per i valori in essa racchiusi tanto da rappresentare un monito ed allo stesso tempo un riferimento per i tanti italiani che invece sono rimasti nel proprio Paese, perdendo di vista, talvolta l’intimo legame con le proprie radici. Da questo mondo, fatto di minatori, artigiani, professori, ristoratori è possibile raccogliere molto, segnatamente in una fase storica in cui i valori sembrano essere stati accantonati, soppiantati da interessi ed ansietà di natura ben diversa. L’Altra Italia può condurre il nostro Paese a riscoprire se stesso, le radici della sua storia e la profondità dei suoi valori.
Accanto a questa eredità fatta di uomini e di donne emigrati in tempi complessi e lontani, ve n’è anche una composta da giovani profili, da studenti che intendono perfezionare le proprie conoscenze oltre confine e da giovani alla ricerca di nuove frontiere, da professionisti e ricercatori, il cui merito e le cui competenze hanno condotto a grossi risultati e che rappresentano il nostro futuro ed il nostro orgoglio e che ancora, con caparbietà e con orgoglio, continuano a credere in un Paese che può cambiare e che ha gli strumenti per farlo.
Ed insieme a loro può farcela!
Bisogna trasformare quel bagaglio di idee, di progetti e di sogni, che ha accompagna i nostri connazionali all’estero in un valore aggiunto per il nostro Paese e, nel Popolo della Libertà, questa ambizione deve trasformarsi in una sfida.
Il nuovo partito dovrà tenere bene a mente il ruolo e la capacità di questi italiani che lavorano assiduamente e che rendono grande il nostro Paese, valorizzandolo in settori strategici quali la moda, la cultura, la tecnologia, l’enogastronomia e la pubblica amministrazione, rappresentando una sorta di biglietto da visita della nostra abilità e delle nostre specializzazioni nel mondo.L’altra Italia, quella che vive oltre confine e che tiene viva la speranza di una svolta politica e sociale è già pronta. Attende solo di essere pienamente e totalmente coinvolta.
Il nuovo partito dovrà legittimare e sostenere gli sforzi di chi, come il Min. Mirko Tremaglia, ha creduto che l’Italia e gli italiani rimanessero tali anche oltre le Alpi e il Mediterraneo, e che fosse dovere prioritario riconoscere loro il diritto di essere parte attiva della politica e della storia italiana.
L’amore che in questi anni è stato infuso nel nostro Paese e nella sua valorizzazione all’estero, sarà l’eredità che il futuro partito unitario dovrà abbracciare e saper stimare.
Il nuovo partito dovrà essere un riferimento politico per i connazionali all’estero, un progetto contraddistinto dalla forza delle idee e dal valore aggiunto dell’associazionismo e della militanza.
È proprio questo aspetto che merita attenzione: gli italiani all’estero hanno avuto modo di rafforzare la loro identità ed il loro senso di appartenenza alla terra cui sono legati proprio attraverso le dinamiche dell’associazionismo, collante culturale, valoristico ed emozionale che ha consentito ai tanti nostri connazionali di esprimersi e di mantenere inalterate le loro radici, le loro idee e la loro storia.
Questa ambizione è alla base delle migliaia di realtà associative che hanno preso forma in questi decenni e che hanno rappresentato la culla entro la quale l’italianità è stata preservata ed è stata valorizzata sul territorio.
È a tutto questo che guardiamo con la consapevolezza che nulla sarà perduto ma che tutto sarà rafforzato: in una casa nuova nella quale la nostra eredità storica non verrà collocata nell’ultimo cassetto, ma rimarrà accanto a noi come costante riferimento delle nostre scelte e nelle nostre idee.
È in nome di questa forza che ci ha contraddistinto nelle nostre battaglie all’estero, in territori talvolta critici ma sempre con il cuore verso la nostra terra, che chiediamo ai referenti del nostro nuovo partito di considerarci parte attiva di questa svolta politica e liberale dell’Italia.
Chiediamo ai futuri vertici del Popolo della Libertà, il partito di cui orgogliosamente ci consideriamo tutti fondatori, di farci sentire anche noi parte attiva di questo cambiamento, protagonisti come Italiani all’estero di questa eccezionale sfida politica, e di ricevere quell’attenzione, sincera, efficace e rispettosa, che ci possa accompagnare lungo quel percorso articolato di battaglie, di prove e di vittorie, che contraddistinguerà questa nuova esperienza politica”. (aise)