QUIRINALE/ TERREMOTO IN ABRUZZO/ NAPOLITANO A L’AQUILA: AMMIRAZIONE PER GLI ABRUZZESI E PER L’EFFICIENZA DEGLI AIUTI MA PENSIAMO ANCHE AL FUTURO

L’AQUILA\ aise\ – Ammirato dalla compostezza degli abruzzesi e dall’efficienza dei soccorsi: queste le impressioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che questa mattina ha visitato L’Aquila e incontrato gli sfollati che hanno perso la loro casa e, nella peggiore delle ipotesi, i loro affetti nel terremoto di lunedì mattina, 6 aprile, che ha ucciso, secondo gli ultimi dati della Protezione Civile, 279 persone. Napolitano ha prima di tutto portato omaggio ai caduti, poi, accompagnato dal sottosegretario Guido Bertolaso, visitato i luoghi compiti dal sisma e, infine, le tendopoli che raccolgono quasi 30 mila persone.
“Si è fatto moltissimo per dare moltissimo a tante persone – ha detto il Capo dello Stato in conferenza stampa – e per scavare tra le macerie per riportare alla luce i corpi delle vittime travolte nel sonno o ancora in vita, anche dopo ore dal sisma”. Quanto alla macchina degli aiuti, insomma, Napolitano ha detto di aver trovato “una situazione che può soddisfare e inorgoglire il Paese”.
“Naturalmente – ha aggiunto – questa situazione ha un “dopo”, anzi ha più di un “dopo”: il primo sarà consolidare situazioni di accoglienza per famiglie che non potranno, nemmeno da qui a x mesi, tornare nelle proprie case in città; quindi bisogna passare dalle tendopoli ad altre situazioni più stabili e confortevoli, come si è fatto in occasione di precedenti terremoti. Inoltre, sappiamo che deve avere piena continuità l’impegno dello Stato e della collettività nazionale per l’Abruzzo”.
Parlando degli abruzzesi, il Capo dello Stato da aggiunto: “voglio esprimere la mia ammirazione per la popolazione, dalla grande dignità e dal grande spirito di adattamento. Penso anche alle loro parole che abbiamo sentito anche alla tv: “siamo vivi”. Ecco, hanno capito, sentito profondamente l’importanza del dono della vita, tanto da far passare in secondo piano i sacrifici fatti e quelli da fare e che spinge ad adattarsi”.
Dunque, ha concluso, “apprezzamento e ammirazione per la popolazione e, senza riserve, per l’attività delle autorità di governo e della protezione civile”. (aise)