ITALIANI NEL MONDO/ TERREMOTO IN ABRUZZO/ IL PREMIER BERLUSCONI A RAITALIA: QUI C’È UN’ITALIA STRAORDINARIA – UN SALUTO E UN COMPITO PER GLI ABRUZZESI NEL MONDO

L’AQUILA\ aise\ – Un saluto e un compito per gli abruzzesi nel mondo: “chiamare a sé i loro parenti e i loro amici per superare questo frangente dentro un ambito affettivo e familiare importante”. È l’appello che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha rivolto ai moltissimi abruzzesi residenti all’estero, nel corso di una intervista con Fabrizio Strafile, inviato a L’Aquila di Raitalia.
Dopo la visita alle diverse realtà storico-artistiche danneggiate o distrutte dal sisma, Berlusconi ha risposto al giornalista di Raitalia che gli ha chiesto come sia possibile quanto tempo occorra per uscire da questo dramma.
“Adesso dobbiamo reagire a questa immane tragedia. Qui c’è una città che non è solo ferita, ma è in condizioni drammatiche e con tanti edifici di grande pregio storico e architettonico che sono stati lesionati e che a volte bisognerà anche abbattere per ricostruirle magari con architettura, forma e sulla base di progetti originari”, ha risposto il premier. “È un lavoro improbo, su cui oggi non si è in grado, francamente, di fare nessuna previsione”. Quanto alle “case degli altri paesi, case vecchie, lì è più facile intervenire perché si fa piazza pulita di tutto, si fa una piastra generale che garantisce per il futuro e poi si costruiscono le singole case. Quando si tratta di edifici storici di questa importanza e di questa imponenza, il discorso diventa veramente più serio”.
Adesso dopo le forze dell’ordine sono impegnati anche i volontari… “C’è un’Italia straordinaria che è qui, anche con sprezzo del pericolo e grandissimo coraggio. Come i vigili del fuoco, che sono entrati in cunicoli aperti per arrivare a trovare delle persone. Lì, se arrivava una scossa, potevano pagare con la vita la loro generosità. È stata un’Italia straordinaria che in un momento di dolore ci ha dato grande conforto”.
“Qui”, ha proseguito Berlusconi, “c’è una grande organizzazione, anche a poche ore dall’evento, che ha preso in mano tutta la situazione. Purtroppo questa è diventata una città fantasma. Il problema dell’immediato è dove sistemare chi è rimasto senza casa che certamente non può tornare qui. Anche perché credo che, da genitore, non riporterei più la famiglia dentro una casa, anche una casa in cui magari mi dicessero che si può sistemare. Se arriva un’altra scossa più forte? Quindi si può e si deve ritornare soltanto in abitazioni che siano antisismiche al 100%, con tutte le nuove tecnologie a disposizione, cosa che in tutte queste case non si può verificare. Quelle che sono crollate erano case degli anni ’80″, ha continuato il presidente del Consiglio, “quando non c’era ancora l’individuazione delle zone sismiche e c’erano sistemi di costruzione che andavano dal ferro liscio che non aveva l’aderenza che hanno i ferri di oggi, ai calcestruzzi poco resistenti rispetto a quelli di oggi. Tutte cose che sono rimaste e che non possono essere, come dire, “medicate”. Bisognerebbe intervenire e rifare tutto da capo. Un lavoro veramente immane e anche per quanto riguarda i tempi per queste realtà, francamente non credo che ci sia nessuno che oggi possa avanzare delle ipotesi”.
Intanto c’è grande preoccupazione anche per gli abruzzesi residenti all’estero che sono moltissimi. “Hanno la possibilità di chiamare a sé i loro parenti e i loro amici”, ha concluso Silvio Berlusconi, “per superare questo frangente dentro un ambito affettivo e familiare importante”.
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