TERREMOTO, MIGLIAIA DI PERSONE PER FUNERALE TRA LE SCOSSE

(Nove Colonne ATG) Roma – Migliaia di persone e tanto dolore hanno accompagnato i funerali delle vittime del sisma che ha colpito l’Abruzzo. A due ore dall’inizio della cerimonia, erano già in tanti ad affollare il cortile della caserma della Guardia di finanza di Coppito, dove si è dato l’ultimo saluto alle oltre duecento bare allineate nel piazzale. Alcune erano bianche, coperte di peluche e orsacchiotti, tra loro anche quella che ospitava il corpo di un bambino che non aveva compiuto neanche tre mesi. Funerali di Stato per una tragedia che ha sconvolto un intero Paese e che sono stati celebrati alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dei presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, del ministro dell’Interno Roberto Maroni, del segretario del Pd Dario Franceschini e dell’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi. Appena arrivato, il premier Silvio Berlusconi si è stretto attorno ai familiari delle vittime visibilmente commosso, tra strette di mano e abbracci. Il capo del Governo ha poi scelto di sedersi accanto ai parenti, raggiungendo solo al termine delle esequie i posti riservati alle autorità. La cerimonia si è aperta con un messaggio inviato da Benedetto XVI e letto dal suo segretario personale, monsignor George Gaenswein. Per il Papa questo terremoto rappresenta “un’immane tragedia”, ciononostante ha chiesto ai fedeli “di continuare a sperare senza cedere allo sconforto” e, in attesa di una sua visita in Abruzzo, il Santo Padre si è detto partecipe dell’angoscia dei familiari delle vittime, assicurando loro che la Chiesa “farà la propria parte” in sintonia con gli organismi dello Stato. Un invito alla speranza è giunto anche dal cardinal Tarcisio Bertone, per il quale dalle macerie, emerge comunque “la voglia di ripartire e di tornare a sognare”. Tra i volti segnati dalla disperazione e rigati dalle lacrime, c’è anche chi non ha retto ed è stato colto da malore nel momento della benedizione delle bare. Un tragico destino che ha unito nella morte e nel dolore cristiani e musulmani, una fratellanza tra le genti evocata anche dal presidente dell’Unione delle comunità islamiche (Ucoii), Mohamed Nour Dachan nella sua lettura che ha chiuso una cerimonia durante la quale la terra non ha mai smesso di tremare. Mentre era in corso il rito, si sono susseguite almeno una decina di scosse, quasi tutte strumentali, con la più significativa che ha raggiunto magnitudo di 2.5. Ad attendere le bare c’erano militari, volontari, vigili del fuoco, forze dell’ordine e uomini della Protezione civile che le hanno portate a spalla fino ai carri funebri per l’ultimo viaggio verso il cimitero dell’Aquila.