RICONOSCIMENTO PER L`AMBASCIATORE DELLA CULTURA SICILIANA NEL MONDO GILBERTO IDONEA.
Dalle mani del direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Washington Dott.ssa Rita Venturelli ieri, all’Ambasciata d’Italia, l’attore Gilberto Idonea, Paladino della cultura siciliana nel mondo, ha ricevuto un riconoscimento da Antenna Italia diretta da Pino Cicala, che da oltre cinquant’anni è al servizio della comunità italiana dell’aria metropolitana di Washington DC.
Nel ringraziare i presenti Idonea ha ricordato che: “devo molto a Pino Cicala, perché fu proprio lui, dopo avermi visto recitare nello spettacolo di Angelo Musco “GATTA CI COVA” al teatro Centrale di Roma nel mese di Aprile del 1992, a propormi di venirlo a rappresentare a Washington.”
Diciassette anni dopo, con una piccola cerimonia al teatro HARTKE della Catholic University of America, si è voluta ricordare questa ricorrenza, che segna l’inizio di tutta l’attività di Idonea in giro per il mondo come ambasciatore di una Sicilia che non vuole essere alla ribalta soltanto per la mafia, ma perché protagonista di cultura.
Melo Cicala, produttore, ex dell`Acccademia d`Arte Drammatica della Catholic University, intervenendo dal palcoscenico dell`Hartke Theater, ha ricordato che lo spettacolo ONE MAN SHOW, che Idonea porta in giro per il mondo, comincia proprio con il racconto di quel debutto alla Catholic e al suo primo incontro con gli studenti dell’accademia.
Per omaggiare Idonea, Melo Cicala e’ andato al suo debutto a Catania per ricordarne di aver anticipato di ben 17 anni lo stesso Teatro Stabile che solo adesso ha riconosciuto le qualita` artistiche e interpretative di Gilberto Idonea ospitandolo, finalmente, sul palcoscenico del teatro intitolato al glorioso Angelo Musco di cui Idonea e` considerato l`erede.
Fra le tante critiche sulla stampa e sul web dello spettacolo U SAPITI COM’E’ una in particolare e’ cara perchè arrivata all’artista durante il suo soggiorno a Washington dallo spettatore Francesco Puleio.
“Artista a tutto tondo, traboccante di straordinarie qualità mimiche, vocali ed immaginative, Gilberto Idonea conquista il pubblico di Catania con una intensa riedizione della commedia dialettale “U sapiti com’è” di Francesca Sabato Agnetta. Sapientemente sfruttando la duplice possibilità di lettura dell’opera, Idonea nel ruolo di Cola coniuga comico e tragico in perfetto equilibrio, senza scivolare mai nella forzatura del patetico.
La ‘diversità’ del protagonista, irriso per il suo ritardo mentale che lo espone ai dileggi di un ambiente popolare siciliano vivace e drammatico al contempo, diviene, nella cifra stilistica di Idonea, parte integrante di un personaggio diverso proprio perché, candido ed innocente come un fanciullo, è inadatto alla vita tra coloro che hanno già imparato a mentire ed a simulare.
Il ruolo di Cola – non a caso cavallo di battaglia del grande Angelo Musco – consente così all’attore di adoperare, in particolare, con sperimentata maestria tutti i registri del grottesco, creando un codice espressivo originale, ed instaurando con lo spettatore un’intesa profonda e duratura, fatta di turbamenti cangianti che, dal riso alla commozione, attraversano subitanei la platea.
Particolarmente efficaci e vitali le scene in cui le battute della commedia sono composte e ricomposte in una sintesi di movimenti, di danza elementare, di atteggiamenti plastici. In quelle scene, per Idonea, giocoliere dei gesti e delle parole, imprevedibile ed istintivo, tutto il corpo diventa lingua, tutto il corpo parla. E Cola, rivissuto da Idonea, perde della sua natura letteraria e verbale e ritorna espressione di vita fisica. Il dialetto, poi amplifica le possibilità espressive dell’interprete, rendendo Idonea imitatore di singolare potenza, che trascorre con inusitata rapidità da uno stato d’animo all’altro, esprimendo non soltanto con i tratti del viso, ma con le movenze di tutto il corpo, una mimica bizzarra e ad un tempo amara. L’estro comico affonda nella angoscia e nella disperazione, nella paura della solitudine e della morte, nella pena dell’esclusione, cogliendone la riposta essenza. E attraverso le note del grottesco si attinge la tragedia.”
e quella del giornalista Saretto Magri`:
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Metti una sera a teatro, per caso, e la gradevole sorpresa di un lavoro accattivante «’U sapiti com’è» e di un gruppo d’attori bravissimi e capitanati da un Gilberto Idonea praticamente perfetto nel non certo facile ruolo del «babbu» del paese che si rivela alla fine l’elemento catalizzatore di tutta la vicenda.
Idonea ormai si porta appresso sempre e dovunque la sua sicilianitudine, anzi la sua catanesità, come un marchio di fabbrica, un certificato di nascita, un attestato di qualità.
Probabilmente non ha interpretato «Il Padrino» solo per questioni anagrafiche, ma certo la sua faccia ci sarebbe stata bene, e come, nel cast del celebre film dì Frank Coppola: quel lampo nello sguardo, quello strabuzzamento degli occhi, quel camaleontico adattarsi ad ogni situazione scenica, quella lavagna sempre mutabile di espressioni, atteggiamenti, tormenti interiori mostrati o celati con un batter di ciglia, con l’intensità di un gesto, tutto questo sembra appunto affondare le sue radici nella grande tradizione dell’arte scenica e teatrale siciliana.
Con quella faccia un po’ così, Gilberto Idonea c’e nato. E’ un dono, una sorta di salvacondotto artistico, un passepartout per qualsiasi tipo di teatro, cinema e tv. Dicono e ripetono che assomigli ad Angelo Musco, dicono che un pò, c’è e un pò ci fa, nel senso che si compiace di ricordare nelle sembianze e nella gestualità il grande attore catanese di cui certo ha ereditato caratteri essenziali che sono nel suo Dna artistico.
Probabilmente è per questo che Idonea piace tanto anche all’estero,anche in America, dove hanno imparato ad apprezzarne doti e qualità che magari noi in parte trascuriamo.
Nel settembre dello scorso anno a Salsomaggiore nell’ultima edizione di Miss Italia,ho avuto,occasione di incontrare un’esile, deliziosa signora americana, Susan Strasberg, vedova del grande Lee Starsberg il fondatore del mitico Theatre Institute Actors Studio di New York dove hanno studiato e si sono formati i più celebri dìvi di Hollywood. Quando ha saputo che ero catanese la signora Susan mi ha detto: «Mio marito al momento della creazione dell’Actors Studio ha dichiarato e lo ha anche scritto nello statuto di essersi ispirato a due grandi attori italiani: Eleonora Duse e il siciliano Angelo Musco».
Non lo sapevo, pochi credo lo sappiano. Però mi sembra importante, mi sembra un bellissimo riconoscimento. Per questo quando dicono che Gilberto Idonea rassomiglia ad Angelo Musco penso che gli facciano uno straordinario, meritato complimento.
Una conversazione con Gilberto Idonea puo essere ascoltata su Antenna Italia del 24 Aprile.


