IL NATALE DI ROMA CELEBRATO CON L’APERTURA DELLA MOSTRA “ROMA RACCONTA” AL VITTORIANO

ROMA\ aise\ – È stata inaugurata lo scorso, 21 aprile, dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la mostra “La storia racconta. Il Natale di Roma” che sarà ospitata presso la Gipsoteca del Complesso Monumentale del Vittoriano sino al 17 maggio.L’esposizione, promossa dal Comune di Roma in occasione delle celebrazioni del 2.762° della città capitolina e curata da Maria Elisa Tittoni e Alessandro Nicosia, con la consulenza storica di Claudio Rendina, nasce con il duplice obiettivo di celebrare la città e di ricostruirne la memoria storica in relazione alla sua nascita, ai miti di fondazione, al bagaglio di leggende e tradizioni e all’immagine e alla valenza che essi hanno via via assunto nelcorsodellastoria fino ai giorni nostri.
Questo affascinante viaggio alla scoperta delle origini di Roma e della celebrazione dei suoi Natali nei secoli viene ricostruito attraverso opere artistiche, reperti archeologici, sculture, iscrizioni, documenti, fotografie e testi antichi.
La mostra, accompagnata al catalogo Gangemi Editore, con contributi critici di Maria Elisa Tittoni, Andrea Carandini, Claudio Rendina e Alessandro Nicosia, si avvale dei prestiti, fra gli altri, da Roma, dell’Archivio Storico Capitolino, della Biblioteca Nazionale Centrale Vittorio Emanuele II, della Centrale Montemartini, della Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, dei Musei Capitolini, del Museo Centrale del Risorgimento, del Museo della Civiltà Romana, del Museo di Roma, del Museo Palatino, della Pinacoteca Capitolina, della Galleria Palatina e dal Museo Archeologico di Villa Adriana, a Tivoli.
Il 21 aprile di 2.762 anni fa, secondo la tradizione, nasceva la città di Roma. La data del 753 a.C., dunque, segna l’avvio di un percorso affascinante che si perde nella notte dei tempi e arriva fino ad oggi conservando intatte suggestioni e magia. Da allora, leggende e storia si sono intrecciati per dare luogo a un percorso identificativo che si snoda tra miti, arte, letteratura e poesia.
Nel corso della sua storia quasi trimillenaria Roma ha ricoperto un ruolo fondamentale in Italia e in Europa, a livello politico, culturale e religioso, scandito da alterne vicende, ma conservando sempre nell’immaginario collettivo una valenza simbolica di forte impatto. Lo testimoniano, tra l’altro, i diversi appellativi di volta in volta, nel corso dei secoli, ad essa attribuiti e tutt’oggi validi, se non sul piano letterale, su quello della suggestione e del rimando emotivo: Roma caput mundi, ovvero capitale del mondo allora conosciuto, e Roma caput fidei, capitale della fede, fra tutti.
La mostra “La storia racconta. Il Natale di Roma”, organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando, vuole testimoniare, attraverso il racconto della storia e delle radici di Roma, la ricchezza di storie, tradizioni e leggende legate alla città e l’eterno fascino che sempre esercita.
La mostra si articola in tre sezioni, ognuna illustrata da testi storico-archeologici su pannelli. A partire da “Le radici di Roma e la fondazione della città”, in cui si affronta l’aspetto del territorio romano prima della fondazione della città attraverso un excursus sui luoghi, personaggi leggendari e non, propri del periodo precedente il 753 a.C. Attraverso incisioni, filmati, foto, rappresentazioni topografiche del territorio, bassorilievi e statue, si ripercorrono così le gesta di Ercole e le vicende di Enea, padre fondatore di Roma, Rea Silvia e Marte, la lupa e le vicende dei gemelli Romolo e Remo fino alla fondazione della città. Tra le opere in mostra spiccano il Busto di Vestale e la Testa di Ares di tipo Borghese dei Musei Capitolini, le incisioni di Bartolomeo Pinelli e le opere provenienti dal Museo della Civiltà Romana.
La seconda sezione “Segni e simboli di Roma” riguarda l’immagine della città di Roma riletta attraverso i segni e i simboli che le appartengono, la caratterizzano, la rappresentano e la identificano nel corso dei secoli. Primo fra tutti la lupa capitolina, simbolo per eccellenza della città, l’aquila imperiale, animale sacro a Iuppiter–Giove e portatrice delle più alte virtù dell’uomo, simbolo della romanità, della città dell’Impero e della potenza del suo esercito, ma anche lo stemma con la nota sigla SPQR. In questa sezione sono inoltre documentati simboli che acquisiscono valenza identificativa della città nel corso del tempo, in momenti successivi alla fondazione, in corrispondenza con eventi storici diversi come, ad esempio, i valletti del Comune di Roma, le bandiere dei Rioni, il Campidoglio, il Marco Aurelio. In mostra sigilli, costumi, riproduzioni della Lupa Capitolina, la Statua dell’Aquila proveniente dal Palazzo dei Conservatori, le Bandiere dei Rioni, incisioni con vedute del Campidoglio, dell’albero della Cuccagna, della statua del Marco Aurelio, della Lupa e i Gemelli e la celebre Patarina, proveniente dal Museo di Roma.
“I 2.762 21 aprile” è la terza ed ultima sezione, in cui viene dato spazio ad alcune delle tante importanti celebrazioni del Natale di Roma organizzate nella storia in concomitanza del 21 aprile raccontate tramite l’esposizione di opere d’arte, fotografie e filmati, che le rappresentano nel modo più significativo. Si viene così a scoprire che tale ricorrenza è celebrata fin dalle origini della città in collegamento con le pagane feste Palilie – celebrazioni in onore della Dea Pale, un’antica divinità romana della pastorizia connessa con la sacralità del Colle Palatino – ed è richiamata in vita nella seconda metà del XV secolo dai letterati umanisti riuniti nell’Accademia Romana fondata dal letterato Pomponio Leto. Dal 1843, il Natale di Roma, per circa vent’anni, diviene una celebrazione pubblica, la cui gestione è assegnata ai Conservatori del Campidoglio, con l’intervento della corte pontificia e sotto la direzione dell’Accademia Romana, come autentica festa del Comune. Ma la sua rivalutazione definitiva avviene solo dopo il 1870, nella Roma italiana, Roma Capitale d’Italia. Negli anni, tale anniversario acquista sempre di più un carattere celebrativo rappresentando un’occasione per dare segni di rinnovamento in rapporto con il valore storico della celebrazione; a questo proposito basti ricordare l’inaugurazione di Ponte Mazzini il 21 aprile 1908, l’inaugurazione dell’aeroporto del Littorio, detto poi dell’Urbe, il 21 aprile 1928, l’inaugurazione del Foro di Cesare nel Natale di Roma del 1932, l’inaugurazione di Cinecittà il 21 aprile 1937, l’Onorificenza a sette Nobel per la Pace in Campidoglio il 21 aprile 1999 fino ad arrivare all’inaugurazione dell’Auditorium con l’apertura di due Sale il 21 aprile 2002 e l’inaugurazione dell’Ara Pacis e del suo nuovo museo in occasione del Natale di Roma del 2006. (aise)