GARANTITO IL 100% PER LA PRIMA CASA/ AGLI ENTI LOCALI PIENI POTERI PER LA RICOSTRUZIONE DEL CENTRO CITTÀ E ALLA DIOCESI DE L’AQUILA PER LE CHIESE/ SARANNO DEDUCIBILI LE DONAZIONI IN FAVORE DELLE POPOLAZIONI COLPITE DAL SISMA

ROMA\ aise\ – Il governo garantirà il 100% dell’importo per la ricostruzione o la ristrutturazione delle abitazioni colpite dal terremoto del 6 aprile scorso anche oltre il limite dei 150mila euro previsti dal decreto, purché si tratti di prima casa. Lo ha annunciato il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, nel corso dell’audizione alla Commissione Ambiente del Senato.
“Sono sempre stato convinto, così come lo è il presidente del Consiglio, della necessità di garantire la ricostruzione del 100% della prima casa”, ha detto Bertolaso, spiegando che il governo presenterà un emendamento “per chiarire questo aspetto”.
Al sindaco de l’Aquila sarà affidato il compito di occuparsi della ricostruzione del centro storico della città, d’intesa con il presidente della Regione, secondo quanto prevede un emendamento al decreto legge sul terremoto, che sarà esaminato oggi dal Governo. “In un primo decreto”, ha spiegato Bertolaso, “abbiamo conferito ai sindaci dei 49 comuni colpiti dal terremoto tutti i poteri necessari per gli interventi d’urgenza: demolizioni, assistenza agli sfollati e pulizia delle strade sono compito dei sindaci che lavorano in sintonia con la Protezione civile. E con un’ordinanza i sindaci sono stati definiti soggetti attuatori”.
Intanto ad un mese dal terremoto, sono 64.657 gli sfollati che sono assistiti giornalmente dalla Protezione Civile, cui si aggiungono circa 20mila persone che hanno trovato una autonoma sistemazione. Dunque ad oggi ci sono 85-90mila persone che vivono fuori dalla propria casa. Degli oltre 64mila sfollati, 32.103 vivono nelle 170 tendopoli realizzate nei comuni colpiti dal terremoto, mentre il resto è stato sistemato negli alberghi e nelle abitazioni private lungo la costa.
Dopo quasi 30mila verifiche, un edificio su due risulta agibile e uno su quattro inagibile. Su 29.751 verifiche di agibilità, ha spiegato Bertolaso in Commissione, il 53% ha dato esito positivo. Un altro 15% di edifici, inoltre, è risultato inagibile, anche se con piccoli interventi può rientrare tra quelli agibili e il 23,6%, invece, è risultato completamente inagibile. Tra questi, il 13% sono scuole, il 15% fabbriche e imprese e il 44,2% beni culturali.
Intanto ieri, 7 maggio, a L’Aquila è giunto il ministro Sandro Bondi, per fare il punto sui beni e le attività culturali in Abruzzo.
Bondi ha incontrato nella Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza di Coppito i rappresentanti del mondo dello spettacolo aquilano per illustrare i primi provvedimenti intrapresi a seguito del terremoto del 6 aprile. Nel corso della conferenza stampa che si è svolta sempre nella Caserma della Guardia di Finanza, il ministro ha anche annunciato che la gestione della ricostruzione del patrimonio ecclesiastico sarà affidata all’Arcidiocesi de L’Aquila e sarà curata direttamente dall’Arcivescovo della città, monsignor Giuseppe Molinari. “È un fatto molto positivo”, ha commentato, “perché nessuno meglio della Diocesi saprà ricostruire questo importante patrimonio”.
“Le chiese e le parrocchie de L’Aquila a causa del sisma hanno subito gravissimi danni”, ha aggiunto il ministro, annunciando che “abbiamo concordato un Protocollo d’intesa, d’accordo col ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che dà alla Chiesa ampio margine d’intervento sugli edifici religiosi”. L’iter per la ricostruzione del patrimonio ecclesiastico prevede l’esame dei progetti di ricostruzione presentati dall’Arcidiocesi, da parte di Luciano Marchetti, vicecommissario per il terremoto sui beni culturali, poi verrà dato il via libera.
Proprio per raccogliere fondi da destinare alla ricostruzione dei beni architettonici gli imprenditori abruzzesi hanno promosso “L’Aquila com’era, L’Aquila com’è”, una mostra fotografica che è stata allestita alla Campionaria delle Qualità Italiane, l’esposizione-evento che mette in mostra a Milano, dal 7 al 10 maggio, le ricchezze del sistema economico e sociale del nostro Paese.
Il ministero dell’Interno ha accolto la proposta di Symbola e Fiera Milano Congressi di realizzare la mostra, concedendo agli organizzatori di attingere dall’immenso patrimonio documentale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Oggi hanno visitato la mostra il ministro Maroni, l’amministratore delegato della Fiera Milano Congressi, Maurizio Lupi, il presidente di Symbola, Ermete Realacci, e il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi. Presenti all’evento il capo dipartimento dei Vigili del fuoco, Paolo Francesco Tronca, e il capo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, Antonio Gambardella.
Su uno spazio di circa 300 mq, è stato allestito un percorso di immagini, filmati, testimonianze, reperti simbolici, accuratamente selezionati con l’obiettivo di suscitare emozioni e spunti di riflessione sull’evento e sull’impatto enorme che ha avuto sulle genti e sui patrimoni dell’Abruzzo. Tra i reperti una delle campane della torre, crollata nel terremoto, della Basilica di San Bernardino da Siena, chiesa appartenente al patrimonio del Fondo Edifici di Culto del ministero dell’Interno. Oltre alle foto dei Vigili sono proiettate in dissolvenza alcune immagini provenienti dall’archivio fotografico Carsa Edizioni. Infine, la mostra è arricchita dal contributo artistico di Ernani Paterra, art director di Wild Projection Studio.
Sempre in tema di fondi, con un decreto del 5 maggio, il prefetto de L’Aquila Franco Gabrielli ha individuato le fondazioni, le associazioni, i comitati e gli enti per il cui tramite sono effettuate le erogazioni liberali, a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009 nel territorio della provincia. L’articolo 27 della legge 13 maggio 1999, n.133, prevede infatti che sono deducibili dal reddito d’impresa, ai fini delle relative imposte, le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle popolazioni colpite da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari, per il tramite di fondazioni, associazioni, comitati ed enti, da individuare con decreto del prefetto. È inoltre previsto che non si considerano destinati ad attività estranee all’esercizio dell’impresa i beni ceduti ai predetti soggetti gratuitamente e per le medesime finalità. Ambedue le forme di liberalità non sono soggette all’imposta sulle donazioni. (aise)