140px-Italy_national_football_team_crest.svg 

 


(NoveColonne ATG) Roma – Non siamo nel salotto di Bruno Vespa (forse perché ancora in ferie per la pausa estiva di Porta a Porta) ma al Parco dei Principi di Roma (un albergo vicino alla sede romana della Figc) dove il nuovo ct della nazionale firma il suo “contratto con gli italiani” che lo legherà alla maglia azzurra per i prossimi due anni. Telecamere e taccuini delle grandi occasioni per la presentazione del neo commissario tecnico, che sarà anche il coordinatore delle nazionali giovanili. Tante domande, i flash dei fotografi che immortalano la stretta di mano con il presidente Carlo Tavecchio: “Siederò sulla panchina sulla quale vorrebbero stare tutti gli allenatori: per me è un orgoglio che Tavecchio abbia pensato a me”: sono le prime parole pronunciate dal ct che non ha nascosto la sua emozione. “Chiunque – ha continuato – vorrebbe essere al mio posto, l’Italia, che con il Brasile è tra le nazionali più importanti, ha quattro stelle e questo concetto da solo giustifica la mia emozione”. Poi il saluto e il riconoscimento per quanto fatto dal suo predecessore Cesare Prandelli, “che ha compiuto un ottimo lavoro. Ringrazio anche Arrigo Sacchi per il lavoro svolto per il nostro settore giovanile: quando vorrà, le porte per lui saranno sempre aperte”. Dopo i tre anni vincenti trascorsi sulla panchina della Juventus è arrivata la chiamata tricolore e il tecnico salentino non ha saputo di dire di no: “Non pensavo di tornare in pista dopo 35giorni – ha ammesso Conte – immaginavo quest’anno di aggiornarmi a livello tecnico-tattico, di imparare le lingue e aspettare magari a fine stagione la chiamata di un top club. Poi è arrivata la telefonata del presidente Tavecchio e ho fatto le mie riflessioni: le sfide mi hanno sempre esaltato, se la prima telefonata è stata interlocutoria, nella seconda il presidente ha capito di aver fatto breccia nel mio cuore. Per me la vittoria è sempre stata una dolce condanna, la sconfitta una ‘morte’ temporanea: cercherò di portare questa mentalità anche in Nazionale”. A fronte della sua mentalità e competenza tecnico-tattica, il nuovo ct porterà a casa complessivamente 4 milioni di euro, grazie a quello che il direttore generale della Figc Antonello Valentini ha definito un “contratto innovativo”. “Il mio ingaggio rientra nei parametri – ha chiarito Conte – e devo dire che ho ceduto tutti i miei diritti d’immagine, cosa mai fatta in precedenza. Anche i miei emolumenti erano decisamente maggiori nel passato. Questo dimostra il grande lavoro della Federazione, e la mia disponibilità. La polemica sul contratto è secondaria, mi interessa in questo momento lavorare e percorrere la mia strada. Se la mia immagine, anche grazie ai miei successi, ha un certo valore è solo un giusto riconoscimento”. In particolare, tra Conte e la Federcalcio è stato firmato un doppio contratto e il prolungamento dell’accordo della Puma come sponsor tecnico della nazionale fino al 2022. La cifra di 4 milioni netti l’anno, che può salire a 4,5 in caso di qualificazione all’Europeo, è così suddivisa: primo contratto di 2 milioni come ct e coordinatore delle nazionali giovanili unificando ruoli e compensi di Prandelli e Sacchi, il secondo accordo per la cessione al cento per cento dei diritti di immagine alla Federazione: quest’ultima girerà a Conte altri 2 milioni netti l’anno, assicurati da Puma per lo sfruttamento dell’immagine del ct, e in caso di qualificazione un milione nel biennio sempre dallo sponsor. Quanto alla paventata influenza degli sponsor nelle scelte tecniche il nuovo commissario azzurro è tranchant: “Chi conosce Antonio Conte sa che niente e nessuno potrà mai decidere al posto mio”. E se naturalmente “tutti sono convocabili, la convocazione va meritata. Io valuto il giocatore, ma anche gli uomini – ha detto Conte – guardo a quel che succede in campo e anche fuori. Ho sempre fatto così: tra un buon giocatore ottimo uomo e un ottimo giocatore buon uomo, scelgo sempre il primo. Tutti mi devono dimostrare, dentro e fuori dal campo, di avere grande voglia di giocare in nazionale. Nessuno viene convocato a prescindere, questo sia chiaro. Mi piacerebbe che ci fosse la voglia, la fibrillazione di andare in maglia azzurra”. E anche se “si parte da zero” c’è sempre il “blocco storico, quello juventino, su cui lavorare in base alle mie idee”. Non mancano naturalmente gli spunti polemici anche nel giorno della presentazione ufficiale e così sul codice etico di prandelliana memoria il nuovo ct non ha dubbi e mette subito in chiaro quale sarà la sua linea: “Mi piacerebbe definire la parola comportamento con ‘codice’ – ha detto – mi sembra di andare troppo sul legale, in ogni caso le mie scelte saranno giudicate da me personalmente, non c’è uno standard, decido in base a quello che vedo e alla mia moralità, le mie scelte non dipendono dalle giornate di squalifica”. E a proposito della sanzione subita dalla giustizia sportiva nell’ambito del calcioscommesse nessuna marcia indietro, anzi: “Non ho cambiato idea – ha concluso Conte – dopo un anno e mezzo, per me quella è stata una squalifica ingiusta. L’ho pagata con grande dolore mio e della mia famiglia. Anche quello è stato un percorso che mi ha aiutato a crescere da un punto di vista umano e essere qui credo sia la migliore risposta per tutti

Comments are closed.