(NoveColonne ATG) Roma – Detenuti da una parte, pensionati d’oro dall’altra: l’aula della Camera apre i lavori del 2014. Mentre l’attenzione della politica è tutta concentrata sulla riforma della legge elettorale e sul nuovo patto di coalizione a cui sta lavorando il presidente del Consiglio Enrico Letta, l’assemblea di Montecitorio, nella prima seduta dell’anno, ricomincia da pregiudiziali e mozioni. L’aula ha prima bocciato le questioni pregiudiziali presentate da Forza Italia, Movimento 5 stelle e Lega nord al decreto Destinazione Italia, e poi quelle sul cosiddetto disegno di legge svuota-carceri firmate M5S e Lega, che sul provvedimento dichiarano guerra al governo. “Nel decreto carceri c’è un indulto, solo che cambia nome per non sembrarlo”, afferma il grillino Alfonso Bonafede. “Dal 1948 a oggi – dichiara il leghista Nicola Molteni, primo firmatario dell’altra pregiudiziale – sono stati approvati dal Parlamento italiano 40 indulti e sebbene il problema del sovraffollamento carcerario non sia stato risolto, Letta e la Cancellieri ci riprovano”. Scontro anche sulle cosiddette pensioni d’oro, con la bocciatura delle mozioni presentate da M5S, Sel, Fratelli d’Italia e Lega nord. Le pensioni d’oro sono “incostituzionali” secondo la fondatrice di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che ha scritto una lettera aperta a Matteo Renzi e Beppe Grillo chiedendo di aderire alla propria proposta, attualmente al vaglio della commissione Lavoro della Camera: “Stabiliamo un tetto, dieci volte la pensione minima di 500 euro al mese. Fino a quel tetto – spiega la Meloni – le pensioni non le tocchiamo. Per la parte eccedente calcoliamo i contributi che sono stati versati. Mi piacerebbe sentire dire da Renzi che è d’accordo con una proposta come questa. Ho fatto un appello a Beppe Grillo perché le battaglie anticasta si sposano bene con questa proposta”. Stesso auspicio da Massimiliano Fedriga, primo firmatario della mozione leghista, che in aula afferma: “Non si può percepire una pensione di decine di migliaia di euro se non si sono versati i contributi che la giustificano”. Entra a gamba tesa il Movimento 5 stelle, con Giorgio Sorial: “La nostra proposta è semplice e molto efficace si recuperano 1,140 miliardi dalle pensioni d’oro d’argento e di bronzo e si distribuiscono le risorse. Colleghi: non conoscete le pensioni minime perché vivete nei privilegi e auto blu”. Secca la risposta di Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro: “Siamo contrari ai privilegi e non abbiamo remore a colpire le pensioni d’oro e le distorsioni”. Le mozioni delle opposizioni vengono tutte bocciate. Passa invece quella di Pd, Nuovo centrodestra e Scelta civica che impegna il governo “ad assumere un’iniziativa per disporre in via sperimentale e transitoria l’applicazione a tutte le pensioni superiori all’importo di 60 mila euro annui di un meccanismo caratterizzato da una trattenuta alla fonte, con aliquote progressive per scaglioni” da destinare al finanziamento di “misure volte a rafforzare il sostegno alle fasce più deboli e maggiormente colpite dalla crisi”.

 

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