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NEW YORK\ aise\ – La Data Revolution è essenziale per la trasparenza e l’accountability, a loro volta cruciali per il successo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. L’Italia, tra i Paesi che sostengono la nuova iniziativa lanciata al Palazzo di Vetro “Global Partnership for Sustainable Development Data”, è impegnata in capacity building in Myanmar, Egitto, Etiopia, con nuove iniziative in cantiere in piccoli Stati insulari (Sids) e in Africa orientale nel 2016. Lo ha annunciato ieri il Direttore generale della Cooperazione italiana, Giampaolo Cantini nel suo intervento all’Onu, in occasione della 70esima Assemblea Generale.
Il Direttore generale ha sottolineato l’importanza del ruolo dei dati statistici per l’attuazione dei nuovi obiettivi dello sviluppo sostenibile. “Diamo in questi giorni un’attenzione senza precedenti alle statistiche e agli indicatori per verificare i progressi nell’attuazione dell’Agenda”, ha affermato Cantini.
La Cooperazione italiana sta già oggi finanziando progetti diversi per la formazione di studenti in Myanmar, Etiopia, Egitto e presto in Africa. A questo scopo l’Italia si è impegnata con un contributo di 3,3 milioni di dollari nel triennio 2015-2017. Molti di questi progetti si muovono in collaborazione con agenzie Onu. In Senegal, con Unwoman e con il locale Ministero per la condizione femminile, si sta valutando per esempio l’applicazione di dati raccolti per l’empowerment delle donne nell’agricoltura. (aise) 

 

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