Caso marò ROMA\ aise\ – “Mi dimetto in disaccordo con la decisione di rimandare i marò in India. Le riserve da me espresse non hanno prodotto alcun effetto e la decisione è stata un’altra. La mia voce è rimasta inascoltata”. Per questo il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha deciso di dimettersi.

Lo ha annunciato egli stesso oggi alla Camera dove, insieme al Ministro della Difesa Di Paola, ha riferito al Parlamento sul caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

“Mi dimetto perché per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due marò e con le loro famiglie”, ha spiegato Terzi che ha quindi inviato un saluto ai due marò “con un sentimento di profonda partecipazione e ammirazione” perché “ancora ieri le loro parole hanno dato uno straordinario esempio di attaccamento alla patria”.

Chiamato a riferire sul “pasticcio diplomatico” degli ultimi giorni, quando, settimane prima del previsto rientro di Latorre e Girone in India, il Governo italiano annunciò che avrebbe trattenuto in Patria i due militari, per poi cambiare idea – anche perché nel frattempo l’India aveva ritirato l’immunità diplomatica al nostro Ambasciatore a New Delhi – Terzi ha sostenuto che “è risibile e strumentale pensare che la Farnesina abbia agito autonomamente. Sono un uomo delle istituzioni che ha servito per 40 anni lo Stato. In questi giorni ho letto ricostruzioni fantasiose, in merito a iniziative che avrei assunto in modo autonomo, ma io mai avrei agito in modo autoreferenziale. Mai avrei agito senza dare informativa a tutte le autorità di governo”, ha aggiunto. “Io ho dato informazioni a tutte le autorità di governo sugli aspetti critici del negoziato con l’India”.

Quanto alla sorte dell’ambasciatore Mancini, Terzi ha ribadito che “la decisione indiana di sospendere l’immunità del nostro ambasciatore è stata interpretata come un atto di ritorsione che ha indebolito la legittimità del governo indiano” e che “siamo davanti a una palese violazione della convenzione di Vienna”.

Non si è dimesso il Ministro Di Paola: “Massimiliano e Salvatore mi hanno chiesto “non abbandonateci”. Sarebbe facile per me annunciare di dimettermi. Sarebbe facile oggi lasciare la poltrona che comunque a breve lascerò al nuovo ministro che arriverà, ma per rispetto delle istituzioni e delle scelte fatte non lo farò”. (aise)

GOVERNO/ DIMISSIONI TERZI/ MONTI “STUPITO”: LE VALUTAZIONI ESPRESSE ALLA CAMERA DA TERZI NON SONO CONDIVISE DAL GOVERNO

ROMA\ aise\ – “Ho preso atto con stupore della dichiarazione del Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata resa alla Camera dei Deputati nella quale ha annunciato le sue dimissioni”. Questa la reazione del Presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, alle dimissioni che Terzi ha annunciato oggi pomeriggio alla Camera, dove riferiva al Parlamento sul caso-marò.

“Tali dimissioni – prosegue Monti – non mi erano state preannunciate, benché in mattinata si fosse tenuta presso la Presidenza del Consiglio, con la mia partecipazione, una riunione di lavoro con i Ministri Terzi e Di Paola per la messa a punto dell’informativa del Governo. Le valutazioni espresse alla Camera dal Ministro Terzi – conclude il Premier – non sono condivise dal Governo, come ha già dichiarato il Ministro Di Paola. Domani riferirò alla Camera e al Senato sull’intera vicenda”. (aise)

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