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ROMA\ aise\ – “Nella ricorrenza del centenario della condanna a morte di Cesare Battisti, eseguita nella Fossa dei martiri del Castello del Buonconsiglio, desidero rinnovare il tributo di riconoscenza e l’onore che le istituzioni nazionali devono a un grande italiano, divenuto con il suo sacrificio un simbolo patriottico nella Grande Guerra dopo essere stato un combattente non meno coraggioso per il riscatto del mondo del lavoro, per la libertà della sua terra, per il progresso del popolo trentino”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Laura Dal Prà , Direttore dell’Ente Museo Castello del Buonconsiglio, dove oggi si inaugura la mostra “Tempi della storia, tempi dell’arte. Cesare Battisti tra Vienna e Roma”.
Battisti, ricorda il Capo dello Stato, “preso prigioniero in battaglia dall’Esercito Austro-Ungarico e accusato di tradimento perchè suddito austriaco per nascita, fu impiccato. Esponente di quell’interventismo democratico dissonante con il prevalente neutralismo socialista, Battisti, in realtà, aveva voluto esser fedele ai valori e alle convinzioni che aveva posto a base del proprio impegno civile, prima cercando di ottenere l’autonomia amministrativa del Trentino, poi rilanciando questa richiesta come deputato eletto nel Parlamento di Vienna, infine arruolandosi come volontario nell’Esercito Italiano, dove venne impiegato negli Alpini, quando la guerra divampò e il completamento della Nazione divenne un concreto traguardo storico”.
“Per questa sua coerenza civile – annota Mattarella – pagò con la vita e altri eroi italiani irredentisti seguirono il suo esempio, come il Sottotenente Fabio Filzi, catturato e ucciso insieme al Tenente Battisti: ad entrambi fu riconosciuta la Medaglia d’Oro al Valor Militare”.
“Ricordare oggi il martirio di Battisti e di Filzi non costituisce tributo ad antiche avversità o alzare nuovi muri”, osserva il Presidente. “Al contrario. Da quelle testimonianze di intensa umanità, da quel desiderio di libertà, da quella speranza di integrità e di giustizia per la propria gente, viene una forte spinta alla pace e alla convivenza nel rispetto dei diritti universali della persona e dei popoli, così mirabilmente riassunti nella Costituzione della Repubblica. Cesare Battisti, militante e dirigente socialista, seppe sempre unire la dimensione nazionale con la prospettiva universale di una riduzione delle diseguaglianze sociali. Sfida che l’Europa ha di fronte nella società globalizzata”.
“L’Europa, epicentro di guerre e che dalle guerre è stata dilaniata, ha saputo diventare nel mondo protagonista di pace e di sviluppo. Occorre – conclude – continui ad esserlo oggi, all’altezza della civiltà che i suoi figli hanno contribuito a costruire nei difficili tornanti della storia”. (aise) 

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