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ROMA\ aise\ – Più tempo per evadere le richieste di riconoscimento della cittadinanza. A stabilirlo il Consiglio dei Ministri, riunito oggi a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del presidente del Consiglio, Enrico Letta, e alla presenza del sottosegretario di Stato, Filippo Patroni Griffi.

Il Consiglio ha infatti approvato in esame definitivo un decreto del presidente del Consiglio che, su proposta dei ministri degli Affari Esteri, Emma Bonino, e per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Gianpiero D’Alia, integra l’elenco dei procedimenti amministrativi di competenza del Ministero degli Affari Esteri la cui conclusione può eccedere il termine di novanta giorni.

Il decreto prevede tra quelli già individuati anche il procedimento di accertamento del possesso della cittadinanza italiana e rilascio della relativa certificazione per tutti i casi di acquisto della stessa, ivi compreso quello della trasmissione jure sanguinis.

Sul decreto si è espresso favorevolmente il Consiglio di Stato.

Sempre su proposta del presidente Letta e del ministro Bonino, è stato approvato uno schema di decreto del Presidente della Repubblica recante disciplina delle modalità di iscrizione e di cancellazione dall’elenco dei funzionari di cittadinanza italiana dipendenti da Organizzazioni internazionali, in attuazione della legge 17 dicembre 2010, n.227. Lo schema di regolamento disciplina dettagliatamente le modalità di iscrizione, l’aggiornamento e la cancellazione dall’elenco, nonché la pubblicità delle informazioni ivi contenute; viene inoltre disciplinata la nomina della Commissione interministeriale competente a fornire indicazioni sulle modalità di tenuta dell’elenco.

Sul decreto saranno acquisiti i pareri del Garante per la protezione dei dati personali e del Consiglio di Stato.

Nel corso del Consiglio, su proposta del ministro degli Affari Esteri, Emma Bonino, sono stati approvati anche tre disegni di legge di ratifica di altrettanti Atti internazionali.

Il primo riguarda l’Accordo di cooperazione nel campo della cultura e dell’istruzione e dello sport fra il Governo della Repubblica italiana ed il Consiglio dei Ministri della Bosnia Erzegovina. L’Accordo favorisce l’integrazione della Bosnia in Europa, incoraggiando la sua partecipazione ai programmi multilaterali promossi dall’Unione; promuove e favorisce iniziative e collaborazioni in ambito strettamente culturale attraverso l’organizzazione di eventi, cooperazioni a livello universitario e scolastico; sostiene la cooperazione per la conservazione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, contrastando, mediante lo scambio di informazioni fra le rispettive forze di polizia, i trasferimenti illeciti di beni culturali. L’Accordo rappresenta inoltre un valido strumento per assicurare la protezione dei diritti d’autore e della proprietà intellettuale, in ottemperanza alle norme internazionali e nazionali.

C’è poi l’Accordo commerciale tra l’Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Colombia e la Repubblica di Perù (co-proponente il Ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi). Si tratta del primo Accordo commerciale concluso dall’Unione europea con Paesi dell’America latina e rappresenta uno strumento importante per la crescita, lo sviluppo, l’integrazione ed il rafforzamento delle relazioni politico – economiche bi-regionali, nonché uno strumento di promozione dei principi democratici e del rispetto dei diritti umani. Punto saliente dell’Accordo è la progressiva e reciproca liberalizzazione degli scambi attraverso l’eliminazione dei dazi su tutti i prodotti industriali e della pesca ed un migliore accesso ai mercati dei prodotti agricoli.

Via libera anche agli Emendamenti alla Convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari. Il disegno di legge recepisce gli Emendamenti alla Convenzione di New York del 3 marzo 1980 sulla protezione fisica dei materiali nucleari. Le modifiche alla Convenzione si sono rese necessarie per la rivalutazione del rischio nucleare anche a seguito degli eventi dell’11 settembre 2001, che ha portato ad un rafforzamento del regime internazionale della protezione fisica attraverso la definizione di importanti emendamenti che prevedono fattispecie criminose derivanti dalla rimozione non autorizzata e dal sabotaggio delle installazioni e del materiale nucleare. Obiettivo degli Emendamenti è estendere in maniera significativa il proprio raggio d’azione nell’ambito del trasporto delle materie nucleari, nell’impiego generale delle materie e nella protezione delle installazioni, con particolare attenzione al concetto di sabotaggio. (aise)

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