MIAMI\ aise\ – Grande partecipazione di pubblico nei giorni scorsi a Miami per il convegno 2014 degli Azzurri Usa. Tra i “grandi” assenti le due deputate La Marca (PD) e Nissoli (PI).

Ha aperto i lavori il Console Generale Adolfo Barattolo che ha illustrato gli “ottimi risultati raggiunti” nei suoi primi due anni di attività ed i prossimi programmi per il Consolato Generale d’Italia a Miami; alla conclusione dell’esposizione, Cesare Sassi, presidente dell’Associazione Azzurri, gli ha consegnato un attestato di benemerenza, firmato da una sessantina dei presenti.

Ha poi preso la parola il Senatore Renato Turano (Pd) che ha ricordato il suo programma elettorale e fatto il punto sui risultati raggiunti in questi primi mesi di legislatura: “il DDL per la riapertura dei termini per la cittadinanza, già in commissione e nelle prossime settimane approderà in aula; i 5 milioni di euro recuperati dalla legge di stabilità e destinati alle politiche per gli italiani all’estero; il rilancio della promozione della lingua e cultura italiana; lo sblocco delle elezioni dei Comites e CGIE; la legge elettorale e la riforma del voto all’estero, che sarà reso più sicuro con l’introduzione di una serie di novità già sottoposte alla 1a Commissione”.

Turano ha poi puntualizzato anche la questione relativa al riordino della rete consolare ed illustrato la mozione n. 187 per tentare di bloccare il calendario di chiusure; ha annunciato il programma per la creazione di un network internazionale in grado di promuovere scambi imprenditoriali ed universitari tra Italia, Stati Uniti e Canada; infine ha fatto il punto sull’attuale situazione politica.

Il consigliere del CGIE Giovanni Rapanà ha ricordato “l’entusiasmo iniziale per il voto all’estero e l’attuale delusione per i mancati risultati dei parlamentari con i conseguenti tagli dei capitoli di spesa destinati agli italiani all’estero”; ha inoltre ribadito che “se l’Italia vuole uscire dalla crisi ed ritrovare il posto che merita nel mondo non deve tagliare sull’insegnamento della lingua italiana, ma deve tagliare le istituzioni completamente inutili, come le provincie”; “deve riavvicinare i cittadini alla politica, attraverso una nuova legge elettorale, che eviti i brogli e consenta agli elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento”; “deve riformare la giustizia, per invogliare gli investitori stranieri”; “insomma – ha detto – deve recuperare credibilità all’estero e far ripartire il “Sistema Italia””.

Luigi Solimeo, intervenuto in rappresentanza dell’on. Fucsia Nissoli, ha esaltato “il poco interesse da parte della politica italiana nei riguardi degli italiani residenti all’estero, evidenziato da chiusure irresponsabili di Ambasciate e Consolati”; ha quindi incitato i “nostri rappresentanti politici ad un impegno collettivo e compatto su emendamenti riguardanti le nostre Comunità”.

La presidente del Comites di Montreal Giovanna Giordano si è chiesta quali novità positive ci siano state “con l’arrivo dei parlamentari eletti all’estero e come affrontare la prossima campagna elettorale”. “Stiamo assistendo – ha detto – ad un calo costante di attenzione del Governo italiano nei confronti delle comunità italiane nel mondo e dei loro organismi di rappresentanza”.

Giordano ha fatto quindi notare “l’abbandono degli organismi di rappresentanza Comites e CGIE, la riduzione degli interventi a sostegno della diffusione della lingua italiana, la chiusura dei consolati e degli istituti di cultura”.

Il presidente del Comites di Washington Carmelo Cicala ha ricordato “gli scarsi risultati dei parlamentari eletti all’estero, del Cgie che non ha prodotto nulla e dei Comites regolati da una legislatura superata”; ha ribadito che “i Comites, con leggi più adeguate potrebbero veramente essere un grande aiuto per le Ambasciate, per le esportazioni dall’Italia e per gli stessi connazionali residenti all’estero”.

Cicala ha suggerito al MAE di non “accentrare gli uffici consolari” ma di “allargare le deleghe e gli sportelli, incrementando il servizio all’utenza”.

Il presidente Piero Tarantelli, ex Comites di Los Angeles, da parte sua, ha ribadito la “necessità assoluta, in questo clima di riflessioni e ristrutturazioni, di migliorare la legge istitutiva dei Comites, modificandone i contenuti ed omogeneizzando le attività da svolgere in modo da essere complementari alle attività delle altre Istituzioni Italiane all’estero onde poter considerare i Comites parte integrante del Sistema Italia”.

“I nuovi compiti dei Comites – ha rilevato – dovrebbero anche essere orientati alla diffusione dell’immagine moderna dell’Italia, degli italiani e del loro Governo; i finanziamenti relativi dovrebbero essere omogenei e costanti, così da permettere una continuità nelle attività da svolgere”.

L’on. Salvatore Ferrigno, presidente del Comites di Filadelfia, ha lamentato “l’eccessivo conflitto tra le parti politiche e la scarsa attenzione ai problemi degli italiani e delle imprese italiane che esportano all’estero”.

“In questo momento di grave crisi economica – ha voluto precisare – sono l’unico settore della nostra economia che tiene il mercato e sostiene la tenuta dei nostri conti pubblici. Se vogliamo che il parlamento consideri gli italiani all’estero come una vera risorsa, dobbiamo rappresentare e curare gli interessi degli italiani e delle loro imprese che lavorano ed esportano il made in Italy e che contribuiscono allo sviluppo dell’economia portando risorse alle casse dello stato italiano”.

Ferrigno ha quindi ricordato “l’importanza del movimento Insieme, che operando al di sopra dei partiti, è l’unico che ha a cuore i successi degli italiani all’estero”.

L’on. Massimo Romagnoli ha definito i Comites e il Cgie “due istituzioni importantissime, che vanno migliorate perché sono gli unici strumenti utili al servizio dei parlamentari esteri”.

“Gli italiani all’estero, secondo Romagnoli, “sono una risorsa, non un peso perché: gli imprenditori italiani hanno costruito un impero all’estero senza fondi pubblici; andiamo in Italia a spendere i nostri soldi nelle vacanze; costruiamo le nostre case con i soldi guadagnati all’estero; aiutiamo le nostre aziende italiane e promuovere i loro prodotti all’estero”.

Romagnoli ha infine raccomandato “che gli eletti all’estero diventino più incisivi e facciano lobby”.

Dopo gli interventi, il dibattito è stato animato da Maurizio Montalto, Nick Di Tempora, Augusto Cavallini, Luigi Miele, Franco Formaggio, Federico Covella, Mario Daniele, Sergio Pizzioli, Pasquale Barone, Luigi Miele, Arturo Tridico, Marco Rocca e Luigi Bava. Ha tratto le conclusione il presidente degli Azzurri Cesare Sassi. “Gli italiani all’estero – ha chiosato – sono malamente rappresentati. In Italia, in un momento difficile come questo, non si vuole capire l’importanza di valorizzare invece di penalizzare una risorsa incredibile come la nostra, che potrebbe veramente essere lo stimolo per le riforme, per il rilancio delle esportazioni e per gli investimenti nella stessa Italia”. (aise)

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