FIRENZE\ aise\ – Uno spaccato sulla situazione irachena, con un focus particolare sulla Regione autonoma del Kurdistan, accompagnato da una presentazione dei risultati delle attività promosse dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dai soggetti della Cooperazione italiana, impegnati per la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale iracheno. Di questo si è discusso ieri nel convegno “Culture of Peace, Culture for Peace”, organizzato a Firenze con l’obiettivo di aprire a nuove prospettive e sviluppi nell’azione della Cooperazione italiana in questo settore.

All’evento ha partecipato, tra gli altri il direttore generale della Cooperazione italiana allo Sviluppo, Giampaolo Cantini, che nel suo intervento si è soffermato sulle attività della Cooperazione italiana nel settore della tutela del patrimonio culturale iracheno. “Dal 2003 ad oggi il Governo italiano è coinvolto in numerose iniziative a beneficio delle istituzioni irachene, per un valore complessivo di oltre 13 milioni di euro, di cui più di 5 milioni di euro destinati alla Regione Autonoma del Kurdistan iracheno”, ha spiegato Cantini.

“Tra questi”, ha proseguito, “l’intervento realizzato come cooperazione decentrata del Comune di Firenze, “Formazione di alto Livello per la salvaguardia del patrimonio tangibile ed intangibile iracheno”, che ha visto l’instaurarsi di una collaborazione particolarmente significativa tra Firenze ed Erbil per la salvaguardia e la valorizzazione della sua cittadella, contribuendo al raggiungimento dell’importante risultato dell’inserimento della cittadella nella World Heritage List dell’Unesco. L’iniziativa”, ha proseguito Cantini, “realizzata dal Comune di Firenze, si collega anche al rafforzamento delle capacità professionali del personale tecnico dell’Iraqi Institute for the conservation of Antiquities and Heritage di Erbil, nell’ambito del progetto “Assistenza tecnica per la riabilitazione e la gestione del patrimonio iracheno”, che vede il MiBACT quale Ente esecutore”.

Tra gli altri progetti attuati nella regione il direttore generale della Farnesina ha citato “Terra di Ninive – Formazione per la valorizzazione del patrimonio del Kurdistan settentrionale”, affidato all’Università degli Studi di Udine, e “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale della Regione autonoma del Kurdistan”, affidato alla Università degli Studi di Roma La Sapienza.

“La conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale iracheno rappresenta uno dei settori prioritari d’intervento della nostra programmazione triennale 2015-2017”, ha detto poi Cantini. “Ciò”, ha concluso, “nella convinzione che in questa difficile fase di vita del Paese la solidarietà che l’Italia intende dispiegare assieme alla comunità internazionale possa esplicarsi anche nella salvaguardia di un patrimonio che rappresenta l’identità del vostro popolo, da cui trarre la forza morale per affrontare la crisi in atto e superarla”.

Per parte sua Alessandro Gaudiano, a capo della task force Iraq Dgcs, ha sottolineato come il territorio iracheno rappresenti un tradizionale ambito di impegno della cooperazione italiana. “La collaborazione attivata per la tutela del patrimonio culturale”, ha spiegato, “assume un particolare significato perché in una regione che vive una situazione di conflitto questo rappresenta un forte elemento d’identità per la popolazione. In passato questo territorio è stato un esempio della pacifica convivenza tra culture e popoli diversi: preservare la memoria del passato e il patrimonio culturale che arriva da quella stagione rappresenta elemento fondamentale per riportare la pace in questa zona”.

In questo momento appare come mai importante rafforzare il sostegno alle istituzioni che operano in Iraq perché lo straordinario patrimonio culturale sia preservato e tutelato. La giornata di oggi è stata quindi l’occasione per illustrare i progetti in corso della Cooperazione italiana, ma anche per conoscere l’azione e il contributo diretto dei soggetti iracheni impegnati nella conservazione e nella promozione della cultura. All’evento hanno partecipato anche il Capo della Task Force Afghanistan, Pakistan e Myanmar e della Task Force Iraq, Alessandro Gaudiano, l’assessore alla Cooperazione e alle Relazioni internazionali del Comune di Firenze, Nicoletta Mantovani, l’addetto culturale dell’Ambasciata irachena in Italia, Manehel Ahmed Ali Al Nawas, l’Alta rappresentante della Regione autonoma del Kurdistan, Razan Kader, e il Direttore Generale delle Antichità e dell’Eredità culturale della Regione autonoma del Kurdistan, Abubaker Othman Zendin, i quali hanno discusso sul ruolo della cultura nell’odierno contesto iracheno e, in particolare, nella Regione autonoma del Kurdistan.

La sessione pomeridiana del convegno, che si è svolta in forma di tavola rotonda, è stata dedicata al tema della cooperazione come strumento per la conoscenza e la promozione del patrimonio dell’umanità. All’interno del dibattito sono inoltre stati evidenziati i punti di forza e di debolezza dei percorsi progettuali realizzati, nonché dei possibili obiettivi per il futuro della cooperazione nella regione del Kurdistan iracheno. (aise)

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