LONDRA\ aise\ – La crisi in Siria e la minaccia nucleare di Pyongyang, ma anche Medio Oriente e Primavere Arabe senza dimenticare i due marò trattenuti in India. Dopo la prima sessione dei lavori del G8 dei Ministri degli Esteri in corso a Londra, il Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri ad interim Mario Monti ha ribadito la posizione italiana sui diversi fronti.

“La crisi siriana – ha spiegato Monti ai giornalisti – è il nodo centrale per il Medio Oriente. Rischia di ripercuotersi sull’intera regione, i rischi di contagio verso i Paesi vicini ci preoccupano molto. I costi umanitari sono altissimi. Parliamo di oltre 70.000 vittime e un milione di profughi. È necessario mantenere lo spirito positivo della Riunione di Roma del 28 febbraio, per creare le condizioni affinché si possano aprire rapidamente le prospettive di una soluzione politica con l’uscita di scena di Assad e l’avvio di una transizione verso la democrazia e lo stato di diritto”. Per Monti è anche “importante sostenere l’unità e la coesione della “Coalizione nazionale delle forze di opposizione”, l’unico rappresentante legittimo del popolo siriano. Sosteniamo anche gli sforzi dell’Inviato Speciale dell’ONU e della Lega Araba Brahimi”. Secondo il Premier italiano, il G8 “si conferma come un foro molto valido per affrontare crisi così complesse. Crediamo che la Russia possa e debba essere parte attiva nei tentativi per la ricerca di una soluzione politica. È stato molto importante che siano state espresse in maniera unitaria la forte preoccupazione per l’emergenza umanitaria e la condanna per le violazioni dei diritti umani. Soprattutto, tutti abbiamo riaffermato il nostro impegno nel sostenere una transizione politica a guida siriana”.

Guardando alla Corea del Nord per Mario Monti “le provocazioni del regime di Pyongyang, e la minaccia di ricorso alla forza, sono inaccettabili e devono cessare. L’escalation è una minaccia alla stabilità e alla sicurezza internazionale. Il G8 – ha riferito – ha confermato coesione, fermezza ed unità di intenti. È un risultato importante, poiché la condotta di Pyongyang rischia, in assenza di una adeguata risposta da parte della Comunità internazionale, di minare la credibilità del regime giuridico internazionale della non-proliferazione. A livello regionale, inoltre, il programma nucleare e missilistico nordcoreano e la spirale allarmistica di Pyongyang potrebbero aprire la strada a un inquietante scenario di corsa agli armamenti nell’intera Regione. Confidiamo che anche alla luce dei risultati di questo G8 si avviino al più presto iniziative diplomatiche per stemperare la tensione nella penisola coreana. Noi riteniamo che il meccanismo dei Six Party Talks possa rivelarsi ancora un meccanismo valido per una soluzione diplomatica della questione”.

Sul fronte mediorientale, il Presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di “determinazione e concretezza per perseguire l’obiettivo dei due Stati per due popoli. Per contribuire a raggiungerlo, l’Europa e l’Italia possono e devono svolgere un ruolo rilevante. Importante è muoversi in maniera coordinata con i nostri partner internazionali e con gli attori regionali. Apprezziamo molto l’impegno dell’Amministrazione USA, e guardiamo con grande favore al riavvicinamento fra Israele e Turchia. Il nostro voto a favore della risoluzione che riconosce la Palestina come Stato osservatore non membro dell’ONU – ha sottolineato – ha voluto essere un incoraggiamento esplicito a continuare nella direzione del dialogo, unica via per una soluzione duratura del conflitto. Bisogna promuovere un clima di fiducia fra le parti. Gli sforzi internazionali devono intensificarsi, e spero che possa esservi anche una rinnovata azione del Quartetto”.

Preoccupazione anche per l’Iran e il suo programma nucleare, senza dimenticare “la perdurante mancanza di trasparenza e cooperazione di Teheran con l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA). Ci rammarica l’assenza di risultati concreti nelle discussioni tra il gruppo dei 5+1 e l’Iran ad Almaty. Bisogna mantenere fermezza ed unità. Gli Otto per primi si dimostrano coesi”.

Monti, che ha aperto la sessione dedicata alle primavere arabe, ha ribadito come queste siano “una grande opportunità per l’Italia”.

“Potranno esserlo sino in fondo – ha aggiunto – se sapremo lavorare affinché in quei Paesi vi sia stabilità politica, ripresa economica, e rispetto dei diritti umani. Altrimenti possiamo andare incontro a rischi per la nostra stessa sicurezza. Ci impegniamo in due direzioni. I partenariati economici e commerciali, perché è fondamentale creare sviluppo e posti di lavoro. Decisivo è investire in formazione. L’altra direzione è quella del dialogo politico con le nuove leadership: vanno incoraggiate ad operare in maniera tale che nei nuovi assetti istituzionali si rispecchino tutte le componenti etniche, sociali e religiose di quei popoli”.

Interrogato sui marò, Monti ha spiegato di aver aggiornato l’Alto Rappresentante Ashton sugli ultimi sviluppi relativi al caso dei due Fucilieri di Marina italiani, Latorre e Girone. “Ho ribadito i punti fermi della posizione italiana, in particolare l’aspettativa che sia riconosciuto il principio della giurisdizione italiana sul caso, anche a beneficio della cooperazione internazionale nel suo complesso incluso il contrasto della pirateria in mare”, ha aggiunto. “Ho illustrato l’impegno del Governo italiano nel dialogo con le Autorità indiane sottolineando l’esigenza che, anche nel caso in cui si agisca secondo la giurisdizione indiana, le procedure si esauriscano in maniera equa nel tempo più breve possibile”. Infine, ha concluso, “ho auspicato un sempre più profilato ruolo dell’Unione Europea nell’impegno della comunità internazionale contro la pirateria, la cui efficacia presuppone il rispetto da parte di tutti dei principi riconosciuti del diritto internazionale”. (aise)

 

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