ROMA\ aise\ – Era venerdì anche il 22 novembre del 1963, quando a Dallas tre spari uccisero il Presidente John Fitzgerald Kennedy, sconvolgendo l’America e il mondo intero.

Oggi il Paese ricorda il suo 35° presidente, ucciso in circostanze che, a distanza di 50 anni, rimangono ancora dubbie. Lee Harvey Oswald, ventiquattrenne ex marine, l’imputato ufficiale: morirà anche lui, assassinato da Jank Ruby mentre viene scortato fuori dal comando di polizia, due giorni dopo, il 25 novembre.

Poche luci e tante ombre, insomma, in un vicenda che negli anni ha dato vita a innumerevoli ricostruzioni e tesi di complotto.

Resta il fatto che JFK morì a 46 anni, dopo soli tre anni alla Presidenza. Un periodo breve, che non gli impedì di “cambiare una nazione”. È quanto sottolineato dal PresidenteObama che ha proclamato il Giorno del Ricordo in questo 50esimo anniversario, ordinando bandiere a mezz’asta in tutto il Paese.

“Mezzo secolo fa, l’America ha pianto per la perdita di uno straordinario servitore pubblico. Con un’ampia visione e un altissimo ma sobrio idealismo, il presidente John F. Kennedy ha chiamato una generazione al servizio e convocato una Nazione alla grandezza. Oggi, – si legge nella nota della Casa Bianca – onoriamo la sua memoria e celebriamo la sua durevole impronta sulla storia americana”.

“Nei suoi tre anni alla presidenza degli Stati Uniti John F. Kennedy ha affrontato e superato alcune delle prove più pericolose della Guerra fredda e ha guidato l’America alla soglia di una nuova lucente era”, continua Obama, che ieri ha visitato la tomba del Presidente insieme ai Clinton. “La sua leadership durante la crisi dei missili di Cuba rimane lo standard della migliore diplomazia Americana; in una Berlino divisa ha pronunciato un discorso con un’entusiasmante difesa della libertà che è risuonato nel corso degli anni, inoltre sapeva che dovevamo migliorare sui diritti umani anche qui a casa. Durante il suo ultimo anno di presidenza ha proposto una legge sui diritti civili per mettere fine alla segregazione in America. E per riconoscere i diritti di base alla donne ha firmato l’Equal Pay Act”.

“Anche se la vita del presidente Kennedy è stata breve, la sua visione – conclude Obama – continua a vivere nelle generazioni che ha ispirato”. (aise)

Comments are closed.