ROMA\ aise\ – Scenari di crisi, missioni internazionali, impegni umanitari, il Mediterraneo e l’Europa. Questi i temi discussi oggi dal Consiglio Supremo di Difesa presieduto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Con lui, il Presidente del Consiglio Letta, i Ministri Bonino, Alfano, Saccomanni, Mauro e Zanonato, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli.

Presenti alla riunione anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Patroni Griffi, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra e il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Rolando Mosca Moschini.

Compito del Consiglio quello di esaminare i principali scenari di crisi, l’andamento delle missioni internazionali cui prendono parte le Forze Armate e i recenti impegni di carattere umanitario, anche in vista della preparazione del decreto autorizzativo per il 2014.

Nella nota diramata dal Quirinale, si legge che “il quadro della situazione internazionale, caratterizzato da forti tensioni e criticità, conferma la necessità e l’urgenza di procedere con il massimo impegno e realismo nel processo di razionalizzazione dello strumento militare”.

Il Consiglio ha quindi espresso “il suo apprezzamento per la dedizione e la professionalità dimostrate, in occasione dei naufragi di Lampedusa e nell’operazione Mare Nostrum, dalle unità impiegate nelle attività di soccorso e assistenza, che hanno consentito di salvare centinaia di vite umane” e auspicato “una rapida approvazione dei decreti attuativi della legge di riforma attualmente all’esame del Parlamento”.

Su questo punto, prosegue la nota, è stato evidenziato come “sia necessario rendere effettivamente operanti strumenti idonei a consentire il deflusso nei tempi previsti dei quadri organici in esubero per far sì che il processo di razionalizzazione non generi effetti negativi, quali il rapido invecchiamento del personale e la progressiva perdita di capacità dello strumento militare”. Ma, è stato osservato, “è anche essenziale, come già evidenziato nella scorsa riunione, che la nuova struttura delle Forze Armate rifletta un quadro compiuto e condiviso degli indirizzi strategici e delle linee di sviluppo delle capacità della Difesa, razionalmente fondato sugli scenari di crisi e di impiego nelle missioni internazionali e sui rischi e le minacce cui il nostro Paese e l’Unione Europea debbono far fronte. Tale disegno dovrà tradursi in un “Libro Bianco della Difesa”, da elaborare entro i prossimi mesi di concerto con le Commissioni Parlamentari competenti e in una prospettiva di graduale integrazione europea, in modo da riflettere una visione condivisa del complesso problema della sicurezza e della difesa e potersi attivamente innestare sull’analoga iniziativa dell’UE annunciata dall’Alto Rappresentante nel suo recente rapporto per il Consiglio di dicembre”.

In merito alla preparazione a questo per tale evento, “che potrebbe segnare un progresso importante per la Common Security and Defence Policy (CSDP) e la stessa integrazione europea”, i Ministri Bonino e Mauro hanno illustrato, anche in vista della presidenza italiana dell’Unione nel secondo semestre 2014, le iniziative intraprese dal nostro paese. Tra queste, il coordinamento degli investimenti dei Paesi membri, lo sviluppo di tecnologie abilitanti duali, il potenziamento delle forze di pronto intervento. “Il nostro Paese – si sottolinea nella nota – è determinato a sostenere un vero e proprio progetto per l’Europa della Difesa, in grado di attivare circuiti virtuosi sul piano delle sinergie operative e delle economie di scala e capace di coinvolgere concretamente in tempi brevi un numero crescente di Paesi membri, eventualmente a partire da un nocciolo “pilota”. Dall’esito di questo progetto, che dovrà costituire asse portante del semestre di presidenza italiano, potrebbero dipendere la sicurezza dell’Europa e quella dell’Italia di fronte a scenari di instabilità e conflittualità che ormai premono anche a ridosso dei nostri confini. Tra gli sviluppi ormai ineludibili delle politiche comuni dell’Unione Europea, assume ormai un’indubbia priorità l’elaborazione di una politica europea dell’immigrazione e dell’asilo. Si tratta – conclude la nota – di un tema e di un impegno cruciale per la credibilità della costruzione europea e delle istituzioni dell’Unione”. (aise)

 

DIFESA E INTEGRAZIONE EUROPEA: NAPOLITANO PRESIEDE IL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA

 

ROMA\ aise\ – Scenari di crisi, missioni internazionali, impegni umanitari, il Mediterraneo e l’Europa. Questi i temi discussi oggi dal Consiglio Supremo di Difesa presieduto al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Con lui, il Presidente del Consiglio Letta, i Ministri Bonino, Alfano, Saccomanni, Mauro e Zanonato, e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli.

Presenti alla riunione anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Patroni Griffi, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra e il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Rolando Mosca Moschini.

Compito del Consiglio quello di esaminare i principali scenari di crisi, l’andamento delle missioni internazionali cui prendono parte le Forze Armate e i recenti impegni di carattere umanitario, anche in vista della preparazione del decreto autorizzativo per il 2014.

Nella nota diramata dal Quirinale, si legge che “il quadro della situazione internazionale, caratterizzato da forti tensioni e criticità, conferma la necessità e l’urgenza di procedere con il massimo impegno e realismo nel processo di razionalizzazione dello strumento militare”.

Il Consiglio ha quindi espresso “il suo apprezzamento per la dedizione e la professionalità dimostrate, in occasione dei naufragi di Lampedusa e nell’operazione Mare Nostrum, dalle unità impiegate nelle attività di soccorso e assistenza, che hanno consentito di salvare centinaia di vite umane” e auspicato “una rapida approvazione dei decreti attuativi della legge di riforma attualmente all’esame del Parlamento”.

Su questo punto, prosegue la nota, è stato evidenziato come “sia necessario rendere effettivamente operanti strumenti idonei a consentire il deflusso nei tempi previsti dei quadri organici in esubero per far sì che il processo di razionalizzazione non generi effetti negativi, quali il rapido invecchiamento del personale e la progressiva perdita di capacità dello strumento militare”. Ma, è stato osservato, “è anche essenziale, come già evidenziato nella scorsa riunione, che la nuova struttura delle Forze Armate rifletta un quadro compiuto e condiviso degli indirizzi strategici e delle linee di sviluppo delle capacità della Difesa, razionalmente fondato sugli scenari di crisi e di impiego nelle missioni internazionali e sui rischi e le minacce cui il nostro Paese e l’Unione Europea debbono far fronte. Tale disegno dovrà tradursi in un “Libro Bianco della Difesa”, da elaborare entro i prossimi mesi di concerto con le Commissioni Parlamentari competenti e in una prospettiva di graduale integrazione europea, in modo da riflettere una visione condivisa del complesso problema della sicurezza e della difesa e potersi attivamente innestare sull’analoga iniziativa dell’UE annunciata dall’Alto Rappresentante nel suo recente rapporto per il Consiglio di dicembre”.

In merito alla preparazione a questo per tale evento, “che potrebbe segnare un progresso importante per la Common Security and Defence Policy (CSDP) e la stessa integrazione europea”, i Ministri Bonino e Mauro hanno illustrato, anche in vista della presidenza italiana dell’Unione nel secondo semestre 2014, le iniziative intraprese dal nostro paese. Tra queste, il coordinamento degli investimenti dei Paesi membri, lo sviluppo di tecnologie abilitanti duali, il potenziamento delle forze di pronto intervento. “Il nostro Paese – si sottolinea nella nota – è determinato a sostenere un vero e proprio progetto per l’Europa della Difesa, in grado di attivare circuiti virtuosi sul piano delle sinergie operative e delle economie di scala e capace di coinvolgere concretamente in tempi brevi un numero crescente di Paesi membri, eventualmente a partire da un nocciolo “pilota”. Dall’esito di questo progetto, che dovrà costituire asse portante del semestre di presidenza italiano, potrebbero dipendere la sicurezza dell’Europa e quella dell’Italia di fronte a scenari di instabilità e conflittualità che ormai premono anche a ridosso dei nostri confini. Tra gli sviluppi ormai ineludibili delle politiche comuni dell’Unione Europea, assume ormai un’indubbia priorità l’elaborazione di una politica europea dell’immigrazione e dell’asilo. Si tratta – conclude la nota – di un tema e di un impegno cruciale per la credibilità della costruzione europea e delle istituzioni dell’Unione”. (aise)

 

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