ROMA\ aise\ – “Cari amici è con gioia che mi unisco a voi su Twitter. Grazie per la vostra generosa risposta, vi benedico di cuore”. Come annunciato, a margine dell’udienza generale di questa mattina, Benedetto XVI è ufficialmente “sbarcato” su Twitter. Aperto il 3 dicembre scorso, l’account del Papa – @Pontifex – è già seguitissimo, soprattutto nella versione inglese dove i follower – ad oggi – sono più di 660mila.

In udienza generale, il Papa ha proseguito il ciclo di catechesi dedicato all’Anno della Fede, con una meditazione sulle tappe della rivelazione, invitando i fedeli a riprendere in amnola Bibbiaper ” leggerla e meditarla” e “prestare maggiore attenzione alle Letture della Messa domenicale” perché è lì che di rivelazione si parla.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica, ha aggiunto, “riassume le tappe della Rivelazione divina mostrandone sinteticamente lo sviluppo: Dio ha invitato l’uomo fin dagli inizi ad un’intima comunione con Sé e anche quando l’uomo, per la propria disobbedienza, ha perso la sua amicizia, Dio non l’ha abbandonato in potere della morte, ma ha offerto molte volte agli uomini la sua alleanza. Il Catechismo ripercorre il cammino di Dio con l’uomo dall’alleanza con Noé dopo il diluvio, alla chiamata di Abramo ad uscire dalla sua terra per renderlo padre di una moltitudine di popoli. Dio forma Israele quale suo popolo, attraverso l’evento dell’Esodo, l’alleanza del Sinai e il dono, per mezzo di Mosè, della Legge per essere riconosciuto e servito come l’unico Dio vivo e vero. Con i profeti, Dio guida il suo popolo nella speranza della salvezza. Conosciamo – tramite Isaia – il “secondo Esodo”, il ritorno dall’esilio di Babilonia alla propria terra, la rifondazione del popolo; nello stesso tempo, però, molti rimangono nella dispersione e così comincia l’universalità di questa fede. Alla fine non si aspetta più solo un re, Davide, un figlio di Davide, ma un “Figlio d’uomo”, la salvezza di tutti i popoli. Si realizzano incontri tra le culture, prima con Babilonia ela Siria, poi anche con la moltitudine greca. Così vediamo come il cammino di Dio si allarga, si apre sempre più verso il Mistero di Cristo, il Re dell’universo. In Cristo si realizza finalmentela Rivelazionenella sua pienezza, il disegno di benevolenza di Dio: Egli stesso si fa uno di noi”.

Questo “fare memoria dell’agire di Dio nella storia dell’uomo” serve a “mostrare le tappe di questo grande disegno di amore testimoniato nell’Antico e nel Nuovo Testamento: un unico disegno di salvezza rivolto all’intera umanità, progressivamente rivelato e realizzato dalla potenza di Dio, dove Dio sempre reagisce alle risposte dell’uomo e trova nuovi inizi di alleanza quando l’uomo si smarrisce. Questo – ha sottolineato il Papa – è fondamentale nel cammino di fede. Siamo nel tempo liturgico dell’Avventoche ci prepara al Santo Natale. Come sappiamo tutti, il termine “Avvento” significa “venuta”, “presenza”, e anticamente indicava proprio l’arrivo del re o dell’imperatore in una determinata provincia. Per noi cristiani la parola indica una realtà meravigliosa e sconvolgente: Dio stesso ha varcato il suo Cielo e si è chinato sull’uomo; ha stretto alleanza con lui entrando nella storia di un popolo; Egli è il re che è sceso in questa povera provincia che è la terra e ha fatto dono a noi della sua visita assumendo la nostra carne, diventando uomo come noi”. In questo senso, l’Avvento “ci invita a ripercorrere il cammino di questa presenza e ci ricorda sempre di nuovo che Dio non si è tolto dal mondo, non è assente, non ci ha abbandonato a noi stessi, ma ci viene incontro in diversi modi, che dobbiamo imparare a discernere. E anche noi con la nostra fede, la nostra speranza e la nostra carità, siamo chiamati ogni giorno a scorgere e a testimoniare questa presenza nel mondo spesso superficiale e distratto, e a far risplendere nella nostra vita la luce che ha illuminato la grotta di Betlemme”. (aise)

 

 

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