ROMA\ aise\ – L’arte dei giardini, è stato detto, somiglia straordinariamente alla poesia, il poeta fa con le parole ciò che il giardiniere fa con le piante, i cespugli, i fiori, le acque, le statue. Il pensiero corre subito al Vittoriale degli Italiani, la cittadella di Gardone Riviera ove Gabriele d’Annunzio approda nel 1921 per poi stabilirvi la sua ultima dimora, che concepisce come un mausoleo della propria prodigiosa avventura di artista e di eroe.

Ed è proprio al parco e ai giardini del Vittoriale degli Italiani che quest’anno viene assegnato l’importante riconoscimento di Parco Più Bello d’Italia 2012. La giuria dell’ormai famoso Premio di Parchi e Giardini, giunto quest’anno alla decima edizione, si è infatti riunita ed ha eletto il Parco del Vittoriale degli Italiani vincitore dell’edizione 2012 del concorso.

Il parco del Vittoriale degli Italiani, che proprio l’anno prossimo festeggerà i 150 anni dalla nascita del poeta, è stato prescelto tra una rosa di dieci finalisti selezionati in primavera tra gli oltre ottocento parchi e giardini italiani iscritti al concorso e pubblicati nella guida online ai parchi più belli d’Italia www.ilparcopiubello.it.

Queste le motivazioni della scelta della giuria: “La “Santa Fabbrica” del Vittoriale è una creazione poetica – che si fa architettura, giardino, paesaggio – da annoverare fra le creazioni letterarie di d’Annunzio; una composizione dove al linguaggio simbolico delle parole corrisponde quello delle pietre, delle specie botaniche, dei cimeli, delle acque. È un luogo dove il committente è al tempo stesso il progettista, dove il Genio del presente dialoga con i Geni del passato. È una città-giardino, eremo e fortezza inespugnabile. È un percorso iniziatico; un luogo di memorie, sacro e al tempo stesso profano. Il Vittoriale è un giardino polimaterico di piante ma anche di parole scritte sulle pietre. È una quintessenza di luoghi teatrali, di emergenze e di massi erratici; dove anche le acque si fanno poesia. È giardino di più giardini, che a sua volta evoca altri giardini. È un giardino dei fiori e dei frutti simbolici. Il Vittoriale, infine, è giardino della vita e della morte”.

Il 23 settembre scorso il presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri ha celebrato la consegna del premio con un pomeriggio di festa, alla presenza di rappresentanti e giurati del concorso e soprattutto di tanti amici e frequentatori della casa del Vate, invitati nel parco per l’occasione.

È stata certamente questa un’opportunità per scoprire e riscoprire la bellezza degli scenografici giardini che il Poeta progettò e studiò con la stessa cura e lo stesso senso della perfezione e del dettaglio che riservava ai suoi versi. Durante la giornata, è stata inoltre presentata l’opera di Gian Marco Montesano “Perché non son io coi miei pastori?”, che si aggiungerà alla già ricca collezione del Vittoriale, mentre in quell’angolo dei Giardini Privati che d’Annunzio aveva destinato a cimitero per i suoi amatissimi cani è stata inaugurata una stele con una poesia che il Vate dedicò proprio a loro. Il presidente ha colto quindi l’occasione per lanciare una grande e ambiziosa sfida: il recupero delle Vallette e del Laghetto delle Danze, aree momentaneamente chiuse al pubblico ma dal fascino unico, che il Vittoriale vorrebbe riaprire ai visitatori.

Il Parco Più Bello d’Italia è un concorso dedicato ai parchi e ai giardini, nato con lo scopo di valorizzare l’inestimabile patrimonio architettonico e paesaggistico presente nella nostra penisola e di contribuire a stimolare l’interesse e la sensibilità verso questi beni fragili e preziosi al tempo stesso.

La giuria che ha eletto vincitore il Parco del Vittoriale degli Italiani si compone di sette specialisti del settore, autori di numerosi studi sull’argomento, membri di prestigiosi comitati nazionali e internazionali: il presidente Vincenzo Cazzato e con lui Margherita Azzi Visentini, Alberta Campitelli, Marcello Fagiolo, Ines Romitti, Rossella Sleiter e Luigi Zangheri.

Il concorso è ormai giunto alla decima edizione nazionale; vincitori delle precedenti edizioni sono stati il giardino di Valsanzibio di Galzignano Terme (2003), il giardino deLa Mortellaa Ischia (2004), i giardini del Castello Trauttmansdorff a Merano (2005), Villa d’Este a Tivoli (2006), i giardini dell’Isola Bella ( 2007), quelli di Villa Pisani a Stra (2008), della Reggia di Caserta (2009), del Castello di Racconigi (2010) e di Villa Lante a Bagnaia(2011).

Il Concorso Il Parco Più Bello è un’iniziativa dell’architetto Leandro Mastria, presidente della Segreteria Organizzativa del Concorso, ed è organizzato con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero del Turismo, del Ministero dell’Ambiente e con l’adesione del FAI (Fondo Ambiente Italiano) e dell’AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio).

Il Vittoriale degli Italiani: parco e giardini

Collezionista e arredatore d’eccezione, Gabriele d’Annunzio progetta nel minimo dettaglio la scenografia stravagante e favolosa della sua abitazione privata,la Prioria, ove sono raccolti a migliaia oggetti d’arte, statue, ceramiche, vetri, argenti, tappeti. E al pari dei chimerici interni della Prioria, anche i nove ettari di verde digradanti sul lago della cittadella gardonese sono oggetto di un accuratissimo allestimento d’autore. Oleandri, palmizi, acanti, rododendri, ma soprattutto cipressi ed ulivi, tra siepi di lauro e di mirto, sono i protagonisti di questo luogo incantato, mentre la geometria che ordina le terrazze di un’antica limonaia convive a sorpresa con la sensualità di un roseto.

Per ogni dove fruttifica il melograno, che d’Annunzio elegge a emblema del suo sentimento del vivere e che, nel Frutteto, trova la sua apoteosi scultorea nell’opulenta Canefora di Napoleone Martinuzzi. Né manca, inquadrato in un’indimenticabile cornice naturale, un grande Anfiteatro all’aperto, oggi sede di una prestigiosa stagione teatrale estiva.

Ma l’uomo del Vittoriale è anche l’eroe intrepido della Grande Guerra, l’interprete della più vera identità italiana uscita dalla prova del conflitto vittorioso. Non a caso nell’ala della Prioria detta Schifamondo è sorto nel 2000 il Museo della Guerra, il cui allestimento valorizza il prezioso patrimonio storico legato all’esperienza militare del poeta.

Ma anche nel verde dei parchi prendono posto le memorie epiche e cruente della Storia, dai massi discesi dai monti delle grandi battaglie al Motoscafo MAS della celebre, temeraria Beffa di Buccari. E il visitatore dei Giardini Privati può ancora sostare stupito dinanzi all’invenzione scenografica che, in un folto boschetto di magnolie, avvicenda ai tronchi arborei i fusti di 17 colonne, simbolo di altrettante gesta gloriose. Qui, nel bosco sacro chiamato l’Arengo, d’Annunzio celebrava con i compagni più fedeli i riti commemorativi o iniziatici dell’esperienza di guerra. E dall’Arengo l’occhio è irresistibilmente sospinto verso l’apparizione più sbalorditiva, la prua metallica di una nave da guerra,la Puglia, incastonata nella collina.

Negli ultimi anni il parco ha inoltre accolto i grandi capolavori di Mimmo Paladino, Ugo Riva, Ettore Greco, Arnaldo Pomodoro, ulteriore omaggio al padrone di casa. (aise)