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MILANO\ aise\ – 14 padiglioni tematici più un padiglione del Cuore. Così si articolerà il progetto culturale dell’Expo Universale di Milano, almeno nelle intenzioni del presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, e del critico d’Arte Vittorio Sgarbi, che li hanno presentati questa mattina. Quella presentata oggi, ha detto Maroni, “è solo la “prima puntata””, perché, ha anticipato, “ce ne sarà un’altra, nella quale presenteremo i “padiglioni non padiglioni”, quelli cioè senza un palazzo a contenerli, ma diffusi sul territorio, che saranno a Milano e in altre città”.

I 14 padiglioni.

Padiglione 1 – Bronzi di Riace – L’Expo rappresenta un momento ideale per innalzare la dignità culturale della Calabria e le radici della Magna Grecia. Il luogo ideale per la loro esposizione sarebbe nel Padiglione Italia o in un padiglione appositamente realizzato dalla Regione o, in accordo, per spazi comuni, con Diana Bracco. Per averli in prestito, Maroni e Sgarbi hanno scritto al Ministro Franceschini noncuranti delle polemiche, sostenendo che “soltanto ignoranza e malafede legano esclusivamente alla Calabria. Essi sono bensì patrimonio di tutti, patrimonio nazionale e beni dello Stato”.

Padiglione 2 – Bramante – Due sedi: Santa Maria presso San Satiro, con la più straordinaria prospettiva architettonica di tutti i tempi, e la chiesa di Santa Maria delle Grazie con lo spettacolare tiburio. Prevista l’esposizione nel convento di Santa Maria delle Grazie degli affreschi di casa Punigarola e del Cristo alla colonna.

Padiglione 3 – Leonardo – Aumento del limite numerico dei gruppi in visita al Cenacolo passando dall’attuale 25 a, orientativamente, 48-50. Regione Lombardia, anche in accordo con sponsor privati, dovrebbe garantire turni di otto ore con pagamenti di straordinari ai custodi e, per eventuali necessità, il supporto di agenzie per aperture serali e notturne dalle 19 alle 3.

Padiglione 4 – Leonardo 2 – Martin Kemp e Pascal Cotte hanno convincentemente attribuito il ritratto della Bella Principessa a Leonardo. Il codice cui appartiene è Sforzeide di Giovanni Pietro Birago. Il codice verrà esposto a febbraio a Palazzo Ducale e all’Expo di Milano a Palazzo Bagatti Valsecchi.

Padiglione 5 – Antonello – A Palazzo Bagatti Valsecchi va ricomposto ed esposto il trittico di Antonello da Messina diviso tra Galleria degli Uffizi e Castello Sforzesco.

Padiglione 6 – Michelangelo – Il cuore sarà la Pietà Rondanini di Michelangelo. La riorganizzazione dei turni della guardiania, che potrebbero coincidere con quelli del Cenacolo Vinciano, intensificherebbe gli accessi.

Padiglione 7 – Raffaello e Caravaggio – Evidenziare l’unicità del cartone di Raffaello per la Stanza della Segnatura, una delle quattro Stanze Vaticane all’interno dei Palazzo Apostolici, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana, ne aumenterebbe i visitatori. Notevole attrattiva hanno anche i capolavori del Caravaggio come la “Cena di Emmaus” conservata nella Pinacoteca di Brera. Serve un percorso con “segnali” tra cui “Pala di Brera” di Piero della Francesca, “Cristo morto” di Andrea Mantegna, “Pietà” di Giovanni Bellini, lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello Sanzio e, appunto, la “Cena di Emmaus” di Caravaggio.

Padiglione 8 – Tiepolo – Palazzo Clerici, in corrispondenza del soffitto di Tiepolo, è sede ideale per proporre una serie di disegni, fra i quali quelli preparatori dell’affresco stesso, che ne testimoniano la lunga e complessa fase di preparazione. Possibile, nelle altre sale, potrà essere allestita una mostra che documenterà una delle più belle stagioni del Rococò europeo.

Padiglione 9 – Musica e MITO – L’edizione del festival MITO con orchestre e concerti provenienti da ogni parte del mondo e il concerto inaugurale al Teatro La Scala a pieno titolo nel programma dell’Expo.

Padiglione 10 – Stendhal – Attorno a Stendhal si può immaginare un itinerario che, da Palazzo Clerici, tocchi il Teatro La Scala, i palazzi di via Manzoni, la casa del Manzoni (dove allestire la mostra ‘Stendhal e Manzoni’), Palazzo Belgioioso e il museo dell’Ottocento. Stendhal è l’ideale visitatore dell’Expo. L’ideale sede per il padiglione è il Museo di Stori contemporanea in via Sant’Andrea.

Padiglione 11 – Futuristi – Milano è la “Città che sale” e l’Expo ha le radici nel Futurismo. Il Futurismo, ultima grande stagione artistica italiana, è naturalmente legato all’Expo e con capolavori provenienti dal Museo del Novecento, da Brera (collezione Jesi) e da raccolte private si renderà omaggio a questa stagione al Museo del Novecento.

Padiglione 12 – De Chirico e Savinio – A partire dai “Bagni Misteriosi” di De Chirico nei giardini della Triennale restaurati al tempo dell’assessorato alla Cultura Sgarbi un percorso nella città di Milano seguendo il racconto di Alberto Savinio. Punto di arrivo il teatro Parenti. La restituzione delle piscine Caimi è un’acquisizione dell’Expo alla città.

Padiglione 13 – Architettura. Omaggio a Guglielmo Mozzoni – Palazzo Pirelli, stazione Centrale, Torre Velasca, Palazzo Mezzanotte, il “rubanuovole” ovvero la Torre Snia Viscosa di piazza San Babila e il Palazzo dell’Arte di viale Alemagna sono le tappe di un percorso nell’architettura del Novecento che rivela Milano come una grande capitale europea.

Padiglione 14 – Arte Antica – Una mostra a Palazzo Litta con grandi collezioni private italiane di arte antica da un’antologia della grande Collezione Terruzzi (prevalentemente pittura del Settecento veneziano) alla collezione della Fondazione Cavallini Sgarbi. Opere dell’arte italiana dal Duecento al Novecento con opere di Tino di Camaino, Vivarini, Nicolò dell’Arca, Lorenzo Lotto, Tiziano, Antonio Cicognara, Veronese, Cavalier d’Arpino, Carlo Bonomi, Guido Reni, Guercino, Jusepe de Ribera, Artemisia Gentileschi, Guido Cagnacci, Piazzetta, Sassoferrato e Hayez.

Padiglione del cuore – La proposta di Expo culturale unisce idealmente Milano e Urbino, città d’arte, nel segno del motto “Dov’è il tuo cuore è il padiglione”. (aise)

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