WASHINGTON\ aise\ – È una delle opere più celebri dell’antichità: il Galata Morente, antica scultura romana risalente al primo o secondo secolo d.C., viaggerà per la prima volta da più di due secoli al di fuori dell’Italia. Ad ospitarla dal 12 dicembre 2013 al 16 marzo 2014 la National Gallery of Art di Washington DC, dove si terrà la mostra “The Dying Gaul: an ancient roman masterpiece from the Capitoline Museum”.

La mostra servirà a celebrare, oltre al capolavoro marmoreo, le relazioni culturali tra l’Italia e gli Stati Uniti ed in particolare tra Roma Capitale ed il museo di Washington, che già insieme hanno organizzato l’esposizione “Gems of Impressionism – Paintings from the National Gallery of Art, Washington”, sino al 23 febbraio 2014 al Museo dell’Ara Pacis di Roma.

Ed ora, per i principio della reciprocità, tocca al Galata Morente, opera che raffigura un guerriero gallico nei suoi ultimi istanti di vita, il volto contorto dal dolore, mentre cade a seguito di una ferita mortale al petto.

La sua esposizione a Washington è organizzata da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina – Musei Capitolini e National Gallery of Art, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Washington, e fa parte del progetto “Dream of Rome”, iniziato nel 2011 e inteso a promuovere la “Città Eterna” negli Stati Uniti facendo leva sui tesori artistici nelle collezioni dei Musei Capitolini. Tra il 2011 e il 2013 numerosi capolavori hanno attraversato l’Atlantico per essere esibiti in mostre dedicate nei più prestigiosi musei d’America.

“The Dying Gaul: an ancient roman masterpiece from the Capitoline Museum” è anche parte del 2013 – Anno della Cultura italiana negli Stati Uniti, una iniziativa sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Ambasciata d’Italia a Washington DC con il sostegno dei “corporate ambassadors” Eni e Intesa Sanpaolo.

La rassegna presenta più di 300 eventi culturali in più di 60 città americane e coinvolge più di 120 istituzioni ed organizzazioni statunitensi.

Il Galata Morente è stato trovato a Roma, nei giardini di Villa Ludovisi, assieme ad un’altra antica scultura in marmo, il “Galata Suicida con Moglie” – il cosiddetto “Galata Ludovisi”. Le due opere sono state probabilmente portate alla luce durante i lavori di scavo delle fondamenta della Villa tra il 1621 e il 1623. Si tratta di copie romane di originali greci in bronzo realizzati nel III secolo a.C. per commemorare la vittoria del Re di Pergamo sui Galli.

Le sculture non furono immediatamente identificate con raffigurazioni di guerrieri gallici. La prima descrizione dell’opera, nel 1623, catalogava il Galata come un gladiatore morente. Anni dopo, la presenza di una tromba alla base dell’opera indusse lo storico dell’arte e archeologo tedesco Johann Winckelmann (1717-1768) a ipotizzare che il soggetto fosse invece un araldo greco. A cavallo del XVIII secolo gli studiosi cominciarono a identificare la scultura con la raffigurazione di un guerriero gallico.

La fama del Galata Morente si diffuse subito dopo la sua scoperta, in parte grazie a un’incisione, pubblicata nel 1638, dell’artista francese François Perrier. Alcune riproduzioni a grandezza naturale furono commissionate dal Re di Spagna Filippo IV (che regnò dal 1621 al 1665) e da Luigi XIV, Re di Francia (che regnò dal 1661 al 1715). Le statuette di bronzo prodotte dallo scultore italiano Giovanni Francesco Susini nel 1630 fecero conoscere l’opera a un pubblico più vasto.

Nel 1771, Thomas Jefferson, che conosceva l’incisione di Perrier, incluse la scultura in un elenco di reperti che sperava di acquisire, presumibilmente in copia, per una galleria d’arte mai realizzata presso la sua residenza di Monticello. Il Galata Morente è stato ricopiato innumerevoli volte da studenti d’arte, e ha ispirato opere di Diego Velázquez, Jacques-Louis David, Giovanni Paolo Panini e vari altri artisti. (aise)

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