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ROMA\ aise\ – “Vigilare e di intervenire contro ogni fenomeno di antisemitismo, di razzismo, di violenza contro “gli innocenti e gli indifesi””. Questo il monito ribadito dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata della Memoria, celebrata al Quirinale.

La cerimonia, incentrata quest’anno sul tema “La musica nei campi” è stata condotta dal giornalista Rai Roberto Olla e aperta dalla proiezione di un estratto del film “Anita B”, del regista Roberto Faenza. Dopo gli interventi del Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna e del Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, il violinista Shlomo Mintz ha eseguito due brani musicali con un violino recuperato dagli strumenti in uso nei campi di concentramento. Quindi, sono stati proiettati alcuni filmati d’archivio sulla musica nei lager e si è svolta la premiazione delle scuole vincitrici della XII edizione del concorso “I giovani ricordano la Shoah”. Ha chiuso la celebrazione l’intervento di Napolitano che ha salutato – oltre ai rappresentanti delle Istituzioni – gli internati e i deportati italiani nei campi nazisti che hanno ricevuto oggi la Medaglia d’Onore.

“Lasciate innanzitutto che io sbarazzi subito il campo dalla miserabile provocazione che è stata appena tentata contro tutti noi”, ha detto con veemenza Napolitano, riferendosi alle tre teste di maiale che ignoti hanno fatto recapitare alla Sinagoga di Roma, al Museo ebraico di Trastevere e all’Ambasciata di Israele. “Gli autori – che spero possano essere rapidamente individuati – di un insulto assimilabile solo alla stessa ripugnante materia usata in quei pacchi, – ha aggiunto Napolitano – non hanno nulla a che vedere con la Roma e i romani che per sentimento umano e civile, consapevolezza democratica, educazione e cultura, sono fraternamente accanto agli uomini e alle donne di origine e religione ebraica, stringendosi ad essi in un abbraccio di solidarietà e in un impegno di lotta rigorosa contro ogni forma di antisemitismo”.

“Partecipo quest’anno per l’ottava volta alla celebrazione di una ricorrenza e di un incontro, che mi hanno coinvolto in tutti questi anni come poche altre iniziative in Quirinale”, ha proseguito. “Coinvolto, voglio dire, anche emotivamente e in profondità, come figlio di quel secolo per tanti aspetti terribile che è stato il Novecento, e come italiano, uno dei tanti italiani senza colpa sui quali il fascismo ha fatto ricadere la macchia delle leggi razziali e della turpe complicità con la persecuzione nazista contro gli ebrei”.

Negli anni, “abbiamo cercato in generale di rafforzare il dialogo tra la cultura, la scuola, i giovani e lo sviluppo di una comune coscienza storica e civile a presidio di un clima di autentico rispetto per l’ebraismo e di vigilanza contro ogni insorgenza di antisemitismo comunque camuffato” ha detto Napolitano, sostenendo che su questo fronte “l’attività dell’Italia può essere considerata all’avanguardia in Europa”, anche grazie al contributo della televisione e della Rai in particolare.

La Giornata della Memoria “è diventato un tassello essenziale del rafforzamento delle basi di conoscenza, di sensibilità umana e morale, di combattività in difesa della pace e dei diritti umani: che sono le basi fondamentali della nostra democrazia. Una democrazia – ha sottolineato il Capo dello Stato – che non può in nessun momento ignorare i rischi cui possono essere esposti, anche tornare – voglio dire – ad essere esposti “gli innocenti e gli indifesi di sempre” come li ha definiti il Presidente Gattegna : “gli ebrei, i rom, i sinti, i disabili, i malati di mente, gli omosessuali”, e, aggiungo, gli stranieri. Vorrei concludere con qualche parola sul modo di vigilare e di intervenire contro ogni fenomeno di antisemitismo, di razzismo, di violenza contro “gli innocenti e gli indifesi”. E’ in discussione in Senato, da qualche tempo, un disegno di legge che introdurrebbe il reato di negazionismo. Non posso dire nulla in proposito per rispetto delle prerogative del Parlamento, che saprà certamente discuterne con attenzione e saggezza”.

“Sul piano giudiziario e della tutela dell’ordine pubblico e della convivenza civile, si può già oggi e si deve intervenire contro ogni forma di istigazione all’odio razziale, foriera di violenze e di forme inammissibili di mortificazione della libertà e serenità delle persone e dei gruppi assunti come bersaglio. Per citare un altro grande paese – anche a conferma di come vecchi veleni circolino in tutta Europa – ricorderò l’ordinanza recente del Consiglio di Stato francese che ha convalidato il divieto di uno spettacolo caratterizzato da “intenti antisemiti, che incitano all’odio razziale, e, in spregio della dignità della persona umana, che fanno apologia delle discriminazioni, persecuzioni e azioni di sterminio perpetrate nel corso della seconda guerra mondiale”. Sì, i padri fondatori dell’unità europea e i continuatori della loro opera, ci hanno consegnato un’Europa che non può tollerare che vengano calpestati i principi e i valori su cui oggi poggia l’Unione e che – ha concluso – si tenti di stravolgere il senso del suo tormentato percorso storico”. (aise)

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