Pope John XXIII and Pope John Paul II 

ROMA\ aise\ – “Due uomini coraggiosi”. Così Papa Francesco ha definito Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII da ieri nuovi Santi della Chiesa Cattolica. Milioni i pellegrini giunti a Roma per la cerimonia di canonizzazione celebrata a piazza San Pietro: 800mila secondo la Santa Sede, più di un milione secondo la Questura di Roma che ha gestito le procedure di ordine pubblico e sicurezza. Tante le delegazioni ufficiali di altri Paesi: a rappresentare l’Italia il Presidente Napolitano e il Premier Renzi.

A concelebrare la Santa Messa anche il Papa Emerito Benedetto XVI, accolto da un lungo applauso al suo ingresso in Piazza e salutato affettuosamente da Papa Francesco.

Dunque, due Papi in piazza, altri due all’onore dell’Altare: Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Il primo, bergamasco, che ha vissuto due guerre mondiali, ha fatto sentire la sua voce nella crisi di missili a Cuba, ha indetto il Concilio Vaticano II; per tutti, il Papa Buono che manda carezze ai bambini del mondo.

Il secondo, polacco, passato dal regime nazista a quello comunista; giovane, sportivo, grande comunicatore, che assiste – contribuisce? – alla caduta dei muri e delle cortine di ferro, che sopravvive ad un attentato e perdona chi gli ha sparato; che guarda ai giovani e crea le Gmg, che invita a “non avere paura” e ad “aprire le porte a Cristo”.

Per Papa Francesco “due uomini coraggiosi, pieni della parresia dello Spirito Santo, e hanno dato testimonianza alla Chiesa e al mondo della bontà di Dio, della sua misericordia”, ha detto Papa Francesco nell’omelia.

Entrambi “hanno avuto il coraggio di guardare le ferite di Gesù, di toccare le sue mani piagate e il suo costato trafitto. Non hanno avuto vergogna della carne di Cristo, non si sono scandalizzati di Lui, della sua croce; non hanno avuto vergogna della carne del fratello, perché in ogni persona sofferente vedevano Gesù”.

E poi, ha aggiunto, “sono stati sacerdoti, e vescovi e papi del XX secolo. Ne hanno conosciuto le tragedie, ma non ne sono stati sopraffatti. Più forte, in loro, era Dio; più forte era la fede in Gesù Cristo Redentore dell’uomo e Signore della storia; più forte in loro era la misericordia di Dio che si manifesta in queste cinque piaghe; più forte era la vicinanza materna di Maria”.

Entrambi “hanno collaborato con lo Spirito Santo per ripristinare e aggiornare la Chiesa secondo la sua fisionomia originaria, la fisionomia che le hanno dato i santi nel corso dei secoli. Non dimentichiamo che sono proprio i santi che mandano avanti e fanno crescere la Chiesa. Nella convocazione del Concilio san Giovanni XXIII ha dimostrato una delicata docilità allo Spirito Santo, si è lasciato condurre ed è stato per la Chiesa un pastore, una guida-guidata, guidata dallo Spirito. Questo è stato il suo grande servizio alla Chiesa; per questo a me piace pensarlo come il Papa della docilità allo Spirito Santo”.

“In questo servizio al Popolo di Dio, – ha aggiunto – san Giovanni Paolo II è stato il Papa della famiglia. Così lui stesso, una volta, disse che avrebbe voluto essere ricordato, come il Papa della famiglia. Mi piace sottolinearlo mentre stiamo vivendo un cammino sinodale sulla famiglia e con le famiglie, un cammino che sicuramente dal Cielo lui accompagna e sostiene. Che entrambi questi nuovi santi Pastori del Popolo di Dio intercedano per la Chiesa affinché, durante questi due anni di cammino sinodale, sia docile allo Spirito Santo nel servizio pastorale alla famiglia. Che entrambi – ha concluso – ci insegnino a non scandalizzarci delle piaghe di Cristo, ad addentrarci nel mistero della misericordia divina che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama”. (aise)

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