ROMA\ aise\ – Sono 10 le Grotte Sacre più belle del mondo. All’ottavo posto di questa speciale classifica stilata da una delle più autorevoli riviste al mondo, l’americana National Geographic – pubblicata in moltissimi Paesi del mondo e tradotta in 31 lingue diverse, contando ben cinquanta milioni di lettori -, vi è la Sacra Grotta di Monte Sant’Angelo in Pughlia, dedicata all’Arcangelo Michele, unica italiana nella top10 internazionale e, dal giugno 2011, iscritta nella lista dei Beni patrimonio mondiale dell’umanità, tutelati dall’Unesco.

Entusiasta il sindaco della città pugliese, Antonio di Iasio: “Essere inseriti dalla National Geographic nella Top10 delle Sacre Grotte nel mondo è una grande gioia. Inoltre”, aggiunge di Iasio, “la Sacra Grotta di San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo rappresenta l’unica italiana in questa classifica e questo ci rende ancora più orgogliosi. Siamo sul tetto del mondo sicuramente non per nostri meriti, ma perché conserviamo e ospitiamo uno dei Santuari più belli, importanti e storici del mondo. Questo”, afferma ancora il sindaco, “ci è stato riconosciuto anche dall’Unesco, che dal 2011 lo ha iscritto nella prestigiosissima lista grazie alle importanti presenze longobarde. Siamo felici, entusiasti e orgogliosi del nostro patrimonio, del nostro tesoro. Tutta la comunità”, conclude, “ne sono certo, continuerà a custodirlo gelosamente, a tutelarlo, a valorizzarlo e a promuoverlo”.

Nella top10 stilata dal National Geographic al primo posto c’è il Belize, seguono India, Cina, Sri Lanka, Grecia, Malta, Francia ed Etiopia. Monte Sant’Angelo rappresenta l’Italia, all’ottavo posto.

La tradizione fa risalire l’arrivo del culto micaelico sulla montagna garganica all’ultimo decennio del V secolo, fissando al 490, 492 e 493 le tre apparizioni dell’Arcangelo, due delle quali al vescovo di Siponto. La ricostruzione della storia del Santuario e del culto dell’Arcangelo sul Gargano si fonda prevalentemente sul Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano (Apparitio), una operetta agiografica variamente datata dal V all’VIII secolo e ricca di elementi miracolistici. Il racconto è conosciuto da tre episodi: l’episodio del toro (490), l’episodio della vittoria (492), l’episodio della dedicazione (493). Inoltre, vi è anche una quarta apparizione, quella del 1656, quando l’Arcangelo liberò la città garganica dalla peste. La Basilica Santuario di San Michele Arcangelo dal giugno 2011 è iscritta nella lista dei beni patrimonio mondiale dell’umanità tutelati dall’Unesco, nell’ambito del sito seriale “I Longobardi in Italia, i luoghi del potere (568-774 dC)” che comprende sette siti: Monte Sant’Angelo, Benevento, Spoleto, Campello, Brescia, Castelseprio e Cividale del Friuli.

Più di 1500 anni di storia per un Santuario che negli anni è stato meta ininterrotta di pellegrinaggi e luogo visitato da papi, re e imperatori. Ultima la visita di Papa Giovanni Paolo II, nel 1987.

“Terribilis est locus iste/Hic domus dei est/et porta coeli” (Impressionante è questo luogo. Qui è la casa di Dio e la porta del cielo) è l’iscrizione che troneggia all’ingresso dell’imponente Santuario. (aise)

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