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Ad accompagnare lo sport, sin dall’inizio dell’epoca moderna, ci sono state le scommesse: un modo per provare a guadagnare rimanendo nel campo delle proprie passioni. A volte però, queste strategie sono andate (ben) oltre il semplice assistere ad un evento e cercare di indovinarne il vincitore. Negli anni infatti si sono succeduti diversi scandali negli sport più vari e nelle competizioni più disparate, fino ad arrivare alle gare internazionali.

L’inizio dei problemi: il caso Black Sox 
I primi casi di corruzione nell’epoca degli sport moderni, risalgono a circa un secolo fa: l’apripista di tutti gli scandali è infatti il caso Black Sox, che coinvolse otto giocatori della Major League Baseball, tutti sotto contratto con i Chicago White Sox. Nel 1919 infatti, questo gruppo di giocatori, fra i quali spiccava Arnold “Chick” Gandil – una delle menti principali della combine – decise di perdere appositamente le World Series. La sconfitta in finale, a favore dei rivali di Cincinnati, fruttò ai giocatori 100.000 dollari: la MLB però non si fece ingannare e, una volta scoperto il piano, bandì per sempre tutti le persone che presero parte allo scandalo. Curiosità: il nome Black Sox, “Calze Nere”, venne coniato in quanto gli accusati avevano sporcato la propria dignità, non potendo più indossare le White Sox, “Calze Bianche” della squadra.

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Dopodiché, restando sempre negli Stati Uniti, ci spostiamo alla fine degli anni ‘40, per il Point Shaving Scandal. Tra il 1947 ed il 1951 infatti, ci fu un anomalo giro di scommesse riguardante il basket Ncaa, vale a dire a livello collegiale. Le indagini portarono alla luce addirittura 86 partite combinate in questi anni, e in manette finì la bellezza di 32 persone.

Anche l’Europa non fu esente da scandali, specialmente riguardanti il calcio italiano: dopo il caso di doping del Bologna 1964 (poi rientrato per mancanza di prove), ecco arrivare, nel 1980, il Totonero. Un giro di scommesse sulle partite del pallone nostrano che portò alla retrocessione in Serie B di Milan e Lazio, mentre Avellino, Bologna e Perugia ebbero dei punti di penalizzazione. Tra i giocatori squalificati figurava anche Paolo Rossi che, due anni dopo, fu convocato al mondiale in Spagna fra molte polemiche: Pablito si rivelò mattatore del torneo, guidando l’Italia alla vittoria del mondiale.

Gli scandali sono un problema recidivo
Se pensate che una volta banditi i colpevoli, venga eliminato il problema, state commettendo un grosso errore. Lo dimostra il famoso caso Pete Rose and the Reds: siamo ancora una volta nella principale lega di baseball statunitense, la MLB e stavolta Cincinnati è coinvolta in prima persona. Pete Rose infatti, coach dei Reds, venne accusato e condannato per aver combinato partite per ben tre stagioni, dall’85 all’87. Il suo nome è stato rimosso dalla Hall of Fame e, dopo aver negato per anni il suo coinvolgimento, ammise finalmente lo scandalo solo nel 2004.

Ultimo, ma anche questo non nuovo, è il caso di Calciopoli: siamo ancora una volta in Italia e parliamo ancora di calcio: a cavallo del 2006 infatti scoppiò un incredibile scandalo legato principalmente a Luciano Moggi, direttore generale della Juventus. Le accuse furono di avere comprato gli arbitri per anni e anni, favorendo la squadra bianconera sul territorio italiano. La stessa Juve si vide quindi retrocessa e penalizzata in Serie B: altre squadre colpite furono Milan , Fiorentina e Lazio.