due marROMA – Nella scheda dedicata alla politica estera, nel contesto dell’analisi di un anno di attività del governo Monti, particolare rilievo viene dato al caso dei due marò trattenuti in India.

La nostra strategia si è articolata lungo tre direttrici: 1. sottoporsi alle procedure giurisdizionali indiane, pur contestandone la competenza; 2. stabilire contatti di dialogo costruttivo ma fermo con le autorità indiane al fine di ottenere per i due militari italiani un dignitoso trattamento; 3. avviare un’intensa attività diplomatica per mobilitare a nostro favore l’attenzione della Comunità Internazionale.

Il ministro degli Esteri Terzi ha tenuto oltre 100 incontri internazionali nei quali ha personalmente sollevato la questione, in colloqui bilaterali con i Paesi a noi più vicini o conferenze internazionali. A settembre, nel più vasto e autorevole consesso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Ministro Terzi ha sottolineato come il “precedente indiano” possa pericolosamente ripercuotersi sull’efficacia delle operazioni internazionali di contrasto della pirateria e del terrorismo.

Su nostra richiesta la questione dei marò è stata fatta propria dall’Unione Europea e l’Alto Rappresentante Ashton ha sollevato il caso con le sue controparti indiane, facendo presente il rischio che la questione – qualora non risolta per tempo – possa compromettere anche i rapporti UE-India, in particolare i negoziati sull’Accordo di Libero Scambio

In occasione del dibattito aperto in Consiglio di Sicurezza sulla pirateria, voluto dalla Presidenza di turno indiana, e tenutosi il 20 novembre scorso, è stato pronunciato un intervento nazionale volto a rimarcare l’illegalità della condotta indiana riguardo al caso marò, oltre che a descrivere il consistente contributo che l’Italia fornisce sotto ogni profilo alle azioni di contrasto alla pirateria marittima, sia a livello nazionale che in cooperazione con altri Paesi. Su nostra richiesta, anche l’intervento dell’UE ha recepito i principi per noi fondamentali del necessario rispetto del diritto internazionale e della giurisdizione dello Stato di bandiera, ed ha altresì fatto specifico riferimento al caso dei fucilieri della Marina Militare detenuti in India. L’azione italiana, ha quindi permesso di codificare un linguaggio atto a certificare il senso di collettiva ed esplicita solidarietà dell’UE nei nostri confronti.

Di recente si sono intensificati i contatti diretti con il nuovo ministro degli Esteri indiano Khurshid,al quale è stata ribadita la forte aspettativa di ottenere la pubblicazione della sentenza definitiva della Corte Suprema indiana entro le vacanze natalizie. Identica aspettativa è stata illustrata nel pomeriggio del 13 dicembre scorso all’ambasciatore d’India a Roma convocato appositamente alla Farnesina.

Il 14 dicembre, dopo aver appreso che la sentenza della Corte Suprema non potrà essere emessa prima di gennaio e che di conseguenza anche il procedimento di merito presso l’Alta Corte del Kerala era aggiornato per la terza volta, i legali della difesa hanno presentato una “interim relief petition” presso tale istanza, ottenendo una modifica del regime di libertà condizionata, che ha consentito, sotto garanzia per ragioni umanitarie, il temporaneo trasferimento in Italia dei due fucilieri, in occasione delle festività natalizie.  (Inform)

 

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